FUTURO AL CUBO – Intervista a Elisa Pozzi, Cascina Zipo

FUTURO AL CUBO – Intervista a Elisa Pozzi, Cascina Zipo

Intervista a Elisa Pozzi, Titolare Cascina Zipo

Cella di stagionatura della Cascina Zipo

La nostra azienda agricola esiste dal 1959 quando i miei nonni, vedendo la realtà agricola del Sud Milanese, se ne innamorarono. In particolare si innamorarono della palazzina di fine 400 all’interno del nostro nucleo aziendale, edificata dai Pusterla, castellani di Binasco. È un esempio di architettura sforzesca con una serie di affreschi cortesi all’interno. I miei nonni amavano l’arte e la storia e cercavano un luogo magico che poi è diventato il loro posto del cuore. In un secondo momento si sono appassionati di agricoltura e allevamento.

Nella nostra sede di Zibido San Giacomo, nel cuore del Parco Agricolo Sud Milano, alleviamo frisone da latte – che in primavera ed estate pascolano per i campi zibidesi – e trasformiamo (da 17 anni circa) amorevolmente il loro latte in prodotti di nicchia piuttosto particolari.
Commercializziamo prodotti a base di latte crudo dei nostri animali e caglio di origine vegetale, cosa non molto comune per i caseifici industriali. Produciamo ZIPOTTA, la nostra caciotta, fiore all’occhiello, il LATTERIA uno stagionato di circa 4 mesi, PRIMOSALE fresco di giornata e RICOTTA, prodotta come una volta con solo siero, ZIPOlìzia formaggio splamabile, ZIPOneve una crosta fiorita tipo brie, FIOCCHI di ZIPO un cottage cheese delicato. In più, produciamo lo ZIPOYO bianco, con marmellata bio di ciliegia e di albicocca, yogurt a coagulo compatto tipo greco.

Coltiviamo e trasformiamo anche riso carnaroli, tipico della nostra zona. Con una vecchia pilatrice viene pilato in cascina per esaltarne le qualità organolettiche lasciando il chicco semi integrale ma cuocendo come un riso normale. Da tempo collaboriamo con il Distretto Riso e Rane, abbiamo partecipato al progetto riso Carnaroli DNA controllato, cioè carnaroli puro al 100% ed abbiamo prodotto la semente anche per gli altri agricoltori.

Possediamo alveari che producono miele di acacia, tiglio e millefiori tipiche fioriture della bassa padana.

Quali sono le innovazioni nel settore agricolo che hanno cambiato il suo modo di lavorare?
L’azienda agricola ZIPO esiste dal 1960 con i miei nonni, nel 1983 è stata rilevata da mio padre ed intorno al 2005, dopo che ho finito gli studi pre-universitari, ho deciso di apportare personalmente delle modifiche e seguire un tipo di agricoltura molto diversa da quella dei nonni e di mio padre. Siamo sempre andati d’accordo ed abbiamo sempre lavorato in modo sinergico riuscendo a creare qualcosa di molto personale e unico. Sostengo che l’allevamento di animali di qualsiasi specie non possa esistere scollegato dalla terra e quindi da quello che la terra ci dona: lavoriamo a 360 gradi, donando alla terra la sostanza organica naturale data dal pascolamento delle nostre vacche, che ci darà a sua volta un pascolo polifita adatto alle nostre vacche chiudendo così il ciclo produttivo e vitale. Il nostro allevamento ad oggi conta una dozzina di vacche in lattazione di razza frisona, allevate con un metodo sostenibile, le esigenze dell’animale sono messe al primo posto: sono libere di muoversi e di nutrirsi in modo naturale, la riproduzione viene eseguita solo con la rimonta naturale quindi abbiamo il toro, i vitelli si nutrono e vengono svezzati con latte materno. Il nostro obiettivo è quello di avere animali sani, non forzati a livello nutrizionale e con uso di farmaci. Questo causa magari un piccolo deficit produttivo, spingendo meno gli animali il latte sarà quantitativamente di meno ma la qualità sarà nettamente superiore, producendo un latte idoneo alla trasformazione e quindi un prodotto di alta qualità nutrizionale. La parte che più preferisco in caseificio è constatare che, come le fragole non crescono in inverno, i formaggi sono stagionali, quando si utilizza un pascolo primaverile/estivo, i profumi della nostra zipotta (caciotta semistagionata) saranno molto diversi da quelli della zipotta invernale: le vacche in primavera sono spesso all’aperto, pascolano molte ore al giorni, ingerendo erba fresca, nella zipotta si trasferirà un sapore più delicato, meno grasso, profumi di fiori. In inverno le vacche mangiano più fieno ed erba conservata, quindi il grasso nel latte salirà e la zipotta sarà più decisa di sapore e più cremosa. A livello industriale si perdono tutte le sfumature, il latte viene standardizzato per avere sempre lo stesso prodotto, il più delle volte piatto.

Cosa significa lavorare con la filiera corta e come la gestione della filiera cambia le relazioni con il territorio?
Una delle ragioni per cui mi sono avvicinata alla realtà agricola di famiglia è poter ospitare in cascina persone che siano interessate a visionare tutti i cicli produttivi. L’idea di produrre latte per l’industria e vederlo finire insieme ad altro latte prodotto apparentemente nello stesso modo ma in realtà in modo molto diverso non mi entusiasmava, cercavamo un modo per metterci del nostro. La filiera corta, quindi riuscire a colloquiare direttamente con il consumatore, potendo parlare di come è nato quel formaggio, quella confezione di riso, quello yogurt è la cosa che più mi dà soddisfazione. A Milano ci sono il sabato al Mercato della Terra di Slow Food (dal 2008) ma invito sempre le persone a venire in cascina e toccare con mano, vedere personalmente cosa succede nel dietro le quinte e magari cimentarsi anche nella produzione del formaggio! È troppo importante che i cittadini siano consapevoli di quello che smuove l’agricoltura: non stiamo semplicemente producendo un bene, ma regaliamo un servizio, manteniamo un ecosistema, cosa che l’agricoltura intensiva non fa.

La cascina è impegnata anche sull’educazione delle nuove generazioni: che tipo di attività mettete in campo?
Spesso ospitiamo in cascina giovani ragazzi dell’alternanza scuola-lavoro, sono ragazzi molto giovani che spesso non hanno idea di cosa voglia dire avere o lavorare in un’attività del genere. C’è veramente molto lavoro ed è successo che dopo qualche giorno si dessero malati per avere modo di recuperare le energie… l’impegno fisico è notevole e c’è anche un discreto carico emotivo lavorando a stretto contatto con gli animali. Abbiamo avuto anche stagisti universitari e post diploma. È molto bello poter fare entrare nel nostro mondo una persona esterna, sicuramente anche noi ne traiamo beneficio per via dell’aiuto datoci ma credo che la nostra passione e preparazione aiuti molto anche gli aspiranti agricoltori/allevatori. Ho appena seguito il corso di operatore di fattoria didattica per lavorare di più anche con le scuole: è sempre curioso ospitare cittadini (bambini ed adulti) che non hanno esperienza nel nostro campo, c’è molto interesse nel nostro lavoro e sostengo che dopo una giornata in cascina si rientri a casa con un bagaglio esperienziale notevole. Siamo in contatto anche con Education First, quindi ospitiamo viaggi studio perlopiù di studenti americani ed abbiamo la possibilità di raccontare il nostro operato e di stupirli con la nostra casa di caccia del 1400, nucleo centrale della nostra cascina.

La comunicazione della sostenibilità: nuove competenze, conoscenze, valori

Il Salone Extra live – EVENTI
27 febbraio 2025 | ore 11.15
Social Innovation Campus in MIND
TALENTS 4 SOCIAL INNOVATION. COMPETENZE NELLA COMPLESSITÀ
Evento in presenza e online

Il mercato del lavoro sta vivendo una grande trasformazione: vengono richieste nuove competenze ma anche soft skills e in generale un elevato livello di digitalizzazione. Un cambiamento che riguarda sia le professioni direttamente collegate allo sviluppo sostenibile, sia mestieri più tradizionali. Un appuntamento per approfondire le skill più richieste dal mercato per chi deve comunicare con gli stakeholder e valorizzare le azioni concrete e i benefici generati dalle imprese.

Introduce e coordina
Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR

Intervengono
Federica Brumen, Responsabile Ricerca e Sviluppo – Sostenibilità, ecodesign, rapporti con le Aziende Comieco
Elena Busetto, Corporate Sustainability Program Manager GT&I Medtronic
Valentina Grieco, Group Social Sustainability Manager Maire

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Evento inserito nell’ambito della VI edizione di:

INSTANT VIEW

Il Salone EXTRA – EVENTI
5 febbraio 2025 | dalle ore 12.30 alle 13.15

Evento online

L’appuntamento, organizzato dal Gruppo promotore del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, ha l’obiettivo di lanciare un messaggio positivo agli operatori, in particolare del mondo dell’impresa, in un momento dove sembrano dominare incertezza e confusione sul futuro della sostenibilità. È invece necessario dimostrare coerenza e rafforzare l’impegno per giocare da protagonisti il secondo tempo della partita dello sviluppo sostenibile.

Partecipano
Alessandro Beda, Fondazione Sodalitas
Marco Frey, UN Global Compact Network Italia
Enrico Giovannini, ASviS
Marisa Parmigiani, Sustainability Makers
Tiziana Pompei, Unioncamere
Rossella Sobrero, Koinètica

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Gli stakeholder, narratori attivi

Il Salone EXTRA – EVENTI
28 gennaio 2025 | ore 17.30

Evento online

Cosa accade quando gli stakeholder interni ed esterni diventano narratori attivi?
Le organizzazioni che hanno inserito la sostenibilità nel loro piano di sviluppo stanno migliorando il dialogo con gli stakeholder e, anche grazie a questo confronto, riescono a cogliere i segnali di cambiamento che arrivano dalla società.
L’ultimo numero del 2024 della collana “Quaderni del Salone” è realizzato in collaborazione con Storyfactory.

Introduce
Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR

Coordina
Sara Mazzocchi, CEO & Co-Founder Storyfactory

Intervengono
Ilaria Cuseo, Responsabile Comunicazione esterna Gruppo Camst
Gennaro Galdo, Responsabile Comunicazione CiAl
Giuliano Guinci, Public Affairs, Sustainability & Retail Operations Director Fondazione Entain
Daniele Orzati, Partner & Head of Strategy Storyfactory
Marianna Palella, CEO Citrus l’Orto Italiano
Valentina Serio, Head of Communications & Corporate Affairs Unilever Italia

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Il valore dei giovani: quando le organizzazioni credono nelle nuove generazioni

Il Salone EXTRA – LIBRI
23 gennaio 2025 | ore 17.30
Evento online

Evento di presentazione dell’eBook Il valore dei giovani: quando le organizzazioni credono nelle nuove generazioni a cura dei CSRnatives.

Copertina ebook CSRnatives 2024

Un numero sempre maggiore di aziende racconta il proprio impegno per i giovani, considerati uno stakeholder importante per il futuro di qualsiasi organizzazione.

Ma quanto è sincera questa attenzione e quanto è invece solo un’occasione per apparire come attori sociali seriamente impegnati per il futuro delle persone? Per le imprese che hanno fatto della sostenibilità un driver strategico l’impegno concreto per il futuro dei giovani è un obiettivo non più rimandabile.

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Introduce:
Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR

Intervengono:
Vincenzo Baccari, Coordinatore CSRnatives
Luca Cassani, Corporate Sustainability Manager Epson Italia
Luca Goerg, CSRnative
Vito Nigro, Direttore Programmi Fondazione Dynamo Camp
Sofia Verzotto, CSRnative

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Raccontare è il mio mestiere

Il Salone Extra – LIBRI

18 dicembre 2024 | ore 17.30
Evento online

Presentazione del libro Raccontare è il mio mestiere di Giangi Milesi

Copertina libro Raccontare è il mio mestiereIn questo libro, Giangi Milesi ci offre una testimonianza autentica del suo percorso. Tra momenti di profondità e un pizzico di leggerezza, l’autore esplora le sfide e le conquiste di una vita dedicata al terzo settore, affrontando temi di grande attualità come la solidarietà e la ricerca di un senso in un mondo complesso. Non mancano analisi e considerazioni di carattere professionale, legate ad esempio all’importanza di una leadership sana e alla costruzione di relazioni significative.

Il libro commentato dall’autore:
«Quando cominciai a scrivere e raccogliere le mie riflessioni sui vari aspetti della responsabilità, sapevo  dove volevo andare a parare. Così almeno credevo. Già allora temevo che gli allarmi e la decisione di puntare sulla “sostenibilità”, assunta a Rio nel 1992, erano tardivi rispetto à delle grandi urgenze planetarie. Oggi, quei testi fanno parte della mia biografia, ma la “responsabilità sociale” si è rivelata un campo di gioco difficile per le aziende (“tutto chiacchiere e distintivo”), un terreno poco praticato dal non profit (che dovrebbe invece farne una bandiera) , un ignoto moai per la politica. Moai sono enigmatiche statue di pietra, gigantesche come i marziani che ne hanno impiantate quasi un migliaio sull’isola più isolata del nostro piccolo ma inconfondibile pianeta blu. Perciò, concludendo il mio libro sulla speranza, debbo prendere atto che la speranza, senza responsabilità, non porta il progresso».

Intervengono:
Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale
Giangi Milesi, Autore

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Il mio Impact Job. Disegna il lavoro che rende felice te e il Pianeta

Il Salone Extra – LIBRI

27 novembre 2024 | ore 17.30
Evento online

Presentazione del libro Il mio Impact Job. Disegna il lavoro che rende felice te e il Pianeta di Anna Forciniti e Stefano Saladino

Copertina libro Il mio Impact Job

Che valore diamo al nostro lavoro? Quali fattori gli danno senso? Come può contribuire alla grande sfida della sostenibilità? Che cosa è un Impact Job? E come si trova o come si costruisce?

Il mio Impact Job è un manuale che invita a una lettura attiva: propone riflessioni, esercizi, suggerimenti e azioni, che porteranno lettrici e lettori a costruire in 4 step il proprio Impact Job per fare la differenza nel mondo.

 

 

 

Introduce e coordina:
Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale

Intervengono:
Anna Forciniti, Autrice
Stefano Saladino, Autore

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