
Palla al centro
Palla al Centro, in corso di attuazione in nove Istituti penali per i minorenni, rappresenta un’occasione di ripartenza per i giovani detenuti, trasformando il periodo di detenzione in un’opportunità di crescita e reinserimento sociale e lavorativo. Grazie alla sottoscrizione di un Protocollo di Intesa con il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità nel 2024, il progetto è oggi esteso a livello nazionale e a centinaia di minori e giovani adulti. L’obiettivo è accompagnare i ragazzi verso una presa di coscienza delle proprie azioni e del proprio potenziale, valorizzando la parte positiva di sé. Il progetto promuove attività educative e formative: dalla realizzazione di murales attraverso laboratori artistici per favorire la loro espressività e l’incontro con la bellezza, a workshop professionalizzanti (imbiancatura, giardinaggio, cameriere di sala, onicotecnica), a corsi di primo soccorso, a incontri con la Polizia postale sui rischi della rete. Parallelamente, il progetto mira a costruire un “ponte” tra carcere e società, coinvolgendo aziende e volontari nelle attività negli Istituti, al fine di abbattere pregiudizi e creare una rete inclusiva e responsabile. La metodologia si basa sul coinvolgimento attivo dei ragazzi e sull’incontro con modelli positivi, per ricostruire fiducia e relazioni. In linea con i principi della giustizia minorile, il progetto punta alla rieducazione e al benessere dei giovani, contrastando marginalità e illegalità.
Bilancio di esercizio al 30 giugno 2025 con la relazione dei revisori legali
Sito Web Progetto Palla al Centro
Basta un passo | Il progetto Palla al Centro della Fondazione Francesca Rava negli IPM italiani
Orizzonti. Il progetto di Fondazione Francesca Rava e Mediobanca negli Istituti Penali Minorili
Video AI riproduttivo della stessa, entrambi proiettati nel Museo a fianco dell’opera
RaiPlay Sound: (Cercare) Raffaello in Carcere
Dall’impegno all’impatto: competenze che creano e misurano valore
Da anni la Fondazione Francesca Rava promuove il volontariato d’impresa: uno strumento che permette alle aziende di contribuire al benessere della comunità, acquisire consapevolezza della propria Responsabilità Sociale e, contemporaneamente, raggiungere gli obiettivi interni attraverso azioni di team building. Tra le forme di volontariato aziendale proposte dalla Fondazione vi è il “volontariato di competenza”, che consente ai dipendenti aziendali di donare le proprie competenze professionali oltre che il proprio tempo. Grazie alla best practice del volontariato di competenza e alla vicinanza di aziende amiche specializzate in diversi settori, tra cui KPMG Advisory, società di consulenza finanziaria, ma anche esperta in valutazioni di impatto di politiche, programmi e progetti, dal 2023 la Fondazione è in grado di misurare l’impatto sociale della sua più grande Campagna socio-sanitaria nazionale nata appunto in partnership con KPMG: In Farmacia per i
Bambini. L’iniziativa consiste in una campagna in contrasto alla povertà sanitaria minorile e alla vulnerabilità sociale che si svolge in oltre 3000 farmacie in Italia e a beneficio di oltre 1000 enti non profit che si occupano di minori fragili. In 13 anni sono stati raccolti oltre 2,8 Mln di farmaci da banco e prodotti baby care in aiuto, solo nel 2026, a oltre 56400 bambini. Dal 2023 la Fondazione realizza la valutazione d’impatto della Campagna in collaborazione con KPMG. In questa cornice, la Fondazione e KPMG lavorano insieme per definire l’impatto sociale come ricaduta attesa/inattesa, diretta/indiretta, che viene generata sul target (bambini in povertà sanitaria) e non-target (altri stakeholder) della Campagna. Il match tra la conoscenza del contesto di intervento della Fondazione e l’expertise di KPMG favorisce infatti un modello di indagine partecipativa che utilizza metodologie quali-quantitative basate su KPI misurabili e tailorizzati sull’iniziativa. Tale modello consente ai due attori di costruire insieme valori target, soglie e livelli baseline su cui confrontarsi di anno in anno per la creazione di un valore condiviso dato da una valutazione capace di restituire l’efficacia sociale, sanitaria ed economica della Campagna in termini di ricaduta sulle comunità, ma anche in logica decisionale e comunicativa. Con il consolidarsi della collaborazione, è maturata l’esigenza di rafforzare ulteriormente la solidità metodologica dell’analisi. Per questo motivo, la Fondazione e KPMG hanno avviato una fase pilota che prevede la comparazione tra gruppi di trattamento e gruppi di controllo. Questo sviluppo consentirà di produrre evidenze più utili a orientare le scelte strategiche future per la Campagna.



