Granarolo

 


Le caciotte della Dozza

Ad aprile 2026 è ri-nato il caseificio della casa circondariale Rocco D’Amato (detta Dozza) di Bologna, grazie alla caparbietà di tanti casari Granarolo e alle preziose dritte di Fare Impresa in Dozza. È così partita una produzione di caciotte che offre formazione e lavoro ai detenuti e prodotti di grande qualità ai consumatori bolognesi.

La caciotta racconta a chi la gusta la pazienza e la cura necessarie per far maturare un risultato buono e duraturo, le stesse che caratterizzano un percorso di riscatto. Un buon casaro impiega qualche anno a formarsi, motivo per il quale nella rosa dei candidati a ricoprire le posizioni disponibili si è puntato su persone che avessero da scontare periodi di detenzione medio-lunghi, nella consapevolezza che si sta lavorando soprattutto sul momento successivo al carcere e con l’obiettivo di evitare recidive.

Quasi da subito, a Granarolo si è affiancata l’associazione Avoc, un gruppo di volontari già operativi a supporto dei detenuti in carcere, cresciuto contestualmente grazie a tanti amici ed ex dipendenti Granarolo che hanno messo a disposizione il loro sapere e il loro tempo. Ne è nato un gruppo di tutor che lavora in caseificio ed è pronto ad affiancare i detenuti con dedizione, passione e attenzione. L’iniziativa coinvolge al momento 3 detenuti dei 6 formati e 11 volontari dei 18 formati, così come una rete di storici clienti Granarolo che si sono messi a disposizione, primi fra tutti Coop Alleanza 3.0 e Camst.

Il progetto sta crescendo con noi ….. con voi!

Qualche informazione sul progetto del Caseificio della Dozza

Il Caseificio della Dozza. Più di un sapore, un percorso