Rendicontare la sostenibilità: tra legislazione e realtà

Le dinamiche di cambiamento inerenti alla rendicontazione di sostenibilità sono entrate nel vivo, in primo luogo grazie all’evoluzione normativa che sta caratterizzando il contesto europeo. Imprese e organizzazioni chiamate a rendicontare sono alla ricerca di chiarezza per sfidare le contraddizioni che emergono in questi mesi di cambiamenti. Materialità e doppia materialità, asseverazione, filiera, sono solo alcune delle parole chiave di cui oggi tanto si legge. Si analizzeranno le possibili sfide che stanno caratterizzando questo scenario, con l’auspicio che non ci si trovi solo di fronte a una contraddizione tra contesto normativo e contesto competitivo.

Imprese e carcere: quali possibili sviluppi?

Quanto sono importanti lo studio e il lavoro per le persone che stanno scontando una pena detentiva? Numerose ricerche evidenziano la potenzialità rieducativa ed inclusiva di queste attività in carcere che portano anche a una riduzione della recidiva. Alcune imprese e associazioni non profit stanno da tempo investendo risorse per realizzare programmi di studio e tirocini lavorativi per le persone detenute.

Parità di genere: oltre la certificazione

Quanto è importante nelle organizzazioni definire una strategia di parità opportunità per tutti? Per colmare i gap esistenti e produrre un cambiamento sostenibile e durevole nel tempo, molte imprese hanno avviato un percorso finalizzato anche alla certificazione della parità di genere. Una scelta non solo per favorire l’empowerment femminile ma per rendere l’organizzazione più inclusiva e competitiva.

Le PMI di fronte alla sfida normativa: buone pratiche di innovazione e crescita

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) chiama le aziende di grandi dimensioni a porre attenzione all’impatto sociale e ambientale su tutta la catena di fornitura. Particolare attenzione viene riservata al lavoro minorile, allo sfruttamento dei lavoratori, alla perdita di biodiversità, all’inquinamento e al patrimonio naturale.
Cosa implica questo per le PMI che operano all’interno delle filiere del made in Italy?
Come dovranno ristrutturarsi le PMI per adattarsi alle richieste delle grandi imprese clienti?
In sintesi, come possono le PMI valorizzare questa sfida?
Durante l’incontro verrà data voce a imprese che si sono poste queste domande e hanno iniziato un percorso per comprendere, adattarsi e allinearsi alle nuove normative, migliorando la propria sostenibilità e rispondendo alle sfide poste dall’impatto della Direttiva sulle grandi imprese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Matteo Pedrini, ALTIS – Università Cattolica e Sustainability Makers

L’impegno che fa la differenza: i diritti umani nella catena di fornitura

La verifica del rispetto dei diritti umani nelle catene di fornitura è una leva potente che le imprese possono azionare per la sostenibilità e per la gestione dei rischi, ma come affrontare catene complesse e impostare processi adeguati, anche nella prospettiva della CSDDD? L’Osservatorio Italiano Imprese e Diritti Umani, promosso da Avanzi, ha rilevato che solo poche imprese possiedono sistemi strutturati; per molte altre, il controllo della filiera desta preoccupazione. Alcune esperienze realizzate, anche con il contributo di ONG, in filiere problematiche come l’alimentare e l’abbigliamento, invece, indicano confermano che la strada c’è e che si può essere profittevoli senza chiudere gli occhi su realtà problematiche.

Riduzione delle emissioni verso la neutralità carbonica

Per ottimizzare il calcolo e lo scambio delle informazioni sulle emissioni di CO2 di Scope 3 sono state create soluzioni che aiutano a gestire la sostenibilità climatica lungo l’intera filiera produttiva: software e interfacce semplificate che consentono di avere dati affidabili in grado di rispondere, e a volte anticipare, le evoluzioni normative garantendo una contabilità delle emissioni in ottica responsabile e trasparente.

 

Conservazione, protezione, ripristino: invertire la rotta si può

Non solo conservazione e protezione ma anche ripristino: l’approvazione in Europa della “Nature restoration law” prevede entro il 2030 il ripristino di almeno il 20% di aree terrestri e marine e di tutti gli ecosistemi degradati al 2050. L’obiettivo è assicurare alle generazioni future un patrimonio naturalistico e di biodiversità in buone condizioni. In questo percorso quale ruolo possono avere istituzioni, associazioni, imprese?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Noemi Canevarolo, Fondazione Cariplo
Alessandro Leonardi, Etifor

Combattere lo spreco alimentare, un dovere per tutti

Come modificare gli stili di vita e di consumo per ridurre lo spreco alimentare? Ogni anno in Europa vengono buttate in discarica tonnellate di prodotti e oltre la metà di questo spreco avviene nelle famiglie anche se una parte importante è legata alle fasi di produzione e trasformazione. Per migliorare la situazione è necessaria la collaborazione di tutti gli attori sociali: dalle attività di formazione nelle scuole all’impegno delle imprese, delle insegne della GDO, dei cittadini.

DE&I: best practice a confronto

Nelle imprese del nostro paese quanti stereotipi e quante discriminazioni di genere sono ancora presenti? Alcune organizzazioni hanno avviato un percorso di cambiamento nella cultura aziendale e stanno realmente investendo per valorizzare il lavoro femminile e attrarre nuovi talenti. Ma anche se non mancano gli esempi positivi bisogna migliorare le iniziative per una maggior equità nel mondo del lavoro, una scelta che porta risultati positivi anche per la competitività.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Emanuele Acconciamessa, Focus Management