Intervista a Andrea Vitelli, Head of Business Development B2B Edulia
Edulia lavora per creare progetti culturali, educativi e formativi rivolti sia al mondo della scuola che a quello delle imprese. Quali parametri adoperate per garantire ai contenuti prodotti in collaborazione con aziende partner il rigore scientifico Treccani?
Il marchio Treccani non è solo un’etichetta: è un metodo. Ogni contenuto prodotto con le aziende partner nasce da un processo di co-progettazione che coinvolge il nostro team editoriale ed esperti selezionati dal nostro network di formatori e accademici. Il punto di partenza è sempre la solidità delle fonti e la coerenza con i curricula scolastici nazionali. La collaborazione con le aziende non modifica questo impianto: il messaggio del partner viene integrato in una cornice educativa credibile, mai promozionale, e ogni materiale è revisionato internamente prima della pubblicazione.
Quali strumenti di misurazione dell’impatto utilizzate per valutare i risultati delle vostre campagne?
La misurazione dell’impatto è strutturale ai nostri progetti. Sul fronte quantitativo monitoriamo reach (scuole, docenti, studenti raggiunti), engagement (completamento dei percorsi, partecipazione a webinar e contest) e attivazione del network. Sul piano qualitativo raccogliamo feedback strutturati, valutiamo gli elaborati tramite giurie dedicate e misuriamo l’incremento di competenze e consapevolezza. Per i progetti pluriennali, il rinnovo della collaborazione è esso stesso un indicatore di impatto.
Quali sono le sfide più significative che dovete affrontare per la promozione della cultura ESG nelle aziende partner?
La sfida principale è bilanciare gli obiettivi aziendali con le esigenze del mondo scolastico. Le scuole non accettano iniziative che percepiscono come marketing: per questo il nostro ruolo di intermediario culturale, con la garanzia del brand Treccani, è determinante. Una seconda sfida è la continuità: troppo spesso i progetti ESG in ambito educativo restano episodi isolati. Noi lavoriamo per costruire collaborazioni pluriennali, perché solo la continuità genera impatto reale sulle competenze delle nuove generazioni.