Intervista a Delfina Boni, Project Manager Progetto Palla al Centro Fondazione Francesca Rava – NPH
La Fondazione è attiva in Italia, Haiti e America Latina a sostegno di bambini, adolescenti e famiglie fragili. Quali progetti hanno generato il maggiore impatto sociale concreto sulle persone aiutate?
Da 25 anni la Fondazione Francesca Rava rappresenta in Italia l’organizzazione Nuestros Pequeños Hermanos, attiva in nove Paesi dell’America Latina. La nostra mission è l’aiuto all’infanzia e all’adolescenza in condizioni di disagio, alle donne fragili, alle mamme e ai nuclei familiari in Italia, in Haiti e nel mondo, tramite adozioni a distanza, progetti, attività di sensibilizzazione sui diritti dei minori e diffusione della cultura del volontariato, con risposte immediate e programmi di empowerment a medio-lungo termine. Interveniamo inoltre nelle emergenze. Tra i tanti nostri progetti con un impatto sociale concreto sui beneficiari, possiamo indicare l’Ospedale Saint Damien in Haiti, unico ospedale pediatrico gratuito dell’isola, che dal 2006 assiste 80.000 bambini all’anno. In Italia, si segnalano In Farmacia per i Bambini, campagna nazionale volta alla sensibilizzazione sui diritti dei bambini e alla raccolta di farmaci da banco e prodotti pediatrici per i minori in povertà sanitaria, che, dal 2013, ha consento la raccolta di oltre 2,8 milioni di prodotti, distribuiti a circa 1.000 enti sul territorio nazionale grazie al coinvolgimento di oltre 3.000 farmacie e oltre 6.000 volontari, e Palla al Centro, un progetto in corso di attuazione in nove Istituti penali per i minorenni grazie alla sottoscrizione di un Protocollo di Intesa con il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Quest’ultimo rappresenta un’occasione di ripartenza per i giovani detenuti, trasformando il periodo di detenzione in un’opportunità di crescita e reinserimento sociale e lavorativo, tramite la partecipazione a numerose attività educative e formative. Il progetto mira a costruire un “ponte” tra carcere e società, coinvolgendo aziende e volontari nelle attività negli Istituti.
Intervenite spesso anche nelle emergenze, accanto alle attività continuative. Come riuscite a conciliare risposta immediata alle crisi e costruzione di soluzioni durature nei territori?
La Fondazione ha sviluppato una particolare esperienza nella risposta alle emergenze umanitarie, dal terremoto di Haiti e in centro Italia, all’Emergenza in Ucraina e a Gaza. Il modello di intervento si basa sulla messa in rete e sull’attivazione di collaborazioni con le Istituzioni, i referenti operativi e le aziende. Tale modello è stato definito dall’Università Bocconi come “Modello Rava” e consiste in: 1) accertamento delle necessità sul campo; 2) collaborazione con le istituzioni; 3) attivazione del network di donatori e fornitori; 4) efficace coordinamento logistico e rapidità di azione. L’effettivo accertamento del bisogno, combinato con la creazione di reti solide e multistakeholder, garantisce la costruzione e restituzione di soluzioni durature nei territori.
Trasparenza e fiducia sono centrali nel Terzo Settore: come misurate l’efficacia delle donazioni ricevute e in che modo rendicontate ai sostenitori i risultati raggiunti?
La Fondazione gestisce direttamente i propri progetti, con risposte immediate e programmi di empowerment a medio-lungo termine. La Fondazione, il cui bilancio è revisionato da KPMG, è impegnata nel coinvolgimento dei beneficiari, nell’identificazione del bisogno, nell’uso efficace delle risorse, nella trasparenza nell’uso delle donazioni e nella misurazione dell’impatto dei progetti.