Le voci dei protagonisti: Fondazione Helpcode Italia

Intervista a Fosca Scotto di Perta, Corporate Relations Fondazione Helpcode Italia

Fosca Scotto di Perta

Tra le aree di intervento di Fondazione Helpcode per l’Italia si trovano nel 2025 l’educazione digitale e la promozione delle materie STEAM: quali progetti avete intrapreso lo scorso anno e come ne avete misurato l’impatto?

Nel 2025 l’educazione digitale e le materie STEAM sono state uno dei tre assi del nostro lavoro in Italia. Tra le iniziative: DigitALL, percorso di educazione digitale culminato nell’evento “Cybernauti – Generazioni in rete” con lo psicoterapeuta Alberto Pellai, e il gioco da tavolo Cybernauti sull’uso consapevole delle tecnologie, con simulazioni su fake news e algoritmi. Sul fronte dell’ orientamento alle materie STEAM, il progetto ALISEO ha coinvolto cinque classi di terza media dell’Istituto S. Teodoro di Genova in un percorso teatrale su cinque figure femminili della scienza, contro gli stereotipi di genere nelle scelte formative. Misuriamo l’impatto su più livelli: indicatori quantitativi (scuole coinvolte, ore di formazione, patti attivati), feedback continuo di studenti e insegnanti con metodologie partecipative, e collegamento agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

La sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma anche le persone. Come garantite equità, inclusione e diversity ai dipendenti della Fondazione?

Per noi la sostenibilità delle persone si costruisce ogni giorno, più che dichiararsi. Promuoviamo l’equilibrio di genere tra il personale e lavoriamo sulla formazione dello staff su temi come l’equità di trattamento e la prevenzione di ogni forma di abuso, un impegno confermato dall’adozione di standard e buone pratiche riconosciute a livello nazionale e internazionale. La diversità è anche culturale, e nasce soprattutto nei Paesi in cui operiamo: gran parte del nostro personale all’estero è assunto localmente, perché crediamo che generare impatto duraturo significhi valorizzare le competenze di chi il territorio lo abita e lo conosce. Investiamo in formazione – oltre 2.000 ore nel 2025, tra sicurezza e prevenzione degli abusi – e in welfare per le diverse fasi della vita lavorativa.

Proponete laboratori di team building aziendale attraverso la stand-up comedy. Qual è il valore sociale dell’iniziativa?

Il valore è duplice. In azienda, “Alziamoci in piedi” usa la stand-up comedy per far emergere stereotipi e bias inconsci in modo non conflittuale, trasformando l’ironia in uno strumento di ascolto e coesione, come confermano le esperienze già realizzate in azienda. Una formazione che coinvolge testa ed emozioni, non slide – gli obiettivi ESG sono una conseguenza naturale, non il punto di partenza. Nasce dal lavoro nelle scuole con il modello PROCEDI, pedagogia esperienziale e Game-based Learning contro pregiudizi e discriminazioni. Usiamo il teatro grazie a una partnership storica con la Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse: ci siamo fatti ispirare dal modo in cui, nei Paesi in cui operiamo, il teatro è spesso lo strumento più efficace per restituire alle comunità temi complessi, portando questo linguaggio anche nelle scuole e nelle aziende italiane.

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