L’ANELLO MANCANTE – La comunicazione ambientale alla prova della transizione ecologica

16 novembre 2022 | ore 17.30
Evento in streaming

Quindici autori e autrici, 2 allegati finali, un unico tema: la comunicazione ambientale. Sequel del Libro Bianco sulla comunicazione ambientale del 2020. Il testo, pubblicato da Pacini Editore e curato da Sergio Vazzoler e Stefano Martello, si concentra sull’indagine di processi, metodologie e strumenti per comunicare la sostenibilità ambientale.

Intervengono:

Rossella Sobrero, Gruppo promotore del Salone e Presidente Koinètica

Sergio Vazzoler, Partner Amapola e co-curatore del libro

Stefano Martello, Giornalista, comunicatore e co-curatore del libro

Ottavia Ortolani, Responsabile Progetti di Comunicazione e Advocacy ASviS

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CSR e influencer marketing, un connubio possibile

26 ottobre 2022 | ore 17.30
Evento in streaming

Qual è il rapporto tra influencer marketing e Csr? Secondo uno studio di The Fool, una profonda crisi di fiducia ha allontanato le persone da comunicazioni troppo “push” da parte dei brand. I messaggi più coinvolgenti invece sono quelli comunicati attraverso gli influencer e in grado di evidenziare il ruolo dei brand nella società. Gli influencer, figure esterne al brand e autorevoli, rendono credibili l’azione e i messaggi. In particolare lo studio ha approfondito i temi della sostenibilità, delle donazioni e della bodypositivity, sottolineando come ogni tema abbia i propri pubblici e ogni pubblico i propri influencer.

Intervengono:

Matteo Pietripaoli, Client Partner The Fool

Rossella Sobrero, Gruppo promotore Salone della CSR e dell’innovazione sociale e Presidente Koinètica

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The Fool – Uno studio su sostenibilità, donazioni e bodypositivity

CSR Manager e HR Manager: connessioni per lo sviluppo sostenibile

19 settembre 2022 | ore 17.30
Evento in streaming

L’incontro, realizzato in collaborazione con AIDP, ha l’obiettivo di ricordare l’importanza della collaborazione tra il CSR Manager e il responsabile delle risorse umane per definire strategie e realizzare progetti che aiutino le imprese ad avviare o rafforzare il percorso verso uno sviluppo sempre più sostenibile.
Grazie al confronto e al dialogo tra queste due importanti figure professionali è possibile indirizzare i comportamenti e gli orientamenti valoriali di tutta l’impresa. Con un ritorno positivo per l’organizzazione, per i collaboratori, per tutta la comunità.

Introduce e coordina:
Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale

Intervengono:
Matilde Marandola, presidente AIDP Associazione Italiana per la Direzione del Personale

Davide Tassi, Head of Sustainability and Corporate Social Responsibility ENAV

Rossella Seragnoli, HR Manager Ammeraal Beltech Italia e Referente area Sostenibilità e Responsabilità Sociale AIDP

In diretta streaming sul nostro canale YouTube

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In collaborazione con 

Le voci dei protagonisti: intervista a DiaSorin

Le voci dei protagonisti: intervista a DiaSorin

Intervista a Riccardo Fava, Corporate Vice President Communication & Investor Relations di DiaSorin.

DiaSorin opera a livello globale nel mercato della diagnostica di laboratorio, un settore strettamente legato alla salute e quindi al benessere delle persone. Quale valore assume per la vostra azienda il concetto di sostenibilità?

È la consapevolezza di lavorare per migliorare la qualità e le prospettive di vita delle persone che entreranno in contatto con i nostri test, attraverso i capisaldi attorno ai quali gettiamo le basi per un business sostenibile e duraturo:
1. Scienza: coltivare la passione per la scienza significa coltivare la passione per la vita. Questa vocazione ci porta ad investire nella formazione dei nostri dipendenti e nella valorizzazione delle conoscenze.
2. Talento: attrarre e far crescere all’interno del Gruppo le persone di talento per realizzare la nostra visione strategica che richiede eccellenza, capacità gestionali e spirito imprenditoriale.
3. Impatto: garantire un’efficiente operatività di lungo periodo attraverso la gestione sostenibile e responsabile degli impatti che il nostro business genera sull’ambiente e sull’intera catena del valore, in un’ottica di miglioramento continuo delle prestazioni e nel pieno rispetto del territorio e dei nostri stakeholder.

Nel 2020 è stata istituita la Fondazione DiaSorin. Qual è la sua missione?

Fondazione DiaSorin nasce per promuovere la cultura scientifica, sviluppando e sostenendo progetti che consentano a studenti ed insegnanti di partecipare in modo attivo e consapevole al mondo della scienza.
La Fondazione opera seguendo 3 linee strategiche specifiche:
• ispirare e sostenere giovani talenti nell’ambito scientifico e tecnologico;
• favorire la collaborazione tra Scienza e Scuola, in relazione all’insegnamento delle discipline STEM, alla formazione degli insegnanti e all’orientamento degli studenti verso le carriere scientifiche;
• promuovere la cultura scientifica e il valore della scienza come leva strategica per il progresso della Società.

Tra i progetti di sostenibilità del Gruppo rientrano il supporto agli atleti della Federazione Italiana degli Sport Paralimpici (FISIP) e la sponsorship ai campionati mondiali di pallavolo da seduti. Come sono nate queste partnership?

Sono nate dalla volontà di riconoscere e valorizzare il talento in ogni sua forma, creando al tempo stesso un impatto positivo nella vita delle persone ed assumendo un ruolo attivo presso le comunità locali presso le quali operiamo.
Siamo orgogliosi del supporto fornito a FISIP nelle 2 passate paralimpiadi e continueremo a farlo nelle prossime di Cortina 2026.
Siamo, inoltre, attivi nel supportare ogni anno l’organizzazione di una competizione di Sitting Volley che attira in Piemonte atleti “seduti” da tutta Italia.
Da settembre, infine, inizieremo a supportare uno dei primi tornei internazionali di golf per atleti con disabilità.
Il nostro impegno è quello di celebrare la forza dell’inclusione e l’universalità dello sport, dimostrando quanto la tensione al miglioramento e la forza di volontà ci rendano tutti simili, vicini e unici.

Le voci dei protagonisti: intervista a Brembo

Le voci dei protagonisti: intervista a Brembo

Intervista a Cristina Bombassei, Chief CSR Officer di Brembo.

La forte attenzione verso le persone, l’ambiente e la comunità ha sempre rappresentato una caratteristica distintiva del Gruppo che ha pubblicato il primo Bilancio del Capitale Intangibile nel 1999. Come è cambiato nel tempo l’approccio di Brembo alla sostenibilità? 

La sostenibilità è storicamente radicata nel DNA di Brembo. Alla fine degli anni ‘90 ci siamo resi conto che non tutto quello che facevamo era misurabile in termini economici e che da sempre c’era un “valore dell’intangibile” che volevamo far emergere. È iniziato così un percorso sempre più strutturato che ci porta ogni anno a rendicontare nella DNF (Report di Sostenibilità) il nostro agire a livello globale in tema di sostenibilità e di responsabilità sociale d’impresa. Questo significa che ogni nostra scelta strategica tiene ben presente gli aspetti legati alle tematiche Environment, Social e Governance, con l’obiettivo di migliorare costantemente l’impatto delle attività aziendali sia sull’ambiente sia sulla società.

In qualità di azienda globale e responsabile, Brembo continua a sostenere progetti di carattere sociale anche nei contesti e nelle situazioni di maggior urgenza a livello internazionale. Come avete deciso di agire in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina?

Abbiamo sentito il dovere di portare il nostro sostegno alla popolazione ucraina. Siamo partiti da questa volontà per ideare e sviluppare a fianco di Fondazione Cesvi il progetto “Safe Haven”. Un “Porto Sicuro”, messo a disposizione di donne ucraine con figli neonati o bambini molto piccoli e persone con disabilità che sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. Oggi sono circa 100 le persone accolte nell’Hotel Palace Europa di Lublino, in Polonia. Per loro sono stati attivati dei servizi educativi oltre che ludico ricreativi. In particolare vengono forniti corsi di lingua inglese e polacca e corsi di orientamento lavorativo che hanno l’obiettivo di facilitare l’integrazione sul territorio.

CDP ha confermato il Gruppo nella selezione delle aziende globali più meritevoli per l’impegno nella riduzione delle emissioni di CO2 e per la gestione responsabile delle risorse idriche. Quali progetti avete intrapreso in questi ambiti?

La “doppia A” conferita da CDP dimostra che siamo sulla strada giusta verso il raggiungimento degli obiettivi di medio-lungo termine per la riduzione del nostro impatto sull’ambiente. Diventare carbon neutral entro il 2040 è sicuramente uno degli ambiziosi obiettivi che vogliamo raggiungere. Dal 2019 abbiamo ridotto di circa il 29% le nostre emissioni nei siti produttivi e negli uffici, grazie a progetti di efficienza energetica e all’incremento dell’uso di energia elettrica rinnovabile che in alcuni stabilimenti raggiunge il 100% delle fonti utilizzate. Inoltre, lavoriamo per favorire un’economia circolare. Ricicliamo i materiali di scarto e monitoriamo il consumo significativo di risorse naturali, come ad esempio l’acqua. In questo impegno, coinvolgiamo anche la nostra filiera di fornitura in ottica di condivisione trasversale delle migliori pratiche e delle azioni più efficaci che possano fare la differenza verso un sistema più sostenibile.

 

Il ruolo della città nel processo di transizione ecologica: quale governance?

Il Salone EXTRA – EVENTI

25 luglio 2022 | ore 18
Evento online

Le città rappresentano in modo emblematico la vulnerabilità degli attuali sistemi socio-ecologici: la modernizzazione industriale ha reso evidente gli effetti di un uso incontrollato e distruttivo del territorio e delle sue risorse, mentre la globalizzazione ha minato i tessuti economici locali e la capacità di resilienza. Nel contesto odierno si è resa necessaria una azione, anzi una reazione nei confronti delle pratiche sociali, delle attività delle imprese, degli strumenti di governo e di controllo propri delle istituzioni pubbliche, che si sono dimostrati insufficienti. L’adozione di nuove strategie e programmi per la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali in linea con una transizione ecologica sempre più urgente. In questa direzione si muovono le riflessioni e le proposte di azione di questo incontro.

Scarica qui l’ebook Il Quaderno dell’Hub

Introduce e coordina
Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale

Interventi introduttivi
Everardo Minardi, Coordinatore del Comitato tecnico scientifico della Fondazione Hub Territorio ER
Gabriele Bollini, Presidente AAA (Associazione Analisti Ambientali), urbanista e valutatore

Tavola rotonda: Evoluzione, aspetti gestionali, competenze
Sara Cirone, Presidente della Fondazione Hub del Territorio ER
Michelangelo Giansiracusa, Sindaco di Ferla (SR)
Paola Pluchino, Coordinatrice del Gruppo di Lavoro sul Goal 11 della Fondazione Hub Territorio ER e Vicepresidente AAA (Associazione Analisti Ambientali)
Antonio Saturnino, già dirigente Formez

Le voci dei protagonisti: intervista a Athics

Le voci dei protagonisti: intervista a Athics

Intervista a Paolo Massarani, Chief Commercial Officer di Athics.

Athics sviluppa soluzioni d’intelligenza artificiale innovative in collaborazione con università e centri di ricerca specializzati. Qual è la mission che condividete con i vostri partner?

La mission dichiarata di Athics è quella di portare al business i vantaggi dell’intelligenza artificiale.
Per questo abbiamo sviluppato una piattaforma No code AI, ad uso di utenti esperti e meno esperti.
Non occorre essere un data scientist per utilizzare CRAFTER.AI™ perché il codice è già integrato. Il modello SaaS, inoltre, consente ad aziende di tutte le dimensioni di poter implementare il proprio assistente virtuale a un prezzo competitivo e bassi costi di manutenzione.

Frutto di importanti partnership è anche il progetto Re-hub-ility, la realizzazione tecnologica e sostenibile di un’infrastruttura ICT per l’erogazione di prestazioni di riabilitazione domiciliare personalizzata ai pazienti cronici. Qual è stato il contributo di Athics?

Re-hub-ility è il progetto di ricerca, finanziato da Regione Lombardia per 3,8 milioni di euro, nell’ambito dei fondi europei del “Programma Operativo Regionale (POR) Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014-2020”. Il progetto è guidato dall’ICS Maugeri Spa Società Benefit, con la collaborazione di Università di Pavia, Università Cattolica, Università di Napoli Federico II e un pool di aziende di innovazione sul territorio lombardo, tra cui Athics.
All’interno della piattaforma Re-hub-ility lavorano insieme sensori indossabili, exergame e intelligenza artificiale che guidano il percorso di recupero dei pazienti. Gli assistenti virtuali di CRAFTER.AI™ sono l’interfaccia di virtual assistance del progetto, che oltre a dare risposta alle richieste più frequenti dei pazienti, agiscono come veri e propri virtual coach in grado di seguire attivamente le performance dell’assistito e di interagire in base al profilo psicologico.

CRAFTER.AI™ è la tecnologia di artificial intelligence sviluppata da Athics che consente di gestire le conversazioni con gli esseri umani in maniera personalizzata attraverso il linguaggio naturale. Quali sono le sue possibili applicazioni?

Gli assistenti virtuali possono essere impiegati trasversalmente in diverse funzioni di business: Customer care, Marketing, Vendite, ma anche in ambito HR, Operations, Logistica etc.
In generale, qualsiasi processo che preveda uno scambio di informazioni può essere gestito da un assistente virtuale.
CRAFTER.AI™ si integra via API con tutti i sistemi CRM, CMS, ERP e con le piattaforme social più diffuse (Facebook Messenger, Whatsapp, Telegram, Slack, etc.) per ottenere le informazioni utili alla gestione della conversazione e interagire direttamente sul canale preferito dall’utente.

In che modo l’intelligenza artificiale può contribuire ad un futuro più sostenibile?

Tutte le aziende inquinano in funzione del loro tempo di attività, pertanto, limitare il tempo di impiego delle attività informatiche consente di inquinare di meno.
Immaginiamo un’azienda come una macchina che ha un certo obiettivo e per raggiungerlo deve consumare energia e risorse.
Se accettiamo questa analogia, ottimizzare la macchina vuol dire consumare meno risorse.
L’intelligenza artificiale è forse oggi la tecnologia che più di altre può creare metodi innovativi che consentono alle aziende di raggiungere i propri risultati più alla svelta e assorbendo meno risorse.

Le voci dei protagonisti: intervista a GreenFlex

Le voci dei protagonisti: intervista a GreenFlex

Intervista a Thomas Carraro, COO di GreenFlex. 

Dal 2009 GreenFlex accompagna i propri clienti nel processo di trasformazione energetica, ambientale e sociale dell’economia rigenerativa: un’economia che crea e conserva più di quanto distrugga. Quali sono i rischi e le opportunità per le organizzazioni che scelgono di intraprendere questo percorso?

La trasformazione di un’organizzazione aziendale e dei suoi processi in un’ottica di efficientamento dei consumi energetici, di riduzione delle emissioni in atmosfera e di contemporanea adozione di più elevati standard ambientali e sociali oggi non comporta, se ben programmata e gestita, alcun rischio per i management. Le prassi da adottare sono infatti state codificate già da tempo da parte delle organizzazioni internazionali, dagli enti nazionali e dagli operatori specializzati come GreenFlex. È naturalmente indispensabile pianificare al meglio gli investimenti necessari e studiare dei masterplan coordinati e condivisi da tutti gli stakeholders, interni ed esterni, che partecipano a vario livello alle attività aziendali, determinando a priori le interazioni all’interno della catena del valore e i ritorni di investimento, non limitandosi al mero aspetto del risparmio economico, per quanto fondamentale, bensì valutando altri fattori come il brand awareness, la customer fidelity, la employee engagement e altri ancora che non si limitano a garantire guadagni a breve termine, bensì apportano benefici fondamentali e determinano la capacità dell’azienda stessa di rimanere competitiva e profittevole nel medio – lungo periodo.

Quali sono gli elementi chiave per la riuscita di un progetto di efficientamento energetico ed ambientale?

Gli obiettivi da raggiungere per i progetti di efficientamento energetico ed ambientale sono rappresentati dalla riduzione dei consumi e delle emissioni di GHG, dal conseguente risparmio economico e dalla riduzione dell’impatto delle attività aziendali nell’ambiente, sia circostante alle sedi di attività che lungo tutto il ciclo di vita del prodotto o del servizio offerto. La riuscita di un progetto, sia esso relativo all’adozione di tecnologie più avanzate e meno energivore per la produzione di beni e servizi, nell’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile o di introduzione di processi più efficienti, comporta sempre l’applicazione di alcune best practice:
1. La redazione di uno studio approfondito del profilo di consumo e dei fattori di emissione, nonché degli elementi di criticità;
2. La redazione di un’analisi costi – benefici e l’individuazione dei principali indici di performance legati all’intervento scelto;
3. Il controllo di gestione della progettazione e delle operations in fase esecutiva;
4. L’introduzione di un piano di monitoraggio continuo sulle performance che permetta di verificare il mantenimento dei risultati attesi;
5. L’implementazione di un piano di azione rispetto agli eventuali scostamenti o all’interferenza di fattori esogeni.

GreenFlex ha introdotto GreenFlexIQ, uno strumento digitale di misurazione e auditing della performance energetica delle imprese. Come funziona e quali sono i vantaggi derivanti dal suo utilizzo?

GreenFlexIQ è la piattaforma digitale sviluppata da GreenFlex a partire dal 2009 ed oggi connessa in remoto con più di 38.000 siti di oltre 750 clienti in tutta Europa. Essa è in grado di monitorare automaticamente sia i consumi energetici sia gli eventuali scostamenti dagli obiettivi di consumo e di emissione impostati dai professionisti di GreenFlex in collaborazione con le direzioni delle aziende clienti, sia per verificare tutto il parco immobiliare e tecnologico che i dati relativi a un singolo sito o a un singolo intervento. Essa viene proposta sotto forma di abbonamento e non prevede né l’acquisto di software e aggiornamenti, né la formazione dei propri addetti né costi di customizzazione, anzi garantisce, oltre alle elaborazioni digitali e alla produzione di report, anche il supporto umano di esperti Energy managers e consulenti CSR dedicati.

Le voci dei protagonisti: intervista a Amref Health Africa

Le voci dei protagonisti: intervista a Amref Health Africa

Intervista a Samuela Venturini, Corporate & Major Donors Specialist di Amref Health Africa. 

Amref Health Africa è un’organizzazione senza fini di lucro che dal 1957 si occupa di promozione del diritto alla salute in Africa ed è oggi presente sul continente con più di 130 progetti in 35 Paesi. Quali sono i vostri punti di forza?

Crediamo che il nostro punto di forza maggiore sia l’essere un’organizzazione africana profondamente radicata nel contesto in cui opera (il 97% dello staff è africano): questo ci ha sempre permesso di avere un approccio diverso nella ricerca di soluzioni alle sfide che affrontiamo quotidianamente da più di 60 anni per garantire il diritto alla salute.
Amref lavora fianco a fianco con le comunità per favorirne il coinvolgimento anche in termini di ownership; vogliamo che siano gli africani stessi a prendersi cura dell’Africa, diventando i veri protagonisti del cambiamento.
Un’altra peculiarità che ci ha consentito di fare la differenza è l’avere uno sguardo attento ai bisogni delle comunità ma anche alle innovazioni di tipo tecnologico e sociale che il mercato offre.
Inoltre, il fatto di essere parte di una family internazionale, ci ha reso naturalmente propensi a lavorare in partnership con altri stakeholders, in particolare a quelli appartenenti al mondo corporate. Crediamo sia fondamentale collaborare con soggetti portatori di competenze e risorse diverse ma complementari, solo così si possono produrre cambiamenti concreti e duraturi.

Tra le molteplici iniziative avviate da Amref Health Africa si distingue il progetto KOKONO, intrapreso in collaborazione con la Società Benefit DE-LAB per affrontare una delle problematiche più gravi di molti Paesi africani: l’elevato tasso di mortalità infantile. Ce lo può raccontare?

Il progetto Amref – Kokono, si colloca all’interno del più ampio impegno di Amref nella lotta alla mortalità materno infantile in Uganda. Il progetto congiunto vede due realtà come Amref e DeLab unire le proprie competenze e rispettivi vantaggi competitivi nel design e implementazione di un progetto che intende migliorare la salute materna e soprattutto infantile in Uganda.
Kokono™, che in un dialetto ugandese significa zucca vuota, nasce per proteggere i neonati dai principali rischi sanitari e di sicurezza domestica o outdoor. Allo stesso tempo rafforza l’empowerment delle donne perché garantisce una maggiore indipendenza e l’accesso al mercato del lavoro e alle attività generatrici di reddito.
Accanto alla produzione delle culle gestita de De-Lab, Amref sensibilizza e coinvolge le comunità per promuovere le buone pratiche di salute materno-infantile, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di persone. Inoltre, promuove un modello di business che include produzione, distribuzione in loco e moduli educativi.

KOKONO è un progetto esemplare di sostenibilità non soltanto dal punto di vista sociale, ma anche sotto l’aspetto economico ed ambientale. È un modello di social e inclusive business che avevate già sperimentato?

Si, si tratta di un progetto che segue il modello del Business Inclusivo, ossia opera nel mercato di Paesi in Via di Sviluppo ma dando priorità al coinvolgimento diretto dei beneficiari che, quindi, si trasformano in partner attivi dell’iniziativa, garantendone tenuta temporale e sostenibilità economica. Nel caso di KOKONO questo è avvenuto a partire della progettazione dell’oggetto, realizzata dal nostro partner De-LAB (società Benefit e Certificata B-CORP™) attraverso Focus-Group condotti in diverse regioni dell’Uganda, coinvolgendo madri, infermiere, medici e famiglie. A queste comunità è stato chiesto come dovesse essere la loro “culla ideale”. Successivamente, l’inclusività si è riflessa nel prezzo, che è il più economico sul mercato locale e nel modello di distribuzione, che coinvolge attivamente NGO e realtà sanitarie locali. Il tema ambientale, poi, non è in secondo piano ma in parallelo, scegliendo di produrre le culle con un particolare polimero che accorcia il tempo di biodegradabilità della plastica, fattore – questo – molto importante in Paesi in cui non esiste un vero sistema di raccolta e differenziazione dei rifiuti, spesso abbandonati all’aria aperta. In sostanza, KOKONO è davvero un unicum, che crediamo possa rappresentare un modello innovativo di collaborazione col privato profit attento alla riduzione della CO2 e sensibile al tema della salute e sicurezza materno-infantile.

 

 

Le voci dei protagonisti: intervista a Baralan

Le voci dei protagonisti: intervista a Baralan

Intervista a Maurizio Ficcadenti, Global R&D Manager di Baralan.

In occasione del suo 60° anniversario Baralan, player internazionale nel mondo del packaging per l’industria cosmetica, ha rinnovato la propria brand identity e sta rafforzando la strategia ESG. Quali saranno le principali novità?

In occasione del nostro 60° anniversario, Baralan ha svelato ufficialmente la sua nuova brand identity. Questo rilancio del marchio rappresenta per Baralan una naturale evoluzione della sua trasformazione in quanto l’azienda rispetta e onora le radici e i valori sui quali è stata fondata, ma allo stesso tempo proiettata al futuro.
In concomitanza con il rebranding, Baralan ha anche rafforzato la sua strategia ESG che si concentra per fare progressi significativi in termini di sostenibilità in due aree chiave: ottimizzazione del proprio portafoglio di packaging per ridurre l’impronta ambientale; e lo sviluppo di un quadro di sostenibilità olistico per guidare la trasformazione aziendale a medio e lungo termine. Ciò include iniziative specifiche come il miglioramento della riutilizzabilità e della riciclabilità dei prodotti, l’ottimizzazione degli sprechi promuovendo soluzioni più efficaci come l’airless e il dare priorità ai packaging monomateriali.

Quali sono le proprietà tecniche dei vostri packaging più sostenibili? State lavorando per quantificare i vostri impatti?

L’impronta green è ciò che contraddistingue tutte le novità del packaging Baralan con un’attenzione particolare al ciclo di vita dei prodotti e ai packaging monomateriale che, sviluppati con un unico materiale, contribuiscono a ridurre l’utilizzo di diverse materie prime diminuendone lo spreco e aumentando le possibilità di riutilizzo. L’obiettivo è dunque anche quello di ridurre gli sprechi: per questo l’azienda si sta focalizzando sempre più sulla produzione di nuovi prodotti utilizzando ciò che può essere sottratto dal flusso dei rifiuti durante un processo di produzione (Post Industrial Recycled) e materiali riciclabili all’infinito. Inoltre, l’azienda ha implementato azioni concrete per incoraggiare l’adozione di materie prime alternative come i biopolimeri e ha sviluppato nuovi prodotti utilizzando materiali PCR (Post Consumer Recycled) appena presentati all’inizio di quest’anno.

Uno sguardo al futuro. Quali sono i prossimi obiettivi di Baralan in ambito di sostenibilità?

L’impegno di Baralan è costantemente rivolto a ricercare, studiare e selezionare materiali sostenibili abbracciando i vantaggi dell’utilizzo di risorse a minor impatto ambientale che rispettino le condizioni di riciclabilità. Nel corso dei nostri 60 anni di storia, ci siamo costantemente evoluti per rispondere alle tendenze e ai cambiamenti del mercato e ciò ci ha consentito di offrire un supporto strategico coerente ai nostri clienti e partner. Le nostre iniziative ESG rafforzate e le nostre soluzioni sostenibili servono sia come strumenti che come linee guida nelle nostre azioni quotidiane, consentendo ai nostri team di sviluppare sempre maggior passione nel promuovere un mondo più clean e sostenibile per tutti. Siamo nati per vestire l’essenza della bellezza, ora è il momento di proteggerla. Questo è il nostro obiettivo per il futuro.