Le storie di Flora. Il transmedia storytelling per il cambiamento sociale

La grande diffusione delle storie rende il transmedia storytelling una leva comunicativa principale della comunicazione contemporanea grazie alla sua caratteristica principale di spreadability, legata alla multicanalità, e alla sua capacità di coinvolgere le audience, dovuta alla potenza delle narrazioni. Queste caratteristiche fanno sì che il transmedia storytelling si sia diffuso in molteplici ambiti comunicativi, tra cui quello sociale e ambientale in cui una comunicazione di tipo tradizionale risulta poco efficace.
Molte Organizzazioni Non Governative (ONG) e associazioni non-profit, però, limitano le modalità comunicative delle loro campagne, senza sfruttare le possibilità che la tecnologia e i media offrono. Ecco perché la domanda di ricerca è la seguente: come si possono comunicare efficacemente tematiche sociali e ambientali sfruttando la potenza delle storie?
Come emerge dalla ricerca e dall’analisi di diversi progetti socio-ambientali, il transmedia storytelling viene già adottato come modalità comunicativa in questi ambiti, ma con esso è presente una confusione concettuale legata alla terminologia esistente (transmedia for good, transmedia attivismo e transmedia for change). Per cercare di rispondere alla domanda di ricerca, inoltre, le evidenze emerse dall’analisi dello stato dell’arte vengono applicate a un progetto reale – Salviamo le api – una campagna promossa da Greenpeace riguardante la problematica ambientale della moria delle api, che non sfrutta appieno le potenzialità della comunicazione contemporanea (in termini di contenuti narrativi e multicanalità).

 


Ilaria Bernareggi, Corso di Laurea Magistrale in Design della Comunicazione, Politecnico di Milano