Nasce lo Studio Legale sostenibile: fattori ESG alla prova dei fatti

Il mercato cambia e la competizione si sposta sulle supply chain. Le Aziende perseguono un modello di economia circolare e si affidano, lungo l’intera supply chain, a fornitori e partner sostenibili. Anche gli Studi professionali, in quanto provider di servizi legali, sono interessati da questa grande trasformazione che non è richiesta solo dal mercato ma anche dalle nuove dinamiche del lavoro e dai giovani talenti.

Dall’economia lineare all’economia sostenibile e circolare

I limiti dell’economia lineare «take – make – use – dispose» sono oggi riconosciuti dagli esperti, dalle istituzioni ma anche da molte organizzazioni che hanno adottato un approccio rigenerativo nei processi e nei prodotti. L’economia circolare è diventata un modello di produzione e consumo che ha alla base valori quali condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, riciclo.

Manager di comunità per governare reti solidali

Workshop organizzato in collaborazione con APAFORM

Da 10-15 anni, anche con riferimento ai servizi pubblici si sono diffuse teorie pratiche di co-produzione. Si tratta di una evoluzione che cerca di superare i limiti della specializzazione delle funzioni economiche che ha caratterizzato il XX secolo con la contrapposizione tra beni e servizi privati demandati al sistema di mercato e beni e servizi pubblici o di pubblico interesse demandato all’intervento delle amministrazioni pubbliche. L’aumento della complessità e della velocità di cambiamento dei bisogni ha evidenziato i limiti della intermediazione soprattutto da parte delle organizzazioni più rigide quali sono le amministrazioni pubbliche e le imprese di grandi dimensioni. Riportare la capacità di soddisfare i bisogni alle comunità nelle quali essi nascono e si manifestano diventa una condizione essenziale di sostenibilità economica, ambientale, sociale. Significa applicare il principio della economia circolare che si fonda sulla valorizzazione di tutte le risorse presenti nella comunità. Un principio recentemente recepito a livello europeo con la previsione delle comunità energetiche in grado di autoprodurre energia rinnovabile con l’installazione di pannelli solari e con altre soluzioni creative. E comunque esperienza di tutti che le comunità sono costituite da molteplici ed eterogenei soggetti fisici, sociali ed economici e da relazioni tra gli stessi per cui diventano importanti figure in grado di governare queste relazioni. Si tratta delle figure di community manager che devono avere competenze diverse, e per certi aspetti più ampie, rispetto a quelle di manager di ogni organizzazione. Nel workshop saranno affrontati e discussi: le caratteristiche dei community manager; gli ambiti di applicazione esempio energy manager, manager di comunità educanti, della legalità ecc.; i processi di formazione formale, informale e non formale tramite cui far emergere queste figure.

Il workshop è a numero chiuso. Per partecipare iscriversi qui

L’impresa circolare

Presentazione del libro di Davide Chiaroni

Il rischio più grande che proprio ora si corre nell’economia circolare è che la sua popolarità ne annacqui il significato originario, che tutto ciò che è riconducibile in senso lato al tema della sostenibilità – il riciclo, la raccolta differenziata, la produzione di energia da rinnovabili – venga «magicamente» trasformato in economia circolare… e che in un mondo dove tutti sono circolari, nessuno lo sia più, o meglio nessuno (o solo pochi) lo siano davvero. Ma che cos’è dunque l’impresa circolare? Quali gli elementi distintivi del suo modello di business? Quale ruolo gioca nella filiera circolare? In che senso occorre oggi una piattaforma circolare all’interno della quale business e comportamenti di segno opposto possono trovare la compensazione necessaria per una sostenibilità davvero di lungo termine? E, ancora, quale ruolo giocano le tecnologie digitali? E la politica con le sue scelte?

Comunicazione Olivetti: dal mito alla storia

Presentazione del libro di Giacomo Ghidelli

È possibile offrire una visione nuova e innovativa sulla Olivetti e sulla sua comunicazione? Sì: basta partire dal mito che in tanti anni le è stato costruito attorno, smontarlo e arrivare alla sua storia. In questo modo si mettono in rilievo le “rotture” che sono state coperte e si evidenzia l’insegnamento profondo di Adriano Olivetti: una responsabilità d’impresa radicale, il modo più produttivo per affrontare il futuro.

Fab City, un nuovo modello di produzione urbana

Per rendere le città sostenibili, dobbiamo occuparci di come e dove si fabbricano le cose. Intorno a questa idea è nata FabCity, una rete globale di città e regioni di tutto il mondo che promuove il ritorno della produzione nelle aree urbane in ottica circolare e sostenibile. A Milano è in corso una sperimentazione che prevede la creazione di uno o più Fab City Hub: spazi fisici e digitali dedicati all’economia circolare nei campi moda e design. Obiettivo: coinvolgere cittadini, imprese e istituzioni che intendono portare avanti insieme una trasformazione sistemica della città.

Le professioni della sostenibilità in uno scenario in cambiamento

La sostenibilità sta cambiando anche il mondo del lavoro che è alla ricerca di competenze specifiche in molti settori: dalla finanza all’edilizia, dall’agroalimentare all’energia, dalla gestione delle risorse umane al marketing. In molte organizzazioni l’approccio sistemico alla sostenibilità richiede una serie di professionalità eterogenee, in grado di sostenere il cambio di paradigma in atto.

XIX edizione Premio Aretè

Questa edizione del Premio Areté propone un viaggio nella finanza sostenibile con lectio magistralis e testimonianze. La XIX edizione condotta da Enzo Argante e dal presidente di giuria professor Luciano Floridi propone personaggi e interpreti della comunicazione responsabile e della sostenibilità in tutti i campi economici, sociali e culturali. Da segnalare la consegna ai maestri della responsabilità 2022: chi si aggiungerà alla prestigiosa galleria in cui figurano Alessandro Gassman, Veronica e Andrea Bocelli, don Gino Rigoldi, Giuseppe Guzzetti, Daria Illy? Nel corso dell’evento la consegna dei premi di categoria e del premio al vincitore assoluto.

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Oltre il carcere: formazione e reinserimento nel mondo del lavoro

Continua a crescere l’impegno delle imprese e delle organizzazioni non profit per organizzare percorsi di formazione per reintegrare nella società le persone soggette a pena detentiva. Le esperienze realizzate da chi opera in alcune carceri dimostrano che i processi di inclusione sociale, anche se complessi, possono avere ricadute positive per i detenuti, le loro famiglie, la società nel suo complesso.