Le voci dei protagonisti: AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie – linfomi e mieloma

Intervista a Gaetano Biallo, Direttore Generale AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie – linfomi e mieloma

Gaetano Biallo

AIL ha inserito nel proprio bilancio sociale una sezione sulla misurazione del suo impegno ambientale: quali sono le principali evidenze emerse e come verranno utilizzate per le future azioni di sostenibilità?
Il purpose di AIL è stare accanto ai pazienti oncoematologici e alle loro famiglie e sostenere la Ricerca scientifica. Però, se parliamo davvero di prevenzione in ottica One Health, l’ambiente entra in campo obbligatoriamente: ridurre i fattori di rischio ambientale significa tutelare anche la salute dell’uomo. Per questo dal 2024 abbiamo iniziato a misurare in modo strutturato il nostro impegno (standard GRI), monitorando energia, rifiuti ed emissioni. Le evidenze 2024–2025 ci dicono che la direzione è giusta e, soprattutto, ci danno una base concreta per scegliere priorità e obiettivi e per avere una gestione più consapevole di ciò che consumiamo e produciamo.

AIL Nazionale ha un impatto diretto limitato, ma svolge un ruolo chiave come “apripista” per la rete delle sue 83 Sezioni provinciali: sviluppa soluzioni tecniche e logistiche sostenibili, le trasforma in linee guida e le rende replicabili per amplificarne l’impatto sul territorio. Questo approccio emerge anche in occasione degli eventi AIL, come il Convegno Nazionale dello scorso ottobre, durante il quale abbiamo promosso oltre che una visione integrata della salute, anche il dialogo tra esperti e istituzioni, e abbiamo lanciato un Manifesto sulla tutela del diritto alla salute, che unisce prevenzione, equità e sostenibilità, perché la salute non è solo clinica ma è un equilibrio tra corpo, mente e ambiente.

Infine, sul piano operativo, AIL riduce materiali e impatti: tra i risultati più significativi in tal senso si segnalano il progetto pilota delle Uova di Pasqua solidali AIL con packaging in carta alimentare, l’utilizzo di QR code e il recupero delle eccedenze alimentari con realtà specializzate. La raccolta dati consente di monitorare i risultati, migliorare nel tempo e garantire trasparenza.

Il rapporto con gli stakeholder è fondamentale: come gestite le attività di stakeholder engagement e in che modo coinvolgete questi interlocutori nelle vostre iniziative?
Per AIL lo stakeholder engagement non è un momento isolato, ma un processo continuo di ascolto, restituzione e trasformazione dei feedback in azioni concrete.
Coinvolge sia gli stakeholder “interni”, sia quelli di missione — pazienti, famiglie e caregiver. Non a caso, uno degli obiettivi della Mappa dell’Impatto è migliorare l’efficacia delle Sezioni: quando la rete funziona meglio, i benefici arrivano direttamente alle persone su tutto il territorio.

Sul fronte esterno, il cuore dell’ascolto è l’iniziativa annuale Aiutaci a migliorare: si tratta di questionari anonimi online diffusi tramite Sezioni, newsletter e social network. Dal 2020 abbiamo coinvolto in questo processo di stakeholder engagement oltre 25.000 persone (solo nel 2025 sono stati raccolti più di 4.800 contributi, includendo stabilmente anche i caregiver).

Centrale è poi il lavoro di rete: attraverso un Tavolo permanente con le Sezioni (7 nel 2025) co-progettiamo i questionari, armonizziamo linguaggi e metodi, definiamo standard comuni e produciamo risultati subito utilizzabili anche a livello locale. In parallelo, importanti momenti di formazione come i Percorsi comuni rafforzano competenze e collaborazione tra AIL nazionale e sezioni territoriali.

Il processo si chiude con la restituzione: i risultati vengono condivisi e tradotti in priorità, scelte operative e indirizzi di governance, per progettare servizi sempre più aderenti ai bisogni reali e aumentare l’impatto sociale complessivo.

AIL si impegna a rafforzare i rapporti con le aziende: in che modo vengono coinvolti i dipendenti nelle vostre iniziative?
Per AIL, il coinvolgimento dei dipendenti è una leva centrale per trasformare la collaborazione con le aziende in un’esperienza concreta e condivisa.
Questo si realizza in diversi modi: dal volontariato d’impresa, con attività sul campo a supporto delle Sezioni locali, al volontariato di competenza, in cui i professionisti mettono a disposizione il proprio know-how. A queste, si affiancano strumenti continuativi come il payroll giving e iniziative di raccolta fondi interne — campagne, sfide solidali e micro-donazioni — che nascono dal basso e rafforzano partecipazione e senso di responsabilità.

AIL promuove inoltre incontri e webinar in azienda su temi come il valore del dono, la comunicazione difficile in ambito clinico e il supporto nei momenti di fragilità, favorendo un coinvolgimento consapevole. Tra le iniziative più innovative, la Fitwalking for AIL Digitale: una sfida di passi accessibile via app, in cui l’attività quotidiana dei dipendenti si traduce in una donazione aziendale, unendo benessere e solidarietà.
Completano il quadro le partnership consolidate, che vedono le aziende attivare i propri spazi e le proprie persone in campagne solidali, rendendole parte integrante del sostegno alla missione di AIL