La voce dei protagonisti – Intervista a PagoPA

Abbiamo intervistato PagoPA

 

PagoPA concepisce la tecnologia come strumento per ridurre le diseguaglianze che aiuta le persone ad esercitare in modo più semplice i propri diritti. In che modo contribuisce allo sviluppo di un ecosistema digitale con al centro il cittadino?

La mission di PagoPA Spa è quella di costruire un sistema di piattaforme digitali che permettano a tutti i cittadini, nessuno escluso, di fruire dei servizi pubblici in modo semplice, rapido, efficace. Questo è un modo per realizzare il concetto di “cittadinanza aumentata”, dove gli strumenti digitali sono immaginati e progettati intorno alle effettive esigenze dei cittadini, per permettergli in modo più semplice di adempiere ai propri doveri e di esercitare i propri diritti.
Per realizzare questa mission PagoPA lavora alla costruzione di un ecosistema di servizi digitali, fatto di infrastrutture, tecnologie, servizi, come la piattaforma per i pagamenti digitali pagoPA, IO, l’app dei servizi pubblici, o SEND – Servizio Notifiche Digitali, che permette ai cittadini di ricevere comunicazioni a valore legale direttamente sul proprio smartphone. L’approccio con cui lavoriamo alla costruzione di questo ecosistema si basa su alcune idee fondamentali: i bisogni del cittadino devono essere sempre al centro e la trasformazione digitale deve essere inclusiva, non lasciare indietro nessuno, tenendo quindi conto delle differenze culturali e sociali che possono precludere o limitare la fruizione dei servizi digitali ad alcune fasce della popolazione.
Nella pratica questo si traduce in un metodo di lavoro basato su un approccio multidisciplinare con cui realizziamo tutti i nostri progetti. Lavoriamo con dei team che hanno al loro interno degli sviluppatori, ma anche degli esperti che monitorano aspetti fondamentali come la tutela della privacy e dei diritti degli utenti, o che valutano l’impatto etico di ogni decisione, rispettando un sistema di valori che chiamiamo “digitale umano.
Il lavoro in team multidisciplinari è fondamentale anche per garantire l’inclusività dei servizi, attraverso un team di design che lavora alla progettazione dei servizi in tutte le fasi, per garantire la massima semplicità nell’esperienza utente e venire incontro alle abitudini dei cittadini.

In che modo la società lavora nell’ambito della formazione, per superare il digital divide e garantire una trasformazione digitale inclusiva?

PagoPA lavora a una trasformazione digitale inclusiva anche contribuendo alla creazione di una “cultura digitale” diffusa.  L’idea è che le nuove tecnologie portino insieme opportunità e rischi, e che sia necessaria una consapevolezza diffusa per permettere a tutti di utilizzarle al meglio.
Per questo facciamo attività di formazione e comunicazione nella società civile, nelle aziende, nelle istituzioni territoriali, nelle università, nelle scuole, nei centri di ricerca, con l’idea di creare centri di competenza e ridurre il digital divide.
Uno dei nostri pubblici di riferimento sono i giovani, che si affacciano a un mondo digitalizzato che maneggiano con estrema familiarità ma di cui non sempre conoscono la complessità. In questo ambito rientrano progetti di formazione che facciamo con gli studenti universitari per l’orientamento sulle discipline STEM, con particolare attenzione a temi come l’uguaglianza di genere.
Negli ultimi mesi stiamo partecipando come partner al progetto CampBus: un’iniziativa curata dal Corriere della Sera dedicata invece agli studenti delle scuole superiori. Protagonista è un autobus di linea, trasformato per l’occasione in un hub di innovazione su quattro ruote, che tra settembre a novembre sta facendo tappa in quattro città italiane per visitare altrettante scuole superiori dove realizzare un percorso di formazione digitale, con lezioni frontali e laboratori didattici.
Un tipo di iniziativa che rappresenta un’occasione di crescita per gli studenti, ma anche per la nostra società: possiamo insegnare ai ragazzi chi siamo, cosa facciamo, che modello di lavoro utilizziamo, raccontargli la nostra idea di innovazione e di cittadinanza, fargli esplorare le reali potenzialità del digitale. Ma al tempo stesso impariamo tanto del pubblico a cui ci rivolgiamo, delle idee e dei bisogni dei cittadini di domani, che dovranno essere al centro dei nostri servizi.