Comune di Milano

Stiamo affrontando una sfida difficile, questa crisi ha mostrato in modo drammatico come il destino di nazioni, anche lontane, sia comune. Vale per tutte le grandi questioni, come la sfida ambientale, questione epocale che può essere vinta solo attraverso un’unità di intenti tra i popoli della Terra. Allo stesso modo la collaborazione di tutti è indispensabile per avviare una fase di rinascita della nostra nazione e delle nostre città. Una nuova idea di futuro è stata pensata dal Comune per Milano e per i suoi cittadini, in relazione all’organizzazione di tempo e spazio. E’ oggetto di dialogo con tutti gli stakeholder e ridisegna luoghi, tempi e modi del lavoro in una dimensione di prossimità, per un’azione tesa al miglioramento continuo, inclusivo e sostenibile della città.


Progetti di conciliazione vita – lavoro: Mire e Masp

La necessità di convivere con il coronavirus e con scenari futuri incerti ha richiesto ai partner e al Comune di Milano – in qualità di capofila dei progetti di conciliazione vita-lavoro  Mire e Masp, finanziati da Regione Lombardia e Comunità europea – la capacità di mantenersi in continuo adattamento alla situazione in atto. Ha richiesto inoltre di immaginare un forte cambiamento di molti aspetti della vita quotidiana pre-pandemia, oltre ad una diversa organizzazione della città e un nuovo concetto di tutela della salute. Gli obiettivi dei due progetti pur restando attuali, non hanno potuto non risentire di una nuova normalità segnata dalla coabitazione con le diverse fasi di evoluzione del virus. Le dimensioni principali del vivere – il tempo e lo spazio – hanno dovuto essere rivisitate per consentire di abitare la città in sicurezza con l’adozione di orari differenziati e anche lo smart working – con cui tanti hanno familiarizzato nei mesi di lockdown, e da cui sarà importante non recedere – si sta ridefinendo.  Si lavora su contrattazione collettiva e politiche pubbliche per limitare gli effetti negativi del lavoro agile, come il confinamento domestico, ed enfatizzarne quelli positivi, come il risparmio di tempo negli spostamenti e la migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. All’ insegna del policentrismo e della prossimità, il Comune, per guardare al futuro, vuole sperimentare nuovi luoghi e modi di lavorare in sintonia con la concezione di una Milano a 15 minuti e ridisegnare la fruizione della città e dei suoi servizi. Costruire una rete di servizi decentrati che offra tutto a portata di un quarto d’ora, oltre ad una piena accessibilità, permetterebbe di ridurre l’uso dei trasporti, anche a beneficio dell’ambiente, un risparmio di tempo negli spostamenti e un maggiore work-life balance. Per rafforzare la dimensione di prossimità che consente di evitare l’isolamento e generare una maggiore inclusione, è necessario puntare anche alla rigenerazione dei quartieri periferici in termini di sostenibilità sociale e ambientale. Quartieri che diventano la dimensione di una possibile organizzazione dal basso, fondata su condivisione e su mutualità. Potenziando i servizi diffusi il lavoro agile dunque può prendere una nuova via, quella del “near working”: la possibilità di lavorare vicino casa in sedi distaccate o nei coworking, la cui evoluzione potrà contribuire a realizzare una Milano fruibile in 15 minuti.

progetto MIRE – Milano in rete dal welfare al tempo ritrovato – favorisce l’introduzione di modelli organizzativi flessibili centrati su work – life balance.  
progetto MASP – Master Parenting in Work and Life – oltre ad aiutare le persone a conciliare l’equilibrio tra la propria vita e l’occupazione, ma anche a incentivare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.