Intervista a Diletta Servodio, CSRnative

La rete dei CSRnatives nel 2025 compie 10 anni. Quali sono gli obiettivi del vostro network?
Nel 2025 i CSRnatives compiono dieci anni. Un traguardo importante, che racconta non solo la crescita della rete, ma anche l’evoluzione di un’idea semplice: creare uno spazio dove i giovani potessero parlare di sostenibilità con voce propria. Non solo ascoltare, ma partecipare, proporre, costruire. L’idea è nata quando Rossella Sobrero ha scoperto l’esistenza di un gruppo di giovani impegnati nella sostenibilità in Argentina e da lì è partita la volontà di creare una rete simile in Italia; oggi siamo circa 600 membri tra studenti e giovani professionisti. Gli obiettivi? Restano saldi: diffondere la cultura della sostenibilità, coinvolgere le nuove generazioni, creare connessioni con il mondo aziendale, accademico e del terzo settore. Lo facciamo attraverso tre team: Redazione, Eventi, Formazione, ognuno con un ruolo preciso ma interconnesso. C’è chi cura il blog e pubblica ogni anno un eBook, chi organizza incontri pubblici e partecipa a eventi nazionali come Il Salone della CSR, chi si occupa di costruire occasioni di confronto diretto con professionisti del settore. È una rete che vive di collaborazione, energia, passione e che in dieci anni ha dimostrato che quando i giovani hanno spazio e fiducia, la sostenibilità può diventare davvero una cosa concreta.
Ci fai un esempio delle attività che avete realizzato in questi anni?
Sono entrata di recente nella rete dei CSRnatives, ma fin da subito ho percepito la forza di un percorso costruito con passione e idee concrete. Durante l’ultimo incontro VALORE GIOVANI: Il Futuro è adesso, Vincenzo Baccari, il nostro coordinatore, ci ha accompagnato in un viaggio nei primi dieci anni del network. Mi ha colpito il modo in cui giovani di diverse generazioni si sono messi in gioco, con creatività e determinazione, per parlare di sostenibilità in modo autentico. Dal primo evento #BornToCSR nel 2016 all’Università degli Studi di Milano al gioco dell’oca contro lo spreco alimentare durante la Milano Food Week, ospitato dalla IULM. Dai dialoghi sulla diversity & inclusion in collaborazione con ALTIS – Università Cattolica, fino al più recente evento sull’economia di prossimità, sempre nella sede di ALTIS e insieme a Sustainability Makers. Ogni appuntamento ha raccontato un impegno reale, costruito passo dopo passo. Panel, quiz, interviste, format nuovi: dietro ogni iniziativa c’è il desiderio di portare la sostenibilità fuori dai manuali, di renderla viva e accessibile. Anche se non ho vissuto in prima persona queste tappe, è stato emozionante sentirle raccontare da chi le ha vissute. E oggi, sapere di far parte di questa storia mi dà ancora più voglia di contribuire, di portare avanti quello stesso spirito, con nuove idee, nuovi linguaggi, ma con la stessa convinzione: che il cambiamento parte da chi ha il coraggio di provarci.
Il Premio Valore Giovani di è concluso da poco… Come è andata?
Il Premio Valore Giovani, alla sua prima edizione, ha rappresentato un’occasione importante per far emergere quanto, da realtà locali più piccole a grandi organizzazioni, ci sia un impegno concreto a favore dei giovani e della sostenibilità. Ho avuto l’opportunità di far parte della giuria e, analizzando i quasi cinquanta progetti presentati, ho potuto apprezzare un impegno e una qualità che hanno superato le mie aspettative. I vincitori (Gruppo Maggioli, A2A e COSPE) hanno proposto iniziative diverse ma tutte capaci di valorizzare i giovani, dal lavoro alla cultura fino all’impegno nelle comunità, dimostrando quanto sia importante guardare alle nuove generazioni come protagoniste del futuro. Questo premio vuole essere un primo passo, non un punto d’arrivo, un invito a continuare a investire con attenzione e responsabilità. Nel complesso, un risultato molto positivo che ci stimola a proseguire con convinzione.