Essere Benefit: cosa fa la differenza?

La rapida crescita delle Società Benefit in questi ultimi anni richiede una riflessione sulle opportunità ma anche sulle possibili criticità per queste organizzazioni.
Come valorizzare la differenza – o il valore aggiunto – tra un’impresa che dichiara di aver fatto della sostenibilità un driver strategico e un’impresa che ha scelto di essere Benefit? Quali sono le principali caratteristiche della governance? Quali gli strumenti di rendicontazione utilizzati dalle diverse realtà?

Just Transition e urbanizzazione: la sostenibilità culturale e sociale nelle costruzioni

L’idea di una transizione energetica giusta e inclusiva, che non abbandoni nessuno e si faccia carico delle comunità su cui l’impatto della decarbonizzazione sarà più impattante, sostanzia il significato della definizione “Just Transition”. Un tema che declinato rispetto ai nostri spazi urbani, nelle più diverse tipologie e dimensioni, porta l’attenzione agli altri due pillar ESG: gli aspetti Sociali e di Governance che coinvolgono gli abitanti e tutti gli attori della lunga filiera del Real Estate. Solo la messa a sistema di queste due componenti garantirà una transizione ecologica attuabile su larga scala e quindi giusta. Ma come rendere efficace questo approccio? Quali forme di supporto finanziario possono essere compatibili con le disponibilità pubbliche e private? Quali processi si possono implementare per accelerare la consapevolezza e il coinvolgimento della filiera? Chi saranno i leader che ci accompagneranno in questo processo di Transizione?

Agrifood: innovazione, educazione, cambiamento

Ottimizzare le risorse, ridurre il consumo di suolo e acqua, contenere gli sprechi, migliorare i processi: le nuove frontiere dell’agricoltura vedono crescere il numero di operatori qualificati e la ricerca di tecnologie innovative. Con l’obiettivo di mantenere alti livelli produttivi e favorire la rigenerazione della natura. Un ritorno al passato con uno sguardo al futuro che investe tutta la filiera agroalimentare in un’ottica di sostenibilità dalla produzione alla distribuzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Tommaso Dami, Ager Oliva
Gioia Gibelli, Casa dell’Agricoltura

CS3D: nuovi obblighi per le imprese

Il nuovo sistema normativo ESG dell’Unione Europea prevede l’entrata in vigore della direttiva Corporate Sustainability Due Diligence “CS3D”. Nell’incontro verranno analizzati gli obblighi della CS3D e gli impatti in termini di governance della sostenibilità, ESG due diligence, ESG data governance e procurement sostenibile. Questi obblighi rendono necessaria un’azione strategica, che ne anticipi l’applicazione e che, attraverso la rendicontazione di sostenibilità, rassicuri business partner e investitori, così da assicurare la continuità dei rapporti commerciali, l’accesso al credito e, non da ultimo, la fiducia degli stakeholder. Al contempo, le misure previste dalla CS3D già permettono alle società destinatarie della Direttiva (UE) 2022/2464 sul reporting di sostenibilità “CSRD” di rendicontare come best-in-class, implementando meccanismi contrattuali per la gestione di rischi/impatti e per la raccolta dati ESG anche rispetto alla filiera.

Rendicontare la sostenibilità: tra legislazione e realtà

Le dinamiche di cambiamento inerenti alla rendicontazione di sostenibilità sono entrate nel vivo, in primo luogo grazie all’evoluzione normativa che sta caratterizzando il contesto europeo. Imprese e organizzazioni chiamate a rendicontare sono alla ricerca di chiarezza per sfidare le contraddizioni che emergono in questi mesi di cambiamenti. Materialità e doppia materialità, asseverazione, filiera, sono solo alcune delle parole chiave di cui oggi tanto si legge. Si analizzeranno le possibili sfide che stanno caratterizzando questo scenario, con l’auspicio che non ci si trovi solo di fronte a una contraddizione tra contesto normativo e contesto competitivo.

Parità di genere: oltre la certificazione

Quanto è importante nelle organizzazioni definire una strategia di parità opportunità per tutti? Per colmare i gap esistenti e produrre un cambiamento sostenibile e durevole nel tempo, molte imprese hanno avviato un percorso finalizzato anche alla certificazione della parità di genere. Una scelta non solo per favorire l’empowerment femminile ma per rendere l’organizzazione più inclusiva e competitiva.

L’impegno che fa la differenza: i diritti umani nella catena di fornitura

La verifica del rispetto dei diritti umani nelle catene di fornitura è una leva potente che le imprese possono azionare per la sostenibilità e per la gestione dei rischi, ma come affrontare catene complesse e impostare processi adeguati, anche nella prospettiva della CSDDD? L’Osservatorio Italiano Imprese e Diritti Umani, promosso da Avanzi, ha rilevato che solo poche imprese possiedono sistemi strutturati; per molte altre, il controllo della filiera desta preoccupazione. Alcune esperienze realizzate, anche con il contributo di ONG, in filiere problematiche come l’alimentare e l’abbigliamento, invece, indicano confermano che la strada c’è e che si può essere profittevoli senza chiudere gli occhi su realtà problematiche.

Conservazione, protezione, ripristino: invertire la rotta si può

Non solo conservazione e protezione ma anche ripristino: l’approvazione in Europa della “Nature restoration law” prevede entro il 2030 il ripristino di almeno il 20% di aree terrestri e marine e di tutti gli ecosistemi degradati al 2050. L’obiettivo è assicurare alle generazioni future un patrimonio naturalistico e di biodiversità in buone condizioni. In questo percorso quale ruolo possono avere istituzioni, associazioni, imprese?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Noemi Canevarolo, Fondazione Cariplo
Alessandro Leonardi, Etifor

DE&I: best practice a confronto

Nelle imprese del nostro paese quanti stereotipi e quante discriminazioni di genere sono ancora presenti? Alcune organizzazioni hanno avviato un percorso di cambiamento nella cultura aziendale e stanno realmente investendo per valorizzare il lavoro femminile e attrarre nuovi talenti. Ma anche se non mancano gli esempi positivi bisogna migliorare le iniziative per una maggior equità nel mondo del lavoro, una scelta che porta risultati positivi anche per la competitività.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Emanuele Acconciamessa, Focus Management