Tracciabilità, una leva per aumentare la competitività

Sostenibilità e trasparenza sono oggi tra i fattori più richiesti dai consumatori: anche per questo sempre più imprese scelgono di fornire informazioni chiare e complete a un cliente spesso diffidente, esigente, critico. Per raccontare il processo produttivo, la qualità delle materie prime, la gestione sostenibile della filiera molte aziende scelgono di integrare le tecnologie blockchain: l’obiettivo è anche rafforzare la competitività in un mercato che premia la tracciabilità dei processi e dei prodotti.

Valutare l’impatto, un’azione straordinaria

Non basta fare, è sempre più importante valutare le ricadute delle attività che vengono realizzate. Per farlo è necessario definire gli strumenti per misurare il valore prodotto e coinvolgere gli stakeholder nel processo di misurazione. Un cambio culturale, un’opportunità, un impegno che richiede nuove competenze: un passaggio necessario per rispondere alla crescente richiesta di valutazione non solo ex post.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slides dei relatori

Evitare il greenwashing: trasparenza, coerenza, concretezza

In un momento in cui si parla molto di sostenibilità è necessario prestare attenzione ai contenuti e alle modalità con cui le organizzazioni, in particolare le imprese, comunicano il proprio impegno sociale e ambientale. La comunicazione della sostenibilità offre infatti tante opportunità ma presenta anche alcuni rischi: il greenwashing può infatti incrinare la fiducia del mercato nei confronti di tutte le imprese, anche di quelle che hanno fatto della sostenibilità un driver strategico.

Contrastare lo spreco: l’alleanza tra imprese e stakeholder

La lotta a tutti gli sprechi, non solo quello alimentare, vede nascere nuove forme di alleanza tra imprese e stakeholder. Anche se l’Italia registra progressi interessanti nell’indice di circolarità, è necessario migliorare il controllo della catena di fornitura, ripensare alla logistica, rivedere le politiche rispetto al fine vita dei prodotti. Nell’incontro si confronteranno diversi attori sociali che a livello territoriale hanno iniziato a promuovere iniziative utili a contrastare ogni forma di spreco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slides dei relatori

 

Gli edifici del futuro? Sempre più green

Il settore dell’edilizia è responsabile dell’emissione di circa il 36% di gas serra e del consumo del 40% di energia, del 50% di materie prime estratte e del 21% dell’acqua: risulta evidente che una politica di trasformazione sostenibile del mercato delle costruzioni e dell’immobiliare permetterebbe il raggiungimento degli obiettivi di contrasto al cambiamento climatico. Mettere al centro la sostenibilità degli edifici e più in generale l’attenzione all’ambiente costruito ha quindi importanti ricadute dal punto di vista ambientale, ma anche un impatto positivo sulla salute delle persone, sulla qualità della vita nelle città e sull’economia del Paese. Diventa sempre più importante sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’impatto che processi di progettazione, costruzione e gestione sostenibili degli edifici hanno per lo sviluppo responsabile dei territori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slides dei relatori

Gestione sostenibile dell’acqua: sfide e opportunità

La non corretta gestione dell’acqua rappresenta uno dei problemi più preoccupanti degli ultimi anni. L’Italia ha il primato europeo dei prelievi per uso potabile (oltre 9 miliardi di metri cubi all’anno, 419 litri per abitante al giorno) e secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità presenta un rischio di stress idrico medio-alto. Il tema riguarda l’agricoltura ma anche le imprese che producono beni e servizi: la crisi climatica, ma non solo, rende sempre più urgente definire un nuovo approccio finalizzato alla salvaguardia della risorsa idrica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Imprese e riduzione della CO2

L’Unione Europea ha stabilito obiettivi importanti per la riduzione delle emissioni di gas serra nel breve e medio periodo: nell’ambito del Green Deal europeo la Commissione ha proposto di elevare l’obiettivo per il 2030 ad almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990. Contestualmente l’Agenzia Internazionale per l’Energia prevede per il 2021 una forte crescita a livello mondiale della domanda di tutti i combustibili fossili. Il solo consumo di carbone aumenterà il 60% in più di tutte le energie rinnovabili messe insieme, generando una crescita delle emissioni di quasi il 5%. Un incremento che si “mangerebbe” l’80% della riduzione di CO2 generata nel 2020 a causa della pandemia. Per le imprese è una sfida ma anche l’occasione per ripensare le proprie strategie: dalla revisione dei processi produttivi allo sviluppo dell’eco-design, dal maggior investimento sui materiali all’efficientamento delle risorse energetiche e alla definizione di nuovi strumenti per misurare l’impatto ambientale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slides dei relatori 

Lotta alla plastica: le scelte che fanno la differenza

L’inquinamento causato dalla plastica è una delle questioni ambientali più discusse a livello nazionale e internazionale. Istituzioni, imprese, mondo del Terzo Settore, tutti gli attori sociali stanno cercando di contribuire in particolare alla riduzione della plastica “usa e getta”. Ma la strada è ancora lunga: non è sufficiente scegliere materiali ecosostenibili, è sempre più importante mettere in campo azioni innovative nella fase di progettazione (ad esempio del packaging), dei processi produttivi, della composizione dei prodotti. Ma anche sull’educazione dei consumatori e sull’innovazione nel settore della raccolta e del riciclo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slides dei relatori 

Enrica Tomei, Accor
Roberta Gualtieri, SIPA

Tutela dei mari e oceani, un impegno condiviso

Arrivare a proteggere entro il 2030 almeno il 30% dei mari e degli oceani in tutto il mondo: questo l’impegno che vede collaborare istituzioni, organizzazioni del Terzo Settore, imprese e cittadini. Gli oceani e i mari sono grandi regolatori climatici: assorbono il 30% dell’anidride carbonica prodotta e il 90% del calore generato dalle emissioni di gas serra. Per trovare un equilibrio tra sviluppo economico e salvaguardia ambientale è necessario avviare una trasformazione delle attività economiche in chiave sostenibile. Nell’incontro si confronteranno alcune organizzazioni impegnate in particolare nella salvaguardia degli ecosistemi marini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slides dei relatori 

David Schneider, TBA21–Academy

Verso la transizione ecologica

Dalla riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 all’impegno di arrivare all’impatto climatico zero entro il 2050: questi alcuni degli obiettivi che vedono istituzioni e imprese coinvolti nella sfida verso la transizione ecologica. Per conseguire questi obiettivi almeno il 30% di tutti i programmi europei dovrà avere al centro la sostenibilità, la promozione dell’economia circolare, l’innovazione tecnologica. L’incontro sarà l’occasione per condividere le esperienze di imprese e altri attori sociali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slides dei relatori 

Carlo Nicolais, Maire Tecnimont