Le voci dei protagonisti: UNI Ente Italiano di Normazione

Intervista a Stefano Sibilio, Vice Direttore Generale Processi e Regolazione UNI Ente Italiano di Normazione

Stefano Sibilio UNICon le piattaforme OBIETTIVO 45001 e OBIETTIVO 9001 aiutate le aziende nei percorsi di necessario aggiornamento normativo. Quanto l’interazione con i vostri stakeholders contribuisce allo sviluppo di pratiche normative a impatto sociale?
L’interazione con gli stakeholder rappresenta il fulcro del processo normativo UNI: le norme nascono dal confronto aperto e trasparente tra imprese, istituzioni, consumatori, associazioni e parti sociali e vengono pubblicate solo al raggiungimento del consenso. Questo approccio garantisce inclusività e consente di intercettare i bisogni reali del mercato, favorendo soluzioni con impatto positivo non solo economico, ma anche sociale, ambientale e istituzionale. In tale contesto si inseriscono le piattaforme digitali OBIETTIVO 9001 e OBIETTIVO 45001, che ampliano la partecipazione e consentono di anticipare i contenuti delle revisioni delle norme sui sistemi di gestione per la qualità e per la salute e sicurezza sul lavoro, supportando le organizzazioni nell’adeguamento tempestivo.

Quali sono le più grandi sfide che l’attuale scenario socioeconomico mondiale pone allo sviluppo della vostra mission?
La missione di UNI si confronta oggi con sfide globali complesse: transizione digitale, sostenibilità, innovazione tecnologica e instabilità geopolitica, a cui si aggiunge una crisi del multilateralismo a livello politico. In questo scenario, la normazione – in particolare attraverso ISO, di cui UNI rappresenta l’Italia – rimane un presidio multilaterale, democratico e inclusivo. La sfida consiste nel mantenere la normazione al centro della competitività e della correttezza del mercato, offrendo standard tempestivi capaci di tradurre obiettivi complessi in applicazioni concrete, integrando normazione consensuale e legislazione, sostenendo l’innovazione responsabile e accompagnando l’evoluzione delle filiere nel rispetto dei diritti.

Nel 2022 avete pubblicato la Prassi di Riferimento sulla parità di genere: come sostenete aziende ed organizzazioni nel cammino verso la gender equity?
La UNI/PdR 125:2022 ha introdotto un riferimento operativo per i sistemi di gestione, oggi alla base del sistema di certificazione di genere previsto dal PNRR e unificato dal Marchio UNI che, a fine 2025, risultava concesso a ben 12.000 organizzazioni certificate, a testimonianza della crescente attenzione del tessuto produttivo. A questa prassi di riferimento se ne affianca un’altra, recentissima, la UNI/PdR 192:2026, dedicata alla conciliazione vita-lavoro. UNI supporta l’adozione delle prassi presso le organizzazioni fornendo anche formazione, assistenza e soluzioni digitali come Suite 125. Inoltre, abbiamo applicato internamente il sistema di gestione UNI/PdR 125, con l’obiettivo di rendere la parità di genere una leva strutturale di qualità, equità e sviluppo sostenibile.