Intervista a Gianfranco De Simone, Direttore Generale Foncoop
Dal 2001 Foncoop sostiene lavoratori e imprese cooperative nel percorso di crescita e formazione continua. Come avete adattato le vostre strategie per rispondere alle crescenti sfide socio-ambientali?
Le trasformazioni tecnologiche, ambientali e sociali si intrecciano e accelerano continuamente. La sfida per le imprese – soprattutto quelle dell’economia sociale – non è tanto quella di aggiornarsi, quanto di ripensare il proprio modo di operare. Per questo in Foncoop abbiamo scelto di finanziare una formazione che accompagni i processi di cambiamento. I nostri strumenti sostengono la “twin transition”, integrando innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro. Accanto alle competenze tecniche, cresce l’attenzione alla capacità delle imprese di collaborare, costruire reti e generare valore nei territori. Questo approccio si riflette anche nel modo in cui costruiamo i nostri Avvisi, co-progettandoli con organizzazioni e stakeholder partendo da un’attenta analisi dei fabbisogni. Un metodo che consente di costruire percorsi non limitati alle esigenze immediate, ma capaci di sostenere le imprese nello sviluppo di medio-lungo periodo.
Come misurate l’impatto dei vostri progetti di formazione?
Siamo partiti mettendo in discussione la “presunzione di beneficio” della formazione, cioè l’idea che questa produca automaticamente un impatto positivo. La ricerca educativa ci dice che non è sempre vero e dunque è fondamentale concentrarsi sulla rilevazione degli outcome, oltre che degli output. Non guardiamo più solo alle attività realizzate, ma ai cambiamenti in termini di apprendimento, competenza, qualità del lavoro, produttività, benessere organizzativo, capacità di adattamento e innovazione. Abbiamo sviluppato percorsi di misurazione dell’impatto sociale dei nostri Avvisi e ora stiamo mettendo a punto una impact strategy pervasiva: l’attenzione all’impatto non è solo ex-post ma parte integrante dei percorsi, orienta le scelte progettuali e rende più espliciti i risultati attesi. In questo modo la valutazione diventa uno strumento di apprendimento organizzativo e orientamento per il Fondo e ci permette di migliorare progressivamente la qualità degli interventi.
Quali attività di welfare e formazione avete messo in atto per i vostri dipendenti e quali sono stati i benefici concreti?
Il Fondo si avvale di un sistema di welfare integrato, orientato al benessere organizzativo e all’equilibrio tra vita e lavoro. Adottiamo un modello piuttosto flessibile per orari e presenza in ufficio e ciascun dipendente ha un plafond di disponibilità per rimborsi di spese familiari sostenute in ambiti legati alla formazione e al benessere. Investiamo molto anche sullo sviluppo di abilità e professionalità interne con una formazione attenta alle competenze relazionali e collaborative. Se crescono insieme, benessere e competenze si rafforzano reciprocamente.