Intervista a Erika Belvedere, CSRnative
Cosa si aspetta un giovane che entra nel mondo del lavoro dall’organizzazione di cui fa parte?
Un giovane che si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro si ritrova spesso ad affrontare delle sfide nuove e inaspettate poiché, da un giorno all’altro, viene catapultato in un mondo e in abitudini poco esplorate ma con cui si ritroverà a convivere per tutta la vita. Per questo motivo, una volta terminato il percorso universitario, è compito dell’organizzazione accompagnare noi giovani attraverso il lungo percorso di crescita che ci vede passare da un ambiente familiare, quello scolastico, a uno pregno di nuovi codici e significati, quello lavorativo. L’organizzazione, in questo scenario, ha dunque una responsabilità fondamentale nei confronti di noi giovani, proprio perché detiene il compito di guidare e facilitare il nostro orientamento all’interno dell’azienda, di approfondire e rendere ancora più completa la nostra formazione, di trasmetterci i suoi valori ma anche di essere aperta a quelle che sono le nostre esigenze e visioni del mondo, le quali potrebbero apportare un valore aggiunto all’impresa stessa. In questo senso, si può considerare l’organizzazione come un compagno che dona luce al sentiero di maturazione di noi giovani.
Pensando al welfare, ci sono servizi o iniziative a cui il personale più giovane dedica maggiore attenzione?
Sicuramente al giorno d’oggi per noi giovani è importante entrare in aziende che riescano ad assicurare dei servizi in linea con le nostre esigenze e i nostri stili di vita. In questo senso, alcune iniziative risultano essere più rilevanti rispetto ad altre. Dal momento che uno dei requisiti fondamentali di noi nuove generazioni è la possibilità di mantenere un giusto equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, iniziative come convenzioni con palestre, cinema, teatri, viaggi e tante altre attività culturali e di intrattenimento potrebbero essere considerate come una prova tangibile dell’impegno da parte delle aziende nel cercare di tutelare e valorizzare lo spazio personale dei propri dipendenti. In questo contesto, anche servizi come lo smartworking e gli orari flessibili sono indispensabili per riuscire a coniugare le due sfere quotidiane di ciascuno di noi. Risultano poi significative anche tutte quelle attività da svolgere in azienda o insieme ai propri colleghi, come ad esempio gli spazi relax o i progetti di team building, i quali aiutano a creare un clima di benessere all’interno dell’ambiente lavorativo, ambiente che deve risultare il più accogliente e collaborativo possibile. Infine, anche servizi relativi all’assicurazione sanitaria e agevolazioni sulle spese domestiche e i mezzi di trasporti possono essere di aiuto a giovani che stanno cercando di costruire il proprio futuro e che affrontano diverse spese nonostante si trovino ancora all’inizio della loro carriera, anche in senso remunerativo.
Qual è, secondo te, il contributo che i giovani potrebbero apportare all’organizzazione in cui lavorano per migliorare la gestione delle attività di welfare aziendale?
Un welfare aziendale funziona solo se veramente rispecchia quelle che sono le necessità dei propri dipendenti. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che le persone che lavorano in azienda si sentano libere di esprimere le proprie opinioni e i propri bisogni, senza aver paura di essere giudicati in modo negativo dagli altri colleghi o dai propri superiori. Una comunicazione efficace sta dunque alla base di una migliore gestione delle attività di welfare, poiché è solo tramite l’ascolto attivo che si riesce a creare un vero legame di valore tra organizzazione e dipendenti. All’interno di questo campo, i giovani potrebbero apportare un contributo significativo attraverso la condivisione delle loro idee, dei loro valori e delle loro visioni. In tal modo aiuterebbero le aziende a uscire dai modelli preimpostati di una gestione antiquata e dirigersi verso una modalità di erogazione di servizi più adatta e innovativa, dando così maggiore forza alla loro voce, al loro impegno e al loro modo di pensare fuori dagli schemi. Inoltre, il fatto di includere i propri dipendenti all’interno della gestione del welfare aziendale consentirebbe di aumentare il loro engagement e il loro senso di appartenenza al mondo dell’organizzazione, la quale si mostra così facilmente raggiungibile e aperta al dialogo.