
#AgrobiodiversitàXilfuturo
Obiettivo del progetto #AgrobiodiversitàXilfuturo è diffondere consapevolezza degli impatti dei cambiamenti climatici sulle colture tradizionali e sulle possibili misure di adattamento, rivolgendosi a un target di studenti in agraria per generare impatti “a lungo termine” e contribuendo così agli SDG n. 2 “Sconfiggere la fame” e n. 13 “Lotta contro il cambiamento climatico”.
Il problema che il progetto affronta è l’impatto dei cambiamenti climatici sulle colture tradizionali della Regione Friuli-Venezia Giulia. In questo ambito, l’Università di Udine ha sviluppato la Banca del Germoplasma, che agisce prelevando le sementi, intervenendo sulle stesse in modo da renderle resistenti rispetto ai cambiamenti climatici e riconsegnandole agli agricoltori per il loro utilizzo. Il progetto, avviato nel 2023, si è evoluto grazie al confronto con gli stakeholder del territorio. Il Comitato Regionale Unipol del Friuli-Venezia Giulia ha promosso tra il 2024 e il 2025 la diffusione dell’approccio adottato dall’Università presso due istituti agrari (a cui si è aggiunto un terzo nel 2026). Il ciclo di incontri presso le scuole è stato portato avanti, oltre che dall’Università, da Legacoop, che con le proprie imprese rappresenta la filiera dalla produzione al consumo, consentendo di porre l’accento sull’evoluzione futura sia delle modalità di coltivazione che delle abitudini dei consumatori.
Il progetto è stato descritto nella riedizione del libro “Agrobiodiversità coltivata in Friuli”, con contributi redatti dagli studenti e dai docenti coinvolti.
Il progetto ha generato impatti su quattro livelli:
- impatti sugli studenti (livello individuale), con lo sviluppo di competenze scientifiche e trasversali;
- impatti sulla scuola (livello istituzionale), incentivando l’innovazione didattica e l’interdisciplinarità;
- impatti sulla comunità e il territorio (livello sociale), contribuendo alla preservazione del patrimonio bioculturale, ma anche al dialogo intergenerazionale;
- impatti ambientali, rafforzando la resilienza territoriale.



