Le opportunità (e le sfide) di fare reti d’impresa per la sostenibilità
Contributo di Walter Sancassiani, Founder Focus Lab – coord. B Local Modena

Trovare soluzioni per la sostenibilità d’impresa in tempi di incertezza è una sfida a livello di ogni singola azienda, ma collaborando in reti di imprese dedicate possono essere individuate maggiori opportunità, in particolare per le PMI.
Reti o “laboratori” di imprese per azioni di sostenibilità sono avviate da almeno due decenni nel contesto internazionale e italiano. Nel tempo sono evolute le denominazioni di contenuto e gli obiettivi di riferimento: CSR, Sostenibilità, SDGs ONU, Rigenerazione, impatti ESG, Economia Civile, ecc. Si sono inoltre sviluppate coalizioni su specifiche campagne tematiche (es. Climate Action, Welfare di Comunità, Education, Diversity) o per filiere o per approcci di purpose (es. B Local, reti di imprese B Corp).
I modelli organizzativi e di governance, formali e informali, delle reti d’impresa per la sostenibilità sono naturalmente diversi dal punto di vista gestionale e delle risorse. Inizialmente molte reti erano promosse dalle Camere di Commercio locali o da associazioni di categoria. A seguire sono state attivate volontariamente da parte di gruppi di imprese dei territori che si organizzano in ETS o a volte in forma mista multi-stakeholder (Enti locali, associazioni di categoria, imprese, organizzazioni del Terzo Settore), con momenti anche di confronto tra reti, ad esempio, durante il Salone della CSR.
In questi anni ci sono state numerose sperimentazioni che hanno evidenziato il valore della collaborazione tra imprese di diverse dimensioni e settori. Ogni modello ha ovviamente punti di forza e criticità rispetto alla governance adottata, all’engagement degli stakeholder locali, alla reale motivazione dei promotori e partecipanti, alla quantità e qualità delle attività svolte, ai risultati da raggiungere.
Nella realtà delle esperienze esistenti, la gran parte delle reti CSR si focalizzano sullo scambio di informazioni e confronto di pratiche gestionali, con l’obiettivo di aggiornare conoscenze, funzionali da riportare in azienda e da adattare alle proprie attività. Seminari di formazione e workshop di approfondimento sono tra le attività più diffuse.
Più rare, ma più evolute, sono invece le esperienze di reti che nascono soprattutto con approccio di co-progettazione, per elaborare soluzioni e realizzare progetti ex novo, con processi di engagement strutturati nel tempo e con un mix di modalità e impegni.
Dal punto di vista metodologico sono esperienze più complesse per l’uso combinato di vari strumenti di conoscenza, apprendimento e collaborazione, articolato in ricerche-indagini di partenza, visite esperienziali nelle aziende e nei territori, workshop di co-progettazione, focus group di monitoraggio dei progetti definiti e forum pubblici di rendicontazione dei risultati dei progetti.
A prescindere dal modello, spesso la differenza di impatti e ricadute è legata al tipo di motivazione e aspettative, dalle risorse messe in gioco, in termini di impegno e tempo dedicato dai singoli partecipanti delle aziende rappresentate, dalla continuità.
I vantaggi delle collaborazioni in rete tra imprese sono diversi e multi-livello: condivisione di esperienze di responsabilità sociale come scambio di soluzioni innovative, aggiornamento continuo di know-how, co-apprendimento e sviluppo di competenze tra pari, confronto diretto con imprese che affrontano sfide simili.
Altre opportunità sono la possibilità di attività di Benchmarking come valutazione delle proprie performance rispetto ai competitor o imprese di altre filiere. Ancora, la condivisione tra imprese di settori complementari, per lavorare ad esempio su nuovi standard o nuove certificazioni di sostenibilità con percorsi comuni per condividere dubbi e soluzioni utili alle parti coinvolte. Non ultimo anche la possibilità di trovare nelle reti multi-stakeholder partners “sociali” del mondo del Terzo Settore per azioni mirate a beneficio di attori deboli nella comunità di riferimento.
Questi numerosi vantaggi sono già una grande opportunità in particolare per le PMI che di solito hanno poche figure dedicate e risorse scarse per azioni di sostenibilità, ma a differenza delle grandi imprese, sono più agili e rapide nel prendere decisioni e attuare adattamenti.
A volte dalle partecipazioni in reti locali per azioni di sostenibilità possono anche scaturire opportunità commerciali, come individuare partner di imprese o fornitori che possono contribuire alla realizzazione di progetti su specifiche tematiche (es. azioni di economia circolare o servizi per il welfare aziendale/benessere dei dipendenti, riduzione degli impatti climatici lungo la supply chain) che difficilmente sarebbero realizzati autonomamente.
Altre variabili sui possibili impatti positivi delle reti e delle singole aziende partecipanti sono legate alle figure e al ruolo rappresentato nelle attività delle reti. Se le imprese sono coinvolte direttamente con l’imprenditore o con responsabili d’area o come funzionari ne derivano effetti di solito diversi. Il livello decisionale e motivazionale rispetto alle scelte progettuali da fare e le priorità da sviluppare cambia notevolmente, soprattutto nelle PMI.
Altra variabile è la relazione tempo/impegno/aspettativa. L’approccio di rete con co-progettazione richiede maggiore impegno, responsabilità e tempo da dedicare, continuità, approfondimento, azioni lungo il ciclo di vita di un progetto, impegno a misurare meglio il rapporto obiettivi/risorse dedicate internamente e relativi risultati da raggiungere, nonché disponibilità a creare partnership con consapevolezza sui rischi del dare/avere in termini di soluzioni e risultati da raggiungere, e relativi rischi.
Le esperienze di collaborazione tra imprese e multi-stakeholder, semplici o strutturate, al netto di ogni modello ed esperienza esistente di rete, prevedono maggiore impegno e fatica ma consentono comunque di avere maggiori vantaggi e di creare cambiamento personale e di gruppo, in termini di relazioni umane, consapevolezza tecnica interdisciplinare, sviluppo di competenze trasversali, sia dal punto di vista personale che come aziende rappresentate.
In estrema sintesi, le reti-alleanze-coalizioni, facilitano cambiamenti trasversali.