FUTURO AL CUBO – Contributo di Alex Giordano, Rural Hack

FOODSYSTEM 5.0: PER UNA INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DELLA COMPLESSITÀ

Contributo di Alex Giordano, Direttore Scientifico di Rural Hack, Professore Associato di Economia e Gestione delle Imprese all’Università Giustino Fortunato e Docente di Marketing e Trasformazione digitale dell’Università Federico II di Napoli.

Copertina del libro FOODSYSTEM di Alex Giordano

Viviamo un’epoca di transizione in cui l’agricoltura e il sistema alimentare devono affrontare sfide senza precedenti. Il modello agroindustriale attuale, estrattivo e lineare, ha rivelato i suoi limiti: impoverimento dei suoli, perdita di biodiversità, insicurezza alimentare e impatti climatici devastanti. Tuttavia, in periodi di crisi emergono opportunità di trasformazione radicale, in tempi in cui si parla tanto (forse troppo) di IA bisognerebbe riaffermare che quello di cui abbiamo bisogno non è solo un’evoluzione tecnologica ma una rivoluzione sistemica che integra innovazione tecnologica e sociale per creare modelli più sostenibili e resilienti. Superando il modello 4.0, basato su digitalizzazione e produttività, proponiamo un approccio al foodsystem che sia ispirato al modello di Society 5.0, una visione che reinterpreta il rapporto tra esseri umani, ecosistemi e tecnologie.
Siamo consapevoli che, proprio la radicalità dei cambiamenti da mettere in campo, li rende difficilmente realizzabili in tempi rapidi: anche la proposta strategica dell’Europa, elaborata all’inizio degli anni ’20, è stata fortemente messa in discussione, non tanto per le sue finalità quanto per gli effetti generati dalla sua realizzazione.

Dalla digitalizzazione alla simbiosi: il ruolo dell’intelligenza artificiale
Stiamo assistendo ad una progressiva diffusione dell’adozione di tecnologie avanzate in agricoltura: sensori IoT, droni, blockchain e intelligenza artificiale (IA). Tuttavia, l’innovazione tecnologica deve essere orientata verso un uso rigenerativo delle risorse e a una maggiore interconnessione tra intelligenze umane e artificiali. Anche perché, applicando le tecnologie a logiche, culture e dinamiche date, rischiamo di accelerare l’attuale sistema invece di migliorarlo.
Le tecnologie possono diventare alleate che favoriscono la custodia del suolo, la tutela della biodiversità, la riduzione degli input in campo, la produzione di cibo sano e salutare, le garanzie per i lavoratori e la dignità delle persone. Inoltre, la creazione di piattaforme di condivisione dei dati può consentire di ricavare, da questo nuovo petrolio, una ricchezza condivisa e impatti positivi sull’ambiente e sui sistemi sociali.
L’IA può amplificare la nostra capacità di comprendere fenomeni complessi, analizzando interazioni tra suolo, piante, animali e microbiomi. Essa suggerisce pratiche agricole che migliorano la fertilità dei terreni, ottimizza le filiere riducendo sprechi e inefficienze, e facilita decisioni condivise tra agricoltori, scienziati e policy maker.

Dalla produttività alla rigenerazione. L’invito a un nuovo sguardo: l’IA come strumento di esplorazione del vivente
Il futuro dell’agricoltura non si deve orientare solo ad una maggiore produttività, quanto piuttosto alla rigenerazione degli ecosistemi e al benessere delle comunità. È l’idea di un FoodSystem 5.0 dove le tecnologie servono per generare valore sociale, ambientale ed economico.
Per costruire questo futuro dobbiamo sviluppare un nuovo modo di vedere la realtà. L’IA può aiutarci a esplorare nuove relazioni tra esseri umani, ambiente ed economia. Può mappare le interdipendenze tra agricoltura e biodiversità, analizzare le correnti energetiche nei suoli e individuare pattern nascosti che guidano strategie di coltivazione. Inoltre, l’IA permette di raccogliere e valorizzare i saperi delle comunità rurali e di costruire modelli di governance partecipativa che rendano la transizione più equa e inclusiva.
Il futuro dell’agricoltura non dipenderà solo dalle aziende agroalimentari, ma sarà frutto di un processo collettivo, in cui scienza, comunità e tecnologia dovranno cooperare per immaginare nuove forme di coabitazione.
Non ci sono scorciatoie: neanche la tecnologia lo è.