Il Bugiardino. Le parole della comunicazione per il Terzo Settore

Presentazione del libro di Stefano Martello

Un glossario essenziale ed immediatamente spendibile, per indagare e approfondire il senso delle parole – specialistiche e generaliste; valoriali e funzionali – che perimetrano i confini di un processo comunicativo. Per conoscerne il significato visibile e quello più nascosto e soffuso, implementando ed ampliando le capacità di ascolto, di analisi critica, di riflessione. E, dunque, di reazione. Con un duplice auspicio. Da una parte, promuovere una funzione di autoformazione e di crescita – supportata anche dai tanti consigli di lettura che accompagnano il testo – per definire al meglio ciò che si vuole dire e come lo si vuole fare. Dall’altra, rispondere in maniera sostanziale a quell’ampliamento relazionale che ha avvicinato il terzo settore italiano ad ambiti un tempo lontani ed oggi sempre più prossimi, irrobustendo una dialettica paritaria nella cornice di una dinamica d’azione strutturata e co-progettata.

L’impresa circolare

Presentazione del libro di Davide Chiaroni

Il rischio più grande che proprio ora si corre nell’economia circolare è che la sua popolarità ne annacqui il significato originario, che tutto ciò che è riconducibile in senso lato al tema della sostenibilità – il riciclo, la raccolta differenziata, la produzione di energia da rinnovabili – venga «magicamente» trasformato in economia circolare… e che in un mondo dove tutti sono circolari, nessuno lo sia più, o meglio nessuno (o solo pochi) lo siano davvero. Ma che cos’è dunque l’impresa circolare? Quali gli elementi distintivi del suo modello di business? Quale ruolo gioca nella filiera circolare? In che senso occorre oggi una piattaforma circolare all’interno della quale business e comportamenti di segno opposto possono trovare la compensazione necessaria per una sostenibilità davvero di lungo termine? E, ancora, quale ruolo giocano le tecnologie digitali? E la politica con le sue scelte?

Beyond net zero: un patto per far fronte alla crisi climatica

Definire obiettivi e valori condivisi, creare cultura della sostenibilità diffusa e premiare i comportamenti virtuosi: ecco i passi necessari per far percepire la transizione come un’opportunità e non come un sacrificio. In preparazione della 27 ° Conferenza sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (COP27) che si terrà a Sharm el-Sheikh tra il 6 e il 18 novembre 2022, è importante iniziare a discutere concretamente sulle strategie necessarie per accelerare il percorso verso la neutralità climatica e il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. In questo senso le tecnologie digitali avranno un ruolo sempre crescente, sia come mezzo di divulgazione e coinvolgimento che come strumento di aggregazione e analisi dei dati, misurazione e verifica dei risultati ottenuti. Quali sono le strategie e gli strumenti a disposizione delle organizzazioni per anticipare i trend del futuro e abbracciare un approccio olistico alla sostenibilità?

Riduzione e compensazione della CO2

Ridurre le emissioni rappresenta un impegno prioritario per le imprese che intendono combattere la crisi climatica e molte organizzazioni stanno rivedendo i processi produttivi, investendo nella ricerca di materiali innovativi, cercando soluzioni utili all’efficientamento delle risorse energetiche. Ma cresce anche l’attenzione a scegliere forme innovative di compensazione delle emissioni prodotte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slides dei relatori

Giovanni Sorlini, Inalca
Eleonora Giada Pessina, Pirelli 

Oltre il carcere: formazione e reinserimento nel mondo del lavoro

Continua a crescere l’impegno delle imprese e delle organizzazioni non profit per organizzare percorsi di formazione per reintegrare nella società le persone soggette a pena detentiva. Le esperienze realizzate da chi opera in alcune carceri dimostrano che i processi di inclusione sociale, anche se complessi, possono avere ricadute positive per i detenuti, le loro famiglie, la società nel suo complesso.

Mondo bancario e sostenibilità: cambiamenti in corso

Per le banche la sostenibilità diventa un fattore cruciale di business. Le nuove regole europee, infatti, prevedono che i fattori environmental, social e governance siano integrati nella valutazione dei rischi e nelle profilazioni dei clienti, dei quali occorrerà conoscere anche l’allineamento con la Tassonomia. Gli istituti di credito hanno di fronte una trasformazione storica, con il ruolo di propulsore della sostenibilità del sistema delle piccole e medie imprese.

Logistica e sostenibilità

Muovere merci e persone impatta su territori e ambiente, con la consapevolezza ormai diffusa di dover investire in innovazione tecnologica e digitale, in mezzi di trasporto ed energie a basso impatto tramite adeguate infrastrutture e senza dimenticare il potenziale di azioni “non tech” come il ridisegno dei flussi o le scelte di “sourcing”.

Innovability, la tecnologia al servizio della sostenibilità

L’innovazione, non solo tecnologica, è un fattore centrale della sostenibilità. Anche per questo molte imprese considerano fondamentale collegare i risultati aziendali alla capacità di innovare processi e prodotti. Ma essere sostenibili significa, oltre che investire in tecnologie che riducono l’impatto ambientale, anche essere attenti al contesto sociale, portando sviluppo economico e benessere per le comunità.

Energia sostenibile, quando la fonte è rinnovabile

Elettrificazione dei consumi, decarbonizzazione, innovazione tecnologica. L’interesse per le rinnovabili da parte delle imprese italiane è cresciuto anche a seguito dei cambiamenti in atto nello scenario internazionale. Un interesse che vede coinvolte non solo le organizzazioni ma le singole persone: installare impianti a energia pulita consente di poter contare su fonti potenzialmente inesauribili e permette di migliorare l’efficienza energetica nell’industria, nel residenziale, nella mobilità.

Ingaggiare gli investitori, un’opportunità per le imprese

I fattori environmental, social e governance rendono necessaria una maggior attività di engagement tra investitori e aziende. I primi hanno la necessità di comprendere sempre più a fondo l’identità sostenibile delle aziende in cui investono. Le imprese cominciano ad avvertire l’importanza di soci sostenibili e responsabili, con i quali costruire la propria identità e i percorsi futuri.