Gruppo Mezzacorona

Gruppo Mezzacorona

I territori della sostenibilità

“Mezzacorona ha il Trentino dentro” è il claim della campagna pubblicitaria che rappresenta il territorio di montagna nel quale vengono coltivate le vigne, la dedizione e l’attenzione dei viticoltori. Le ricadute economiche e sociali del Gruppo sono tangibili nel territorio in cui opera.

Con 115 anni di storia, il Gruppo Mezzacorona è una realtà vitivinicola che gestisce la coltivazione di 2617 ettari di vigneti in Trentino A.A. e di 619 ettari di vigneti in Sicilia. La sede è a Mezzocorona (TN) presso la “Cittadella del Vino”, compendio architettonico realizzato secondo i principi della bioarchitettura. La casa madre è Mezzacorona Sca, con 1600 famiglie di viticoltori socie che operano nel rispetto dell’ambiente coltivando i vigneti con tecniche di lavorazione sostenibili.





Sostenibilità dalla terra alla bottiglia: la certificazione SQNPI

I 1600 soci Mezzacorona nel 2016 hanno ottenuto la Certificazione ministeriale SQNPI, attestante che tutte le attività in vigneto rispettano il Protocollo: un esempio unico in Italia di coordinamento per la produzione di Qualità Integrata Sostenibile di migliaia di agricoltori. Il protocollo generato, più restrittivo rispetto alla regolamentazione nazionale, prevede che vengano esclusi i prodotti più rischiosi per la salute dei viticoltori, degli abitanti del territorio e dei consumatori, limitando o eliminando i fitosanitari a più basso margine di sicurezza. Un risultato ottenuto con gli investimenti del Gruppo, che hanno puntato su processi produttivi efficienti e all’avanguardia, innovazione e sostenibilità, politiche di approvvigionamento sostenibili, trasparenza e partecipazione, e inoltre, su strutture moderne e integrate nel territorio come la Cittadella del Vino, sul marketing internazionale, sullo sviluppo di nuovi mercati e sulla politica di collaborazione con le comunità locali. Il vino certificato è frutto di numerosi passaggi e controlli lungo tutto il ciclo di produzione, dalla campagna fino alla fase di imbottigliamento. Tra le molteplici verifiche, i responsabili-qualità della cantina devono accertare e garantire la perfetta tracciabilità di ogni singolo lotto e di ogni singola bottiglia a garanzia che il vino provenga rigorosamente da uve certificate SQNPI. Primo anello di una lunga filiera, i soci viticoltori di Mezzacorona prendono le decisioni più idonee per coltivare le uve e prepararle al vino. Quotidianamente affiancati dal qualificato team di agronomi aziendali, conoscono bene le caratteristiche del terreno e la specificità delle diverse zone viticole del territorio: questo garantisce un’ottimale scelta della varietà e la valorizzazione delle aree di coltivazione. I soci viticoltori di Mezzacorona sono custodi della terra: mantengono la fertilità biologica del terreno perché sanno che è la base di un risultato eccellente.

Bilancio di Sostenibilità 2018
Video: La sostenibilità in Mezzacorona
Sezione Sostenibilità del sito
Campagne pubblicitarie “Mezzacorona ha il Trentino dentro”

Amplifon

Amplifon

I territori della sostenibilità

Aiutiamo le persone a sviluppare il proprio pieno potenziale nelle comunità in cui vivono. Supportiamo la rimozione delle barriere che limitano l’inclusione sociale, promuovendo l’educazione e la consapevolezza contro l’isolamento e lo stigma.

 

Amplifon (AMP:IM), leader globale del mercato retail dell’hearing care, dal 1950 rende possibile la riscoperta di tutte le emozioni dei suoni. 16.000 professionisti nel mondo si impegnano ogni giorno nel comprendere le esigenze uniche di ogni cliente, offrendo prodotti e servizi innovativi e altamente personalizzati per garantire a ognuno la migliore soluzione e un’esperienza straordinaria. Il Gruppo opera attraverso una rete di circa 11.000 punti vendita in 29 Paesi e 5 continenti.





Dal cuore di Milano alle più remote isole australi, il programma di Corporate Citizenship di Amplifon per consentire partecipazione e inclusione

We Care, il programma di Corporate Citizenship di Amplifon, ha l’obiettivo di comprendere e supportare le esigenze di inclusione sociale di individui e comunità in oltre 29 paesi del mondo. Crediamo nell’approccio think global act local e, all’interno di We Care, abbiamo identificato delle linee guida per il nostro modello di sostegno in tutte le realtà in cui interveniamo con il nostro contributo di risorse e competenze. Siamo partiti dalla nostra sede centrale di Milano per valorizzare le eccedenze alimentari grazie ad una partnership con Banco Alimentare, allo stesso tempo stiamo lavorando insieme alle nostre persone per ridurre l’utilizzo di materiali mono-uso. Inoltre, incoraggiamo il volontariato aziendale ed altre azioni di responsabilità sociale, come, per esempio, la donazione del sangue, grazie ad una partnership continuativa con AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue), Da Milano ad Amsterdam, la filiale olandese di Amplifon, Beter Horen contribuisce con orgoglio al lavoro della Fondazione Eardrop, un’organizzazione senza scopo di lucro, che si occupa del sostegno ai bambini con problemi di udito a livello internazionale. Procedendo nel nostro viaggio nei territori della sostenibilità, raggiungiamo invece le terre australi, dove abbiamo attivato progetti di supporto alle comunità indigene, ed in particolare alla popolazione samoana, per garantire l’accesso ad un percorso assistenziale uditivo attraverso il programma “Free to Ear Samoa”. Il nostro viaggio nei territori della sostenibilità prosegue e quest’anno è stato accompagnato da una speciale colonna sonora: la musica di Firenze Rocks dove, con il progetto Ci Sentiamo Dopo, abbiamo fatto scoprire a tutti i giovani che è possibile ascoltare la buona musica responsabilmente, effettuando test gratuiti dell’udito e distribuendo protettori acustici di ultima generazione per proteggersi senza rinunciare al brivido del concerto. Quale sarà la prossima tappa di We Care? Stay tuned!

Amplifon Annual Report 2018
Amplifon Non-financial disclosure 2018

Hera

Hera

I territori della sostenibilità

Il nostro territorio della sostenibilità è quello in cui operiamo ogni giorno attraverso servizi resilienti e orientati alla rigenerazione delle risorse naturali, promuovendo modelli di città sempre più smart e circolari, per contenere gli effetti del climate change e tutelare le future generazioni.

 

Il Gruppo Hera, nato nel 2002 dall’iniziale aggregazione di 11 aziende municipalizzate e quotato in borsa dal 2003, è una multiutility che opera in circa 350 comuni distribuiti fra Emilia-Romagna, Triveneto, Marche, Toscana e Abruzzo, e fornisce servizi energetici, idrici e ambientali a oltre 4 milioni di cittadini.




Una crescita a valore condiviso

A partire dal 2016 Hera ha adottato un nuovo approccio alla sostenibilità basato sulla teoria del valore condiviso di Porter e Kramer (Creating Shared Value, CSV), cioè su una prospettiva che coglie le connessioni esistenti fra il successo delle imprese ed il miglioramento del più ampio contesto – ambientale, economico e sociale – in cui esse operano. Per Hera, in particolare, il valore condiviso è dato dalla quota di margine operativo lordo generata attraverso attività che rispondono non soltanto agli interessi dell’azienda ma anche ai driver dell’Agenda Globale, cioè a quelle ‘‘call to action’’ indicate dalle politiche a livello mondiale, europeo, nazionale e locale per orientare il cambiamento verso uno sviluppo sempre più sostenibile. Dall’analisi di ulteriori 45 politiche in materia, Hera ha così individuato 9 aree di impatto, raggruppandole in 3 driver: uso intelligente dell’energia, uso efficiente delle risorse e contributo allo Sviluppo del Territorio. Nel 2018 il MOL a valore condiviso prodotto da Hera ha raggiunto i 375 milioni di euro (pari al 36% del totale), in crescita del 14% rispetto all’anno precedente. L’obiettivo, indicato nel Piano industriale, è quello di incrementarlo ulteriormente, portandolo al 40% del MOL complessivo entro il 2022. Da sempre attenta a integrare la sostenibilità nel quadro delle funzioni di pianificazione e controllo, Hera ha sposato la causa del CSV incardinandovi la propria rendicontazione non finanziaria e dando così vita a un nuovo ed evoluto approccio alla responsabilità sociale d’impresa, che anche attraverso il continuo studio dei rischi ambientali di medio e lungo periodo consente l’elaborazione di strategie future sempre più rispondenti agli obiettivi per lo sviluppo sostenibile definiti dall’Agenda Onu al 2030.

Bilancio di sostenibilità 2018
Focus sul valore condiviso, territorio per territorio
Il contributo di Hera agli SDGs
I report tematici di sostenibilità

Forum per la Finanza Sostenibile

Forum per la Finanza Sostenibile

I territori della sostenibilità

La finanza sostenibile, caratterizzata da un orizzonte temporale di lungo periodo e dall’integrazione dei criteri ESG nelle strategie d’investimento, può ricoprire un ruolo cruciale nella riduzione delle disuguaglianze e nella generazione di sviluppo sostenibile in contesti di svantaggio socio-economico a livello internazionale (paesi emergenti) nazionale (Sud, Isole a Aree Interne) e nelle periferie urbane.

 

Forum finanza sostenibile_logo_RGB_HresIl Forum per la Finanza Sostenibile (FFS) è nato nel 2001. È un’associazione non profit multi-stakeholder: ne fanno parte operatori del mondo finanziario e altri soggetti interessati all’impatto ambientale e sociale degli investimenti. La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari.




Investimento sostenibile nelle aree emergenti

Nel 2018 il Forum per la Finanza Sostenibile ha promosso un Gruppo di Lavoro in collaborazione con Acri e UNICEF e con il supporto di Hermes Investment Management e Raiffeisen Capital Management; l’obiettivo era analizzare il ruolo della finanza sostenibile nella riduzione delle disuguaglianze e nella generazione di sviluppo sostenibile in contesti di svantaggio socio-economico. Dai contributi emersi nelle riunioni, che hanno coinvolto finanza, fondazioni, istituzioni e Terzo Settore, è stato elaborato un manuale, presentato a novembre in occasione della Settimana dell’Investimento Sostenibile e Responsabile (o Settimana SRI). La ricerca muove dalla constatazione che fenomeni come l’iniqua distribuzione delle risorse e le disuguaglianze tra individui e territori sono in costante aumento a livello globale, provocando conseguenze negative dal punto di vista economico, sociale e ambientale. La finanza tradizionale, non soggetta all’analisi ESG e spesso improntata alla ricerca del rendimento nel breve periodo, non solo non è in grado di fornire soluzioni adeguate, ma può costituire un’ulteriore variabile negativa. Rispetto alle criticità che interessano le aree a ritardo socio-economico, l’investimento sostenibile può ricoprire un ruolo cruciale. L’integrazione dei criteri ESG, infatti, consente di: individuare rischi non catturabili con la sola analisi economico-finanziaria; identificare gli emittenti in grado di proporre soluzioni innovative alle sfide della sostenibilità; finanziare società, iniziative e programmi incentrati sui temi ESG e promuovere cambiamenti positivi nella gestione delle attività aziendali. Lo studio analizza gli strumenti finanziari che possono contribuire agli obiettivi di sviluppo (es: microfinanza, housing sociale, green bond di Stato); dopo aver presentato alcune iniziative italiane ed europee per favorire una maggior coesione sociale e territoriale, lo studio passa a una rassegna di esperienze di investimento sostenibile in aree a svantaggio socio-economico in Italia e nei paesi emergenti.

Manuale “Investimento sostenibile nelle aree emergenti”
Settimana SRI –  Investimento sostenibile nelle aree emergenti
Video intervista – Christine Chow – Hermes Investment Management
Video intervista – Wolfgang Pinner – Raiffeisen Capital Management

AB InBev

AB InBev

I territori della sostenibilità

La birra nasce da ingredienti naturali: la sostenibilità è integrata del processo produttivo, dal seme al sorso. AB InBev sostiene un’agricoltura intelligente, la difesa dell’acqua, l’utilizzo di energie rinnovabili, il consumo consapevole, ponendo attenzione all’imballaggio, così che anche dopo il consumo l’impatto del prodotto sia limitato.

 

AB InBev, la prima azienda di birra al mondo, sogna di unire le persone per un mondo migliore. L’azienda nasce nel 1366 a Lovanio (Belgio) e si evolve vincendo le sfide poste dal tempo. Oggi l’etica, la tutela dell’ambiente, l’attenzione alle persone e al consumo consapevole sono le fondamenta su cui si fonda l’attività del gruppo che produce e distribuisce oltre 400 marchi di birra impiegando circa 200.000 colleghi nei 150 paesi del mondo cui è presente.




Obiettivi di sostenibilità 2025

Dal marzo 2018 AB InBev ha lanciato i propri obiettivi di sostenibilità da raggiungere entro il 2025. Per sviluppare l’economia circolare sono state previste quattro aree di azione: Agricoltura intelligente – il 100% degli agricoltori con cui abbiamo rapporti diretti saranno formati e sostenuti finanziariamente attraverso la collaborazione con enti di ricerca, governi locali e istituzioni finanziarie. Cura dell’acqua – nel 100% delle aree a rischio di stress idrico dove siamo presenti miglioreranno in modo oggettivo il consumo e la qualità dell’acqua. Il nostro impegno è focalizzato a ridurre i consumi e a migliorare le infrastrutture, affinché le comunità locali abbiano migliore accesso alle risorse idriche. Difesa del clima – il 100% dell’energia elettrica di cui ci approvvigioneremo proverrà da fonti sostenibili, portando a una riduzione complessiva del 25% delle emissioni di CO2 nella nostra catena produttiva, sia negli stabilimenti produttivi, sia nella filiera logistica preferendo il trasporto su rotaia o con automezzi elettrici o ibridi. Siamo fieri che la birra Budweiser prodotta negli Stati Uniti sarà la prima birra al mondo a essere prodotta esclusivamente con energia eolica. Attenzione al packaging – il 100% dei nostri prodotti sarà confezionato in materiale di riuso o composto in maggioranza da prodotti riciclati. Cerchiamo costantemente di utilizzare sempre più prodotti riciclati per sviluppare le confezioni dei nostri prodotti, aumentando il riciclo di vetro e alluminio e riducendo gli sprechi di materiale. Proprio con riferimento a quest’ultima area di azione, Corona è diventata Plastic Free e collabora con Parley, un’associazione non governativa che si propone di pulire gli oceani dalla plastica, impegnandosi in una campagna per la pulizia dalla plastica di 100 isole in tutto il mondo – e che, fra l’altro – nei prossimi mesi vedrà coinvolta anche l’Italia.

Obiettivi di sostenibilità 2025
Il progetto CoronaXParley
L’acceleratore di sostenibilità

Fairtrade Italia

Fairtrade Italia

I territori della sostenibilità

Per Fairtrade il territorio della sostenibilità è tutto il mondo. L’approccio di Fairtrade è globale e mette insieme produttori, aziende e consumatori dei due emisferi in un lavoro comune per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio posti dall’ONU.

 

Fairtrade Italia è il consorzio che concede in sublicenza il marchio Fairtrade alle aziende che rispettano gli Standard messi a punto da Fairtrade International. Alle aziende, Fairtrade assicura filiere che rispettano i tre pilastri della sostenibilità, sociale, economica e ambientale per i principali prodotti agricoli dei Paesi in via di sviluppo: cacao, caffè, zucchero, frutta tropicale e molti altri.





Monitoring Evaluation and Learning Programme

Fairtrade International ha un proprio programma di monitoraggio e valutazione (MEL – Monitoring, Evaluation and Learning) dell’impatto che la certificazione Fairtrade ha sugli agricoltori e i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo, guidato da una gruppo di lavoro di esperti. Tramite i dati raccolti dal MEL e la collaborazione con istituti di ricerca esterni, siamo in grado di misurare quanto e come l’applicazione degli standard Fairtrade ha effetto sulle vite e sul lavoro degli agricoltori e delle loro comunità. Ogni anno il MEL pubblica un report chiamato “Monitoring the scope and benefits of Fairtrade”, con i dati aggregati sui  produttori Fairtrade e l’uso del Premio. È stato inoltre recentemente pubblicato un report compilato dall’istituto di ricerca francese LISIS, che ha analizzato i dati sul Premio Fairtrade  e ha approfondito la situazione di 5 organizzazioni di produttori certificati attraverso visite in loco, interviste e corsi di formazione con il management delle organizzazioni, i contadini e i lavoratori. In generale Fairtrade commissiona da due a tre ricerche e studi ogni anno, facendo in modo che i principali prodotti delle filiere Fairtrade (cacao, caffè, banane) siano oggetto di valutazione almeno ogni tre anni. Questo tipo di studi verrà implementato in futuro, per una misurazione sempre più precisa dell’impatto della certificazione sulle organizzazioni e le comunità dei produttori. È un investimento importante per Fairtrade, anche nell’ottica di fornire alle aziende dati puntuali, seppur aggregati, per i propri report di CSR.

Report di attività annuali di Fairtrade Italia
Monitoring the scope and benefits of Fairtrade – 9th edition
Video “Cos’è Fairtrade?”

BNP Paribas

BNP Paribas

I territori della sostenibilità

Il Gruppo BNP Paribas vuole essere un promotore del cambiamento nella comunità in cui opera, posizionandosi vicino ai bisogni della Collettività e del Territorio. Lo fa adottando modelli di inclusione e educazione finanziaria, promuovendo iniziative di sviluppo e valorizzazione di arte, musica, cultura e sport, oltre a creare nuove sinergie sul Territorio a sostegno della ricerca Telethon per la cura di malattie genetiche rare.

 

BNP Paribas è leader europeo nei servizi bancari e finanziari e operatore di primo piano a livello mondiale. Il Gruppo, con un organico di oltre 190.000 dipendenti, è presente in più di 70 Paesi; in Europa ha quattro mercati domestici: Francia, Italia, Belgio e Lussemburgo. Dal 2006 BNP Paribas consolida la sua presenza in Italia con l’acquisto di BNL che presidia la sua attività di Banca commerciale.





#Positive Banking nel Gruppo BNP Paribas

Il Gruppo BNP Paribas si impegna, attraverso il Positive Banking, a creare un impatto sociale e ambientale positivo attraverso il proprio modo di fare business contribuendo a un futuro più sostenibile. Il Positive Banking si concretizza in 3 filoni di azione: sull’economia, utilizzando il ruolo di banca nell’interesse collettivo per generare un impatto positivo sull’economia del Paese; sui clienti, puntando sul digitale, sull’innovazione e sull’etica commerciale per massimizzare il «benessere finanziario» del cliente; sulla società sostenendo i territori in cui il Gruppo BNP Paribas opera e le comunità locali al fine di contribuire a creare un mondo più equo e sostenibile. È su queste basi che BNP Paribas struttura il proprio business, con 168 mld di € in finanziamenti per la transizione energetica e settori che contribuiscono direttamente ai 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. BNP Paribas non finanzia aziende impegnate nell’estrazione e commercializzazione di shale oil, shale gas e petrolio nell’Artico come anche quelle attive nel settore del tabacco. A fine 2018, BNP Paribas ha sostenuto globalmente il social business con 1,6 mld di € in finanziamenti a imprenditoria sociale e microcredito con oltre 350.000 micro imprenditori beneficiari. Inoltre ha consolidato la sua leadership nei fondi di Investimento Socialmente Responsabili con 36,8 mld di € di asset gestiti. Nel 2018, BNP Paribas è stata nominata la miglior banca al mondo per la finanza sostenibile da Euromoney, magazine leader nel campo della finanza internazionale.

Report di Sostenibilità

Rating extra finanziari e premi

Responsabilità sociale

Telethon