Verso la carbon neutrality: un percorso possibile per l’industria della moda?

Negli ultimi anni l’industria della moda ha ridefinito il proprio impegno per la transizione verso modelli economici sostenibili affrontando il tema della sicurezza chimica e privilegiando materiali a minor impatto ambientale. Ma è pronta a ridurre la produzione complessiva di GHG causati dall’intera filiera produttiva? Quali le metodologie scientifiche e gli strumenti per trasformare le dichiarazioni in strategie concrete? E come reagisce a tutto ciò la filiera manifatturiera?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slides dei relatori

Pascal Brun, H&M
Giulia Camparsi, Fairtrade Italia

Mondo bancario e sostenibilità: cambiamenti in corso

Per le banche la sostenibilità diventa un fattore cruciale di business. Le nuove regole europee, infatti, prevedono che i fattori environmental, social e governance siano integrati nella valutazione dei rischi e nelle profilazioni dei clienti, dei quali occorrerà conoscere anche l’allineamento con la Tassonomia. Gli istituti di credito hanno di fronte una trasformazione storica, con il ruolo di propulsore della sostenibilità del sistema delle piccole e medie imprese.

Governance della sostenibilità

La Commissione europea ha adottato una proposta di direttiva sul dovere di diligenza delle imprese per la sostenibilità che mira a promuovere un comportamento responsabile da parte delle organizzazioni lungo tutte le catene del valore. Le imprese, che svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione di economie e società sostenibili, dovranno individuare e far cessare o attenuare gli effetti negativi delle loro attività sui diritti umani (per esempio il lavoro minorile e lo sfruttamento dei lavoratori) e sull’ambiente (per esempio l’inquinamento e la perdita di biodiversità).

L’attenzione del consumatore alle certificazioni

Le certificazioni sono strumenti che il consumatore inizia a conoscere e a considerare utili per valutare l’impegno sociale e ambientale di un’organizzazione nel suo complesso o in relazione ad un prodotto, un servizio o uno specifico processo. La responsabilità sociale di un’impresa richiede anche la capacità di comunicare chiaramente e educare il consumatore ad una lettura e comprensione dei propri marchi e certificati, per potersi orientare sul mercato e fare scelte di acquisto consapevoli.

Capitale relazionale: cambiano linguaggi e strumenti

Coltivare relazioni con gli stakeholder è diventato strategico per tutte le organizzazioni e la fiducia è considerata uno dei fattori chiave per il successo di un’impresa. Ma impostare relazioni durevoli che aumentano il capitale relazionale, richiede in molti casi un cambio di prospettiva: non basta infatti comunicare strategie, progetti, risultati. Il coinvolgimento dei portatori di interessi richiede una continua innovazione nei linguaggi e negli strumenti.

Open innovation: ampliare gli orizzonti per un futuro sostenibile

In uno scenario di rapida evoluzione l’open innovation rappresenta uno dei motori del cambiamento. Anche per le grandi imprese diventa sempre più importante collaborare con soggetti diversi in grado di portare nuove idee: unire la creatività delle start up con l’esperienza e il know-how delle aziende tradizionali può fare la differenza per individuare soluzioni che possono favorire la ripartenza del Paese.

Logistica e sostenibilità

Muovere merci e persone impatta su territori e ambiente, con la consapevolezza ormai diffusa di dover investire in innovazione tecnologica e digitale, in mezzi di trasporto ed energie a basso impatto tramite adeguate infrastrutture e senza dimenticare il potenziale di azioni “non tech” come il ridisegno dei flussi o le scelte di “sourcing”.