Rigenerazione urbana: sfide e opportunità tra ESG e tassonomia

Oggi oltre quattro miliardi di persone (più del 50% della popolazione mondiale) vivono in aree urbane e si prevede che nel 2050 circa il 68% della popolazione vivrà in città. In questo quadro la progettazione, la gestione e il governo dell’ecosistema città sono elementi di fondamentale importanza e richiedono la collaborazione di tutti gli stakeholder. Occorre individuare modelli di sviluppo basati sull’aggregazione, la cultura, la socializzazione per una crescita sostenibile che pensi al benessere delle persone in equilibrio con gli ecosistemi ambientali e che preveda processi di certificazione delle opere per risultati garantiti, trasparenti e conformi alle aspettative di amministratori e cittadini.

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Nadia Boschi, Lendlease

Empowerment femminile, una strada ancora in salita

Nel mondo le donne continuano ad essere sottorappresentate in particolare nei vertici apicali delle imprese e delle istituzioni: nonostante alcuni progressi anche a livello legislativo la strada per raggiungere la parità di genere è ancora in salita. Come ci ricorda l’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 (Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze) l’empowerment migliora la situazione economica delle donne, la loro autonomia, la loro autostima, aiutando anche a ridurre il rischio di violenza. Con vantaggi per l’intera società.

Essere circolari conviene: dalle persone alle città

La circolarità viene sempre più spesso collegata non solo alla sostenibilità ambientale ma anche alla solidarietà: parole come condivisione, riutilizzo, riparazione, riciclo vengono utilizzate per descrivere molte iniziative di economia circolare gestite da associazioni del Terzo Settore, imprese, Enti pubblici. Anche una città può essere definita circolare quando si basa su un sistema urbano rigenerativo pensato e gestito secondo i principi dell’economia circolare.

Il controllo della filiera tra rischi e opportunità

La gestione responsabile della catena di fornitura può contribuire in modo significativo alla sostenibilità di un’impresa: diventa sempre più importante presidiare la relazione con i fornitori, promuovere l’innovazione, organizzare attività formative, misurare i risultati ottenuti. L’obiettivo è creare partnership durevoli che consentano la riduzione del rischio.

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Diana Nicolosi, Gianasso 

Hackathon for Impact: la sfida finale

Organizzato nell’ambito del Giro d’Italia della CSR, Hackathon for Impact è stata una maratona creativa che ha permesso a studenti universitari e giovani lavoratori di Udine, Napoli e Bologna di creare soluzioni innovative di economia circolare. I rappresentanti delle tre squadre vincitrici delle diverse sessioni si sfideranno durante l’edizione nazionale: tutti i partecipanti all’incontro saranno chiamati a votare la proposta più innovativa.

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Laura Montagna, Big Bloom

Digitalizzazione e inclusione

La sinergia tra innovazione digitale e inclusione sociale appare sempre più evidente: nel percorso verso lo sviluppo sostenibile le iniziative finalizzate a ridurre il divario possono avere un impatto molto positivo sull’economia. Abilitare un numero sempre maggiore di persone in una prospettiva più inclusiva in grado di creare valore condiviso è un obiettivo per migliorare anche la gestione delle organizzazioni pubbliche e private.

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Piera Regina, Kellanova 

Intelligenza artificiale e innovazione tecnologica: quali impatti?

Intelligenza artificiale, robotica, gestione dei Big Data, blockchain, internet of things, machine learning: anche se queste innovazioni rappresentano un contributo alla transizione ecologica è importante valutare l’impatto ambientale collegato all’uso sempre più diffuso del digitale. Crescono infatti i consumi di elettricità e di acqua, aumenta l’utilizzo di risorse e minerali rari. Si discute anche sul fine vita dei rifiuti elettronici, diventato più preoccupante della gestione dei rifiuti tradizionali.

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Luca Cassani, Epson Italia

Come la sostenibilità sta cambiando la value chain

La proposta di direttiva sulla due diligence ESG lungo la value chain ha la potenzialità di trasformare il modello della filiera. La sfida è duplice: da un lato, lo sforzo è quello di coinvolgere e allineare le PMI sul fronte della qualità ESG; dall’altro, l’impegno sostenibile dell’azienda deve riguardare anche ciò che accade a valle, cioè a livello di distribuzione e vendita dei prodotti.

Engagement e misurazione dell’impegno ESG

La necessità di un dialogo costruttivo tra investitori e imprese sui temi di sostenibilità è riconosciuta come sempre più importante. Per le aziende la sfida è riuscire ad ingaggiare gli investitori attraverso la valorizzazione dei fattori ambientali, sociali e di governance della propria attività: è quindi necessario tradurre la sostenibilità in un valore misurabile e confrontabile. Un percorso di cambiamento in cui anche gli istituti di credito possono diventare un soggetto propulsore della sostenibilità in particolare nei confronti del sistema delle piccole e medie imprese.

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Andrea De Giorgi, ESGnext

Finanza sostenibile: come cambia il quadro normativo

L’autorità europea sta intensificando l’attività di regolamentazione che ha portato alla pubblicazione di norme stringenti per migliorare la trasparenza del settore finanziario e indirizzare gli operatori verso una maggior integrazione dei rischi di sostenibilità all’interno dei processi di investimento. Tra gli altri provvedimenti la tassonomia e l’European Green Bond Standard che punta a migliorare la trasparenza delle obbligazioni emesse nei paesi dell’Unione Europea.