Intervista a Maria Finadri, Manager Fastweb Digital Academy

Le nuove generazioni chiedono al lavoro senso, crescita e impatto. Come vi state attrezzando, come azienda, per rispondere a queste aspettative?
In Fastweb+Vodafone lavoriamo attivamente per creare un ambiente che risponda a queste esigenze.
In un contesto lavorativo in continua trasformazione, contribuiamo alla creazione di percorsi che consentono di acquisire competenze digitali e trasversali sia attraverso la nostra Fastweb Digital Academy (FDA) gratuita e aperta a tutti, sia collaborando direttamente con le università.
Organizziamo e contribuiamo ad eventi e project work dedicati all’innovazione tecnologica, includendo anche temi come la Gender Equity e la promozione delle donne nelle materie STEM, in cui i nostri manager condividono la loro esperienza con gli studenti, offrendo stimoli e prospettive per la crescita professionale.
Forniamo borse di studio in partnership con diversi atenei e partecipiamo attivamente anche a progetti di PCTO.
Investiamo in tecnologie all’avanguardia come l’AI e in azienda promuoviamo un ambiente di lavoro collaborativo e inclusivo, dove le idee innovative sono valorizzate. Investiamo costantemente sulle persone affiancandole lungo tutto il percorso in azienda. Lo sviluppo continuo delle potenzialità, dei talenti e delle competenze è infatti l’obiettivo al centro di un ricco programma di formazione a disposizione di tutti i dipendenti.
Fastweb Digital Academy nasce per offrire competenze ma anche per rendere accessibile un’idea diversa di futuro. In che modo questa esperienza rappresenta per voi un investimento sul cambiamento culturale, oltre che professionale?
FDA nasce nel 2016 con l’obiettivo di contribuire alla diffusione delle competenze digitali tra la popolazione. L’Academy offre corsi gratuiti sulle competenze digitali, dal livello base a quello avanzato, sia per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro, sia per i professionisti che hanno bisogno di upskill o reskilling delle loro competenze. Fino ad oggi abbiamo avuto oltre 840.000 studenti.
Lo scorso anno l’Università Cattolica ha creato un modello per la misurazione dell’impatto sociale della attività di FDA, cioè per misurare gli effetti e i cambiamenti generati dall’iniziativa nella vita degli studenti. Il Report prodotto ha evidenziato che 80% degli intervistati ha acquisito competenze utili a migliorare/indirizzare meglio il proprio lavoro o che possono essere utilizzate nella propria vita quotidiana. In particolare, ha evidenziato un miglioramento del benessere psicologico anche nei detenuti che hanno seguito i corsi.
La nostra visione va oltre il trasferimento di competenze tecniche, rappresenta un investimento sul cambiamento culturale perché mira a democratizzare l’accesso alle competenze, creando un ponte verso un futuro più digitale, inclusivo e sostenibile. Quando offriamo formazione gratuita sui temi digitali e soft skills, non stiamo semplicemente insegnando a utilizzare strumenti o tecnologie, ma stiamo anche dicendo che il futuro digitale è un’opportunità aperta a tutti.
Che ruolo ha l’educazione continua in una società che cambia?
In una società caratterizzata da cambiamenti rapidi e profondi, in un’epoca in cui il ciclo di vita delle competenze si è drasticamente ridotto, l’educazione continua diventa la chiave per rimanere rilevanti professionalmente. In questo contesto FDA offre percorsi costantemente aggiornati, permettendo a professionisti di ogni età di acquisire nuove competenze o aggiornare quelle esistenti. Questa flessibilità formativa è essenziale in un mercato del lavoro dove molte professioni stanno scomparendo mentre altre emergono rapidamente.
I nostri corsi non si limitano a insegnare tecnologie specifiche, ma sviluppano anche meta-competenze come il pensiero critico, la capacità di imparare ad apprendere, la flessibilità cognitiva. Abilità che permettono alle persone di affrontare i cambiamenti non come minacce ma come opportunità, di adattarsi a scenari imprevisti e di reinventarsi quando necessario.
FDA lavora attivamente per colmare il digital divide tramite percorsi differenziati che partono dalle basi e arrivano fino a competenze avanzate, spiegando inoltre come valutare l’affidabilità delle fonti online, comprendere i meccanismi degli algoritmi che influenzano l’informazione che riceviamo e quali sono i propri diritti digitali. In questo modo formiamo persone che non sono solo consumatori passivi di tecnologia, ma cittadini digitali consapevoli, capaci di partecipare attivamente al dibattito pubblico sulla trasformazione digitale.