Intervista a Maria Teresa Burdo, Food Trust & CSR Communication Andriani
Andriani, Società Benefit e B Corp, è un’eccellenza nell’innovazione alimentare. Con sede a Gravina in Puglia, produce principalmente pasta con materie prime naturalmente prive di glutine come cereali e legumi, operando sia come co-packer sia con il brand Felicia. Attiva in 40 Paesi, adotta un modello di business sostenibile, con impatti positivi su filiera, cambiamento climatico, economia circolare, valorizzazione delle persone e sviluppo del territorio.
L’innovazione in agricoltura passa anche da una gestione responsabile della catena di fornitura. Quali sono i passi più importanti fatti da Andriani?
Andriani ha avviato un percorso di innovazione sostenibile nella gestione della filiera, puntando su tracciabilità, agricoltura rigenerativa e sinergie con il mondo agricolo. Un pilastro della nostra strategia è l’adozione di strumenti digitali avanzati che supportano gli agricoltori nella gestione delle coltivazioni. Grazie alla partnership con xFarm, abbiamo integrato la piattaforma Andriani Farm, offrendo soluzioni di digital farming, monitoraggio e supporto tecnico agli agricoltori di filiera. Questo migliora l’efficienza produttiva, riduce l’impatto ambientale e garantisce una qualità costante delle materie prime.
Inoltre questo sistema consentirà, ai consumatori del nostro brand Felicia, di accedere in modo trasparente alle informazioni sull’origine delle materie prime ed ai controlli di qualità lungo tutta la filiera, in un’ottica di food trust.
Collaboriamo inoltre con gli agricoltori per diffondere pratiche di agricoltura rigenerativa, fondamentali per preservare la fertilità del suolo e ridurre le emissioni di CO₂.
Il settore dell’agricoltura ha impatti notevoli sul territorio e sulle comunità. Come misurate gli impatti del vostro business?
Andriani adotta un approccio scientifico basato su metriche misurabili per monitorare l’impatto ambientale. Con Andriani Farm misuriamo carbon footprint, uso dell’acqua, eutrofizzazione e acidificazione della nostra filiera di legumi.
Inoltre, misuriamo le emissioni di CO₂ lungo tutto il ciclo produttivo e investiamo in nuove tecnologie per ridurre la nostra impronta carbonica: tra le iniziative concrete, abbiamo implementato un impianto a biomassa che utilizza i residui di produzione e di filiera per generare energia, contribuendo a ridurre l’impiego di fonti fossili come il gas naturale delle tradizionali caldaie a gas.
Promuoviamo la biodiversità alimentare, selezionando oltre 60 materie prime tra cereali e legumi, favorendo una dieta più varia a sostegno di modelli agricoli più resilienti e in armonia con l’ecosistema. Monitoriamo costantemente KPI di sostenibilità su emissioni, consumo idrico ed efficienza energetica, con l’obiettivo di migliorare progressivamente le nostre performance ambientali.
Il futuro dell’agricoltura in tre parole
Rigenerativa, tecnologica, resiliente.