Sperimentare Partecipazione. Il caso del Bilancio Partecipativo della città di Bologna

Da quando fu sperimentato per la prima volta nella città brasiliana di Porto Alegre, a fine anni Ottanta, lo strumento del Bilancio Partecipativo ha riscosso notevoli successi e suscitato forte interesse, sia dal punto di vista politico che da quello accademico. Una prova evidente ne è l’ampia diffusione che questo ha avuto, e sta tutt’oggi avendo, in diversi Paesi del mondo. In un momento storico dove la società globale è caratterizzata dall’incertezza e dalla liquidità, i processi partecipativi sembrano poter fornire una risposta virtuosa per superare le difficoltà imposte dalla crisi del sistema economico e risolvere le criticità della sfera politica. È in questo generale scenario di fondo che vede la luce il Bilancio Partecipativo della città di Bologna. Si tratta di un processo sperimentale, inserito all’interno dell’agenda dei Laboratori di Quartiere, ideato, promosso e realizzato da Urban Center e dal Comune di Bologna, affiancati dal sostegno metodologico dei ricercatori dell’Università di Bologna e del Ces.Co.Com (Centro Studi Avanzati sulla Comunicazione e sul Consumo).
La funzione della tesi è quindi duplice: da una parte descrivere e analizzare, tramite osservazione partecipante, il caso di studi e le sue diverse fasi; mentre dall’altra rilevare e mappare, tramite lo svolgimento di interviste e focus group, le opinioni dei partecipanti. L’obiettivo ultimo è comunque unico: realizzare una valutazione complessiva del processo rilevandone le virtuosità e le criticità. Dopo una breve riflessione teorica sul legame tra partecipazione e democrazia (Capitolo 1) l’elaborato si concentra sull’analisi delle caratteristiche generali che definiscono un processo partecipativo (Capitolo 2), per poi passare alla descrizione di alcuni dei casi di Bilancio Partecipativo più rilevanti a livello internazionale (Capitolo 3). Segue la narrazione e la descrizione, realizzata grazie ad un osservazione partecipante svolta durante i mesi in cui si è sviluppato il processo, degli eventi che hanno caratterizzato il caso di studi (Capitolo 4). Infine conclude la tesi l’analisi di focus group e interviste, svolte coi soggetti coinvolti e coi cittadini partecipanti, finalizzate ad individuare le virtuosità e le criticità del processo (Capitolo 5). Concluderanno il tutto alcune brevi riflessioni, di carattere più teorico e filosofico, sul caso di studi e sugli scenari partecipativi in generale.
La speranza è quella che, con questo elaborato, si possano fornire spunti di riflessione utili per chi dovrà occuparsi del percorso nei prossimi anni, ma anche per tutte quelle Pubbliche Amministrazioni che, affacciandosi al tema della partecipazione, vogliano ispirarsi all’esempio bolognese.

 

 


Federico Salvarani, Corso di Laurea Magistrale in Sociologia e Ricerca Sociale, Università di Bologna