Intervista a Chantal Hamende, Direttore esecutivo Fondazione Terna

Con il progetto “Fondazione a Emissioni bilanciate” vi siete posti l’obiettivo di monitorare e compensare le vostre emissioni di CO₂. Quali sono le direttrici concrete del vostro impegno in tal senso?
Questo progetto, realizzato con Carbonsink, è partito dalla misurazione delle emissioni di CO₂ generate dalla Fondazione nel suo primo anno di attività, il 2025. Il dato emerso (46,9 tonnellate di CO₂e) ci ha guidato nel definire tre azioni concrete: capire dove poter ridurre le emissioni; rivedere le nostre routine di lavoro per renderle più sostenibili; compensare le emissioni residue non riducibili. Quest’ultimo impegno si è concretizzato nell’acquisto di crediti di carbonio certificati per finanziare un’iniziativa in Mozambico a beneficio di alcune comunità nella provincia di Inhambane: la fornitura di stufe ad alta efficienza energetica alimentate a carbone vegetale con le quali i destinatari, riducendo il consumo del costoso carbone a legna e relative emissioni di CO₂e, contribuiscono a ridurre la deforestazione locale.
Quali iniziative di contrasto alla povertà energetica e di formazione per l’accesso al mercato del lavoro nel settore energetico avete in programma per i prossimi anni?
Per contrastare la povertà energetica stiamo lavorando con l’impresa sociale Fratello Sole alla realizzazione di tre CERs (Comunità Energetiche Rinnovabili solidali), a beneficio di persone fragili in Sardegna, Sicilia e Campania. La CERs comporta benefici economici (prezzi più bassi per l’energia consumata e condivisa) e sociali (tutti i proventi della vendita del surplus energetico della CERs vengono destinati a progetti di inclusione sociale nelle comunità di riferimento). Per l’accesso al mercato del lavoro, insieme alla Cooperativa Sociale In-Presa, sosteniamo con il progetto “Illuminiamo il futuro dei giovani” borse di studio che permettono a ragazzi in difficoltà di riprendere e completare il proprio ciclo di studi e acquisire, attraverso percorsi basati sull’alternanza di momenti didattici tradizionali a formazione pratica, adeguate competenze professionali in ambito elettrico.
Quali sono stati i principali risultati del progetto didattico “Energia: futuro semplice!”?
Nel suo primo anno di vita (anno scolastico 2025-2026) il progetto, realizzato con Giffoni Innovation Hub e Civicamente, è stato proposto alla scuola primaria raggiungendo risultati notevoli, indicativi di quanto i temi legati all’energia siano sentiti anche in ambito scolastico. “Energia: futuro semplice!” si è infatti già attestato su scala nazionale: le 140 scuole che vi hanno aderito provengono da tutte le regioni d’Italia. Interessante anche il livello di partecipazione per un’iniziativa appena nata, con oltre 3.000 alunni coinvolti nelle attività didattiche previste dal kit digitale. Con l’anno scolastico 2026-2027 il progetto verrà esteso alla scuola primaria di secondo grado con un obiettivo di crescita ulteriore su tutti gli indicatori.