Le voci dei protagonisti: Oropan

Intervista a Lucia Forte, AD & CEO Oropan

Lucia Forte Oropan

Siete custodi di una tradizione simbolo del Made in Italy come il pane di Altamura: come si protegge l’autenticità del territorio mentre si cresce sui mercati internazionali senza trasformare la tradizione in semplice marketing?
L’autenticità non si difende raccontandola meglio, ma rendendola impossibile da imitare. I prodotti alimentari italiani non sono solo cibo: sono identità, cultura e relazione, uno dei patrimoni più forti del nostro Paese.

La storia di Oropan nasce in un antico forno di Altamura da queste radici e da una visione: portare nel mondo un pane che rappresenta un territorio. Oggi internazionalizzare significa esportare non solo un prodotto, ma un sistema fatto di qualità certificata, filiera tracciata, sostenibilità e governance solida.

Abbiamo costruito la nostra crescita su pilastri chiari: compliance, innovazione e integrazione tra tradizione artigianale ed efficienza industriale. Le certificazioni e la filiera 100% grano duro pugliese rappresentano un vantaggio competitivo concreto, non uno slogan.

In un mercato dominato dall’Italian Sounding, difendere l’identità significa dimostrarla. La tradizione non diventa futuro con la retorica, ma con un modello capace di custodire il territorio, salvaguardare le risorse naturali e far crescere le persone.

Avete investito in innovazione e in prodotti più attenti alla salute, come linee a ridotto contenuto di sale: quanto può incidere un’azienda alimentare nel cambiare concretamente le abitudini nutrizionali dei consumatori?
Un’azienda alimentare incide davvero quando riesce a trasformare la salute da messaggio astratto a scelta quotidiana. Oggi il tema della sana alimentazione assume un valore ancora più forte: il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO ricorda che il cibo non è solo nutrimento, ma identità, cultura e benessere. È da qui che nasce il nostro approccio all’innovazione. Il nostro obiettivo è coniugare tradizione e salute, rispondendo ai principali trend globali: prodotti 100% italiani, naturali, sostenibili e nutrizionalmente equilibrati. Crediamo che un’azienda alimentare possa incidere davvero solo quando riesce a unire rigore scientifico, qualità sensoriale e semplicità quotidiana. Il cambiamento avviene quando una scelta più sana non è percepita come una rinuncia.

In questa direzione abbiamo sviluppato, con le Università di Bari e Foggia, un pane con il 50% di sale in meno, mantenendo lo stesso gusto, e una linea integrale ricca di fibre e omega-3. Parallelamente, investiamo in ricerca su molecole bioattive per evolvere prodotti tradizionali in chiave preventiva. Il nostro obiettivo non è seguire il trend “healthy”, ma trasformare la ricerca in cultura alimentare quotidiana.

Dichiarate attenzione a pari opportunità, integrazione e qualità dell’ambiente di lavoro: in un settore spesso sotto pressione, quale modello sociale state costruendo per rendere il lavoro industriale più attrattivo e sostenibile per le nuove generazioni?
Negli ultimi anni abbiamo investito nel capitale umano come vera infrastruttura competitiva. La tecnologia rende i processi efficienti, ma sono le persone a renderli intelligenti: è da questa convinzione che nasce il nostro modello organizzativo. Per sostenere crescita e innovazione abbiamo avviato un piano di change management, rafforzando competenze manageriali e autonomia decisionale. L’obiettivo è costruire un’organizzazione più solida e capace di valorizzare il contributo individuale, anche in un settore complesso. I risultati sono concreti: +45% di valore redistribuito ai dipendenti, 35% delle nuove assunzioni under 30 e un collaboratore su due cresciuto professionalmente negli ultimi anni.

La certificazione UNI/PdR 125 rappresenta poi per noi un sistema gestionale reale, basato su parità, trasparenza e misurazione delle performance in ambito HR, inclusione e work-life balance.
Abbiamo inoltre rafforzato welfare e qualità del lavoro come leve di competitività. Vogliamo un’industria che attragga le nuove generazioni: non solo un luogo di produzione, ma uno spazio in cui crescere, contribuire e costruire futuro. Siamo convinti che innovare significhi, anche, costruire un’organizzazione in cui i collaboratori non siano semplici esecutori, ma co-protagonisti del cambiamento.