Intervista a Graziano Molon, Direttore Generale Consorzio di Tutela Vini del Trentino
In che modo il Consorzio Vini del Trentino integra la sostenibilità nelle pratiche vitivinicole per ridurre l’impatto ambientale e valorizzare il territorio?
In Trentino l’adozione su vasta scala del sistema di difesa integrata risale alla fine degli anni ’80 ed è stata promossa dalla Provincia Autonoma di Trento attraverso un “Protocollo d’Intesa” sottoscritto dai Produttori dei diversi comparti agricoli. Tale Protocollo ha rappresentato la prima esperienza del genere in Italia, alla quale sono seguite analoghe iniziative da parte di altre realtà agricole nazionali.
Nel 2016 il Consorzio Vini del Trentino ha intrapreso il percorso di certificazione della produzione di uva ottenuta secondo le direttive ed i requisiti del Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata (S.Q.N.P.I.). Da 10 anni quindi il Consorzio porta alla Certificazione S.Q.N.P.I. poco meno di 5.500 aziende trentine produttrici d’uva. Tale percorso ha rappresentato la prima, e ad oggi unica, esperienza con un così elevato numero di agricoltori ad aver ottenuto la certificazione con il coordinamento di un’unica entità consortile.
Quest’anno verrà poi presentato il terzo Bilancio di Sostenibilità del Consorzio Vini del Trentino, redatto secondo i criteri GRI. Un percorso che impegna la nostra struttura a cadenza biennale e che testimonia la concreta volontà di procedere nel percorso di sostenibilità trasparente e misurabile mediante obiettivi che vengono fissati periodicamente.
Quali sono le azioni che avete introdotto per contribuire a innovare la filiera vitivinicola dal punto di vista della sostenibilità?
Il Consorzio da anni sostiene attività di ricerca relative all’ottimizzazione dell’impiego dei prodotti fitosanitari con il fine ultimo di limitarne l’impiego al minimo indispensabile, e al contrasto alle fitopatie come la flavescenza dorata della vite, al fine di preservare anche la sostenibilità economica della filiera.
Inoltre, il Consorzio dal 2015 ha intrapreso un percorso per inserire le varietà di vitigni resistenti all’interno dei disciplinari di produzione dei propri vini (attualmente la normativa limita tali varietà ai soli vini IGT) al fine di incentivare l’impiego di varietà di vite che richiedono un ridotto numero di trattamenti fitosanitari.
Come vengono comunicati gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale e sociale della filiera del consorzio?
In primis, va detto come non sia semplice comunicare la sostenibilità in maniera efficace e sia necessario cogliere tutte le occasioni, come quella offerta dalla straordinaria opportunità data dal Salone CSR e dell’innovazione Sociale: si tratta di momenti di approfondimento che consentono di confrontarsi e comunicare al tempo stesso ad una platea attenta e qualificata.
Di grande aiuto risulta poi la redazione del Bilancio di Sostenibilità, che approfondisce puntualmente sia la componente ambientale che quella sociale e diventa strumento di comunicazione e occasione di approfondimento in eventi creati ad hoc.