Intervista a Ariam Tesfazghi, Sustainability Specialist Jump Group

In che modo Jump Group utilizza l’intelligenza artificiale per rendere i propri processi più innovativi e sostenibili?
L’innovazione è nel DNA di Jump. In quanto digital creative company, consideriamo l’Intelligenza Artificiale un pilastro centrale dei nostri processi. Per noi l’AI è un alleato concreto per migliorare la qualità del lavoro quotidiano e non uno strumento di sostituzione. La utilizziamo strategicamente per automatizzare e gestire tutte le mansioni ripetitive e a basso valore aggiunto. Questo approccio ci permette di liberare ore preziose dalla routine meccanica per reinvestirle interamente nell’ideazione e nella creatività. Azzerando l’impatto del lavoro puramente esecutivo, possiamo concentrare le nostre energie sul pensiero laterale e su tutti quegli ambiti in cui l’empatia, l’esperienza e la competenza umana fanno la vera differenza.
Avete recentemente concluso il percorso per ottenere la certificazione UNI/DPR 125:2022. In che modo continuate a portare avanti processi di miglioramento interno?
L’attenzione alle pari opportunità e all’inclusione fa da sempre parte della nostra visione. Fino a qualche anno fa, tuttavia, questa sensibilità naturale mancava di una raccolta e di un’analisi strutturata dei dati. Il cambio di passo è avvenuto quando abbiamo deciso di misurare oggettivamente il nostro impegno, arrivando con orgoglio a ottenere la certificazione ufficiale lo scorso anno.
Sappiamo bene che un attestato formale non basta per creare una reale cultura inclusiva. Per questo teniamo costantemente monitorati i nostri KPI con precisi traguardi annuali di miglioramento, facendoci affiancare da consulenti esperti per garantire rigore e oggettività nell’analisi.
La vera spinta al cambiamento, in ogni caso, arriva dall’ascolto: i nostri obiettivi vengono rivisti e aggiornati ciclicamente proprio in base alle richieste e alle esigenze dirette delle persone di Jump. A questo lavoro sui dati affianchiamo costantemente workshop e momenti di approfondimento interni dedicati ai grandi temi sociali, per costruire una consapevolezza condivisa che vive nella nostra quotidianità, oltre i requisiti normativi.
In che modo il programma di sostenibilità di Jump Group contribuisce a diffondere best practice e a promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e sostenibile?
Mettiamo in atto le nostre best practice partendo da basi solide, ovvero dagli obiettivi di sostenibilità che ci siamo prefissati lavorando in modo sinergico sulle tre sfere dell’ESG (Environmental, Social e Governance). Diffondiamo questi principi attraverso una comunicazione interna che è continua e totalmente trasparente, affinché ogni decisione e iniziativa sia chiara e realmente partecipata.
Costruiamo un ambiente di lavoro attento, reattivo e pienamente inclusivo, lavorando su più fronti. Da un lato, organizziamo frequenti momenti di condivisione e di approfondimento collettivo dedicati alle tematiche sociali e ambientali. Dall’altro, abbiamo implementato politiche interne e strumenti molto pratici a supporto di ogni persona: mettiamo a disposizione un servizio di psicologo aziendale e incoraggiamo confronti continui e diretti con il nostro reparto People & Culture.
Inoltre, crediamo fortemente nell’ascolto attivo: inviamo periodicamente dei form per raccogliere proposte su nuove iniziative legate alla sostenibilità e abbiamo istituito una “cassetta delle idee” sempre aperta, in cui chiunque può proporre progetti o segnalare spunti di miglioramento. In questo modo, garantiamo che la sostenibilità in Jump si traduca in azioni quotidiane tangibili e co-create insieme a tutto il team. Sul nostro sito abbiamo dedicato una pagina specifica per approfondire tutte le nostre attività, da cui è possibile scaricare anche il nostro report di sostenibilità.