Le voci dei protagonisti: Ager Oliva

Intervista a Tommaso Dami, Founder & CEO Ager Oliva

Intervistato Tommaso Dami, Ager OlivaQuali iniziative mettete in campo per sostenere la produzione di olio d’oliva toscano e quali sono le ricadute del vostro impegno presso comunità e territori?
Ager Oliva nasce con l’obiettivo di valorizzare l’olivicoltura toscana attraverso innovazione, rigenerazione ambientale e tutela della biodiversità. Supportiamo i produttori tramite modelli di agricoltura di precisione, monitoraggio agronomico e pratiche di gestione sostenibile che migliorano resa e qualità dell’olio, riducendo al contempo l’impatto ambientale. Promuoviamo inoltre il recupero di oliveti marginali o abbandonati, contribuendo alla salvaguardia del paesaggio storico toscano e alla prevenzione del dissesto idrogeologico. Le ricadute sul territorio sono concrete: maggiore resilienza delle aziende agricole, tutela del suolo, creazione di valore economico locale e rafforzamento del legame tra comunità, tradizione e innovazione.

Quali sono le principali sfide che dovete affrontare come azienda climate tech operativa in Italia?
La principale sfida è burocratica: molte aziende possono investire solo in progetti che rientrano in framework di certificazione rigidi e lenti. Misurare è importante, ma non possiamo permetterci di confondere la compliance con l’impatto. Serve spostare il focus dal semplice data-driven al real impact-driven. La natura ha bisogno di noi adesso, non quando i processi amministrativi saranno completati.

Quali iniziative mettete in campo presso amministrazioni ed enti per la diffusione della cultura della sostenibilità?
Collaboriamo con enti pubblici, istituzioni e organizzazioni territoriali per promuovere una visione della sostenibilità fondata su evidenze scientifiche e impatto misurabile. Partecipiamo a tavoli di confronto, progetti pilota e iniziative educative per favorire maggiore consapevolezza su rigenerazione ambientale, agricoltura resiliente e decarbonizzazione. Il nostro approccio punta a trasformare la sostenibilità da concetto astratto a leva concreta di sviluppo territoriale. Crediamo che il cambiamento richieda collaborazione tra pubblico, privato e comunità locali, perché solo attraverso ecosistemi coesi è possibile generare impatti duraturi.