Alessandria Sustainability Lab

Alessandria Sustainability Lab

I territori della sostenibilità

Il Laboratorio ha impatti positivi sul territorio alessandrino, in quanto impegna le imprese aderenti a co-progettare azioni di Sostenibilità d’impresa e in attuazione dell’Agenda 2030, in particolare sui temi del benessere dei dipendenti, della sostenibilità ambientale e di Community Engagement. 

 

Alessandria Sustainability Lab è una rete-laboratorio di Imprese del territorio alessandrino impegnate a promuovere attività di confronto, dialogo e co-progettazione su temi di Sostenibilità d’impresa e in attuazione dell’Agenda 2030 ONU – 17 SDGs. Il Laboratorio, al 2° anno di attività dal 2018, ha il patrocinio di Camera di Commercio di Alessandria e CSR Piemonte (Unioncamere) ed è composto da 8 tra le principali aziende del territorio, con il coordianmento di Focus Lab.

 

Progetti in Partnership verso l’Agenda 2030 ONU – 17 SDGs sul territorio di Alessandria

Il Laboratorio prevede la collaborazione delle imprese aderenti in progetti in partnership sui temi della Sostenibilità e in attuazione dell’Agenda 2030 ONU – 17 SDGs sul territorio di Alessandria. Nel corso dell’anno sono previsti 4 workshop itineranti, durante i quali le imprese co-progettano insieme azioni di Sostenibilità d’impresa. Nel 2019 le aziende hanno collaborato principalmente su tre progetti su tre differenti temi di CSR. Il primo, sull’Employee Engagement e il Benessere dei dipendenti, ha come scopo la prevenzione della salute degli stessi attraverso l’organizzazione di varie attività: visite in azienda, seminari di Educazione Finanziaria e di prevenzione della ludopatia, donazioni di sangue e di una giornata Bike to Work durante la Settimana della Mobilità Sostenibile. Il secondo verte invece sul tema del Green Office e della sostenibilità ambientale, e ha come obiettivo la riduzione degli impatti ambientali negli uffici. Il progetto prevede due fasi: una prima fase di comunicazione verso i dipendenti attraverso infografiche adesive, ed una seconda di implementazione di buone pratiche, quali la raccolta differenziata o la sostituzione dei bicchieri di plastica con bicchieri di carta o tazze. L’ultimo progetto prevede invece la riqualificazione di aree rilevanti per il territorio attraverso il coinvolgimento dei dipendenti in attività di volontariato d’impresa, quali la sistemazione di una Piazza della città, la sistemazione di un’area parcheggio presso la Fondazione Uspidalet, la creazione di una passerella accesso disabili e l’abbellimento della zona esterna dell’edificio dell’Associazione “il Sole Dentro”, e l’adesione congiunta al progetto “Fabbriche Aperte 2019”.

Repertorio Progetti di Sostenibilità in attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) Agenda 2030 ONU

Report 3° Workshop 2019

Brochure Alessandria Sustainability Lab

 

 

 

Fondazione Francesca Rava – NPH Italia

Fondazione Francesca Rava – NPH Italia

I territori della sostenibilità

In Farmacia per i bambini della Fondazione Francesca Rava, è un’iniziativa nazionale di responsabilità sociale di farmacisti, clienti, volontari, Aziende, contro la povertà sanitaria infantile. Ogni farmacia è abbinata a una casa famiglia del suo territorio, beneficiaria dei farmaci e prodotti pediatrici raccolti “a Km zero”. Il 10% dei volontari sono espressione del volontariato aziendale.

 

La Fondazione Francesca Rava aiuta l’infanzia in condizioni di disagio in Italia e nel mondo tramite adozioni a distanza, progetti, attività di sensibilizzazione sui diritti dei bambini, volontariato. Rappresenta in Italia l’organizzazione internazionale N.P.H. e la Fondazione St. Luc di Haiti.




In farmacia per i bambini

20 novembre 2019 – settima edizione

La Fondazione Francesca Rava – NPH Italia organizza ogni anno il 20 novembre – Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia – l’iniziativa nazionale In farmacia per i bambini, per sensibilizzare sui diritti dei bambini e raccogliere farmaci da banco, alimenti per l’infanzia e prodotti pediatrici per i minori che vivono in povertà sanitaria in Italia e ad Haiti. Le confezioni che quel giorno vengono acquistate e consegnate ai volontari della Fondazione, vengono donate a case famiglia, comunità per minori ed enti che aiutano bambini e famiglie in difficoltà (ogni farmacia aderente e’ abbinata ad un ente della sua comunitá) e all’Ospedale N.P.H. St Damien, unico pediatrico nella poverissima Haiti. Nel 2018, secondo i dati Istat, si stima siano 1,3 milioni i minori in povertà assoluta in Italia.

In Farmacia per i bambini è un’azione di responsabilità sociale che si realizza grazie a migliaia di volontari  (2700 nell’ultima edizione) presenti nelle farmacie aderenti, circa il 10% di essi sono espressione del volontariato aziendale. Sono oltre 15 le aziende che partecipano a In farmacia per i bambini, sia sostenendo la giornata, sia con i propri volontari o donando prodotti e servizi per contribuire alla raccolta o allo svolgimento dell’iniziativa.

Testimonial e volontaria dell’iniziativa è Martina Colombari. 

A tutti coloro che entrano nelle farmacie aderenti all’iniziativa, viene consegnato un pieghevole sui diritti dei bambini per far riflettere i bambini, sia a scuola che in famiglia, sui contenuti di questa importante giornata.

In farmacia per i bambini 

Guarda il video con i numeri e i protagonisti della sesta edizione

IVSI – Istituto valorizzazione salumi italiani

IVSI – Istituto valorizzazione salumi italiani

I territori della sostenibilità

Secondo la visione dell’Istituto, i territori della sostenibilità sono sia luoghi ideali, astratti, nei quali prendono forma le intuizioni e le visioni di ciascuno di noi, sia quelli fisici, reali, come ad esempio le aree votate alla produzione di salumi del nostro Paese, dagli allevamenti alle aziende di lavorazione delle carni.

 

L’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani è nato nel 1985 – in risposta alle crescenti esigenze di informazione da parte dei consumatori – e opera con lo scopo di favorire la conoscenza dei salumi tipici e di diffondere una corretta informazione sui valori nutrizionali e sugli aspetti culturali, produttivi e gastronomici di questi prodotti. Sul territorio nazionale l’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani ha promosso pubblicazioni editoriali, ricerche di mercato, indagini scientifiche ed altre iniziative ed eventi rivolti ai mass media, opinion leader, comunità scientifica e al vasto pubblico dei consumatori. All’estero sono stati realizzati programmi di promozione dei salumi in Francia, Germania, Belgio, Regno Unito, Svezia, Finlandia, Russia, Brasile, Canada, Stati Uniti, Corea del Sud, Hong Kong, Giappone e Taiwan.



 

Manifesto IVSI: i valori del futuro

Il Manifesto IVSI: la carta dei nostri valori è stato presentato al Salone nell’edizione 2018: si tratta di un documento che enuncia principi, valori e caratteristiche che fungono da linea guida per le aziende del settore della salumeria italiana. Oggi rappresenta un modus operandi applicato, una presa di campo, condivisa dai Consorziati dell’Istituto che decidono volontariamente di farne parte, sottoscrivendolo. L’adesione avviene in virtù della consapevolezza che il consumatore, al centro del progetto di IVSI, ha nuove esigenze e nuove sensibilità, rispetto al passato. Nel corso dell’ultimo anno, da quando il progetto è stato avviato e presentato alle aziende, alla stampa e ai consumatori, lo scenario mondiale ha mostrato insistentemente un sistema in rapida e costante evoluzione. Il rapporto fra consumatori e produttori, è profondamente cambiato e la necessità per i primi di conoscere di più sui prodotti che consumano, include oggi informazioni che riguardano anche i processi produttivi e il profilo etico delle aziende. IVSI ha raccolto in questi mesi diverse adesioni da parte delle aziende, che sono – insieme al consumatore – il più potente motore di questo cambiamento. Per questo, volendo essere di stimolo ad un processo di miglioramento continuo nel settore, sta avviando iniziative di formazione per le aziende del comparto, che mirano ad accrescere la cultura della sostenibilità e dell’etica produttiva, oltre alla consapevolezza dell’impatto che ciascuna organizzazione ha sul territorio, sia in termini ambientali che sociali. L’obiettivo del progetto è quello di diffondere i valori del Manifesto, ma anche di creare a livello nazionale, come Istituto, le occasioni per migliorare il tessuto produttivo. Nel contesto del Salone, IVSI lancerà anche il primo premio dedicato a startup, team di innovazione, agenzie creative, studenti, ricercatori ecc. che selezionerà un’idea innovativa in grado di interpretare uno o più valori del Manifesto, dimostrando di poter avere un impatto positivo, concreto e reale sul settore.

Il Manifesto IVSI: la carta dei nostri valori

Ipsos

Ipsos

I territori della sostenibilità

La Fondazione Ipsos si propone di supportare azioni sostenibili per i bambini e i giovani più svantaggiati del mondo. L’impegno della Fondazione mira a:

  • fornire l’accesso all’istruzione ai bambini e ai giovani che sono stati colpiti da crisi umanitarie/naturali, aiutandoli a tornare a scuola e a imparare di nuovo;
  • sostenere un’educazione innovativa e non verbale che si adatta alle esigenze specifiche dei bambini e dei giovani che vivono in situazioni così traumatiche;
  • sviluppare programmi legati ad associazioni già esistenti, fondazioni aziendali e iniziative a sostegno dell’educazione di bambini e giovani in situazioni di emergenza e traumi.

Ipsos è l’azienda leader di ricerche di mercato che da oltre 40 anni dà forma e voce a milioni di persone nel mondo. Siamo un solido brand a livello globale presente in 89 paesi, con un posizionamento unico di esperienze specifiche attraverso divisioni e team dedicati. In Italia siamo presenti dal 1995 con sedi a Milano, Roma e Bari. La nostra ambizione di diventare partner di tutti i clienti che vogliono comprendere in profondità e dettaglio la loro audience, i mercati, i consumatori, le marche e un mondo in rapida e continua evoluzione. Ci impegniamo per far sì che il nostro operato sia una delle principali chiavi di comprensione della società e della moderna economia.




 

Integrazione dei bambini siriani rifugiati attraverso il programma educativo

Il progetto è In collaborazione con HOPE Foundation. L’area di intervento è il  governatorato di Akkar, una delle regioni rurali più svantaggiate del Libano e confina per 100 km con la Siria, che ha visto un forte afflusso di rifugiati siriani dall’inizio della crisi. L’arrivo di oltre 260.000 rifugiati nel nord del Libano ha creato problematiche importanti sia dal punto di vista igienico-sanitario, dei servizi di base e sociali. La maggior parte dei rifugiati siriani nell’area vive in contesti urbani e semi-urbani difficili e un gran numero di persone vive anche in insediamenti informali in tende e rifugi collettivi. Una delle principali questioni relative ai bambini siriani rifugiati ad Akkar è l’abbandono scolastico. Le cause principali sono le barriere linguistiche e il bullismo e maltrattamenti. Il progetto mira a contribuire alla riduzione dell’abbandono nella regione di Akkar e alla creazione di un clima di reciproca comprensione tra siriani e libanesi attraverso attività culturali ed educative in cui il target diretto e i beneficiari sono i bambini, sia locali che rifugiati. I bambini avranno accesso a programmi educativi doposcuola (aiuto per i compiti a casa, attività a cielo aperto, esercizi e giochi di espressione, riduzione dello stress e costruzione della fiducia, abilità di vita, altre attività sociali e culturali come sessioni di sensibilizzazione sui diritti umani, importanza del dialogo e della solidarietà). Questo avrà un’influenza effettiva e un impatto sull’abbandono scolastico dei giovani rifugiati. L’attività si svolgerà in due villaggi per tutto il periodo di durata delle attività scolastiche annuali, raggiungendo direttamente 400 bambini sia siriani che libanesi.

 

Snam

Snam

I territori della sostenibilità

Snam è un’azienda fortemente radicata nel territorio che da oltre 75 anni si impegna nel costruire reti di energia che uniscono popolazioni e comunità. Il nostro “territorio” è il Paese stesso e il suo sviluppo, da perseguire attraverso  un modello di crescita sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale.

 

Snam è la principale utility regolata del gas in Europa, opera in Italia e, tramite partecipate in Albania, in Austria, in Francia, in Grecia e Regno Unito. Prima in Europa per estensione della rete di trasporto, Snam gestisce il primo impianto di gas naturale liquefatto (GNL) realizzato in Italia. Il suo modello di business è basato sulla crescita sostenibile e sullo sviluppo dei territori in ascolto e costante dialogo con le comunità locali, grazie anche alle iniziative sociali di Fondazione Snam.





Corvetto Adottami

Corvetto Adottami è un’iniziativa multisettoriale che Fondazione Snam ha avviato, in collaborazione con Fondazione Cariplo e con numerosi enti del terzo settore,  per intervenire attivamente sui temi della riqualificazione e rigenerazione sociale del quartiere Corvetto a Milano. L’iniziativa è la prima attuazione di un modello integrato di rigenerazione urbana che Fondazione Snam realizzerà in diversi contesti in tutto il territorio nazionale ed ha come oggetto il contrasto alla povertà educativa, la rigenerazione dei beni comuni, l’accompagnamento delle organizzazioni del terzo settore e il supporto delle attività imprenditoriali capaci di produrre impatto sociale.Fondazione Snam metterà a disposizione della comunità le competenze tecniche e tecnologiche di Snam, promuovendo anche lo studio di modelli per l’efficientamento energetico degli edifici di rilevanza sociale come le scuole, combinando anche meccanismi di compensazione del Carbon Footprint, garantendo quindi anche un impatto positivo sull’ambiente. Fondazione Snam sarà un agente di sviluppo dell’ecosistema sociale, coordinando le sue attività con gli attori istituzionali che intervengono sul quartiere Corvetto: adotterà metodologie innovative per assicurare la partecipazione dei cittadini in tutte le fasi di progettazione e attuazione dell’iniziativa, favorirà lo scambio di esperienze ed informazioni tra i diversi soggetti, lo sviluppo di competenze e attività capaci di avere un impatto positivo sull’intero quartiere e il raggiungimento di alti livelli di inclusione e sostenibilità sociale come auspicato dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Snam Report di sostenibilità 2018
La Fondazione Snam
Corvetto Adottami
La Fondazione Snam su Linkedin

 

 

Yunus Social Business Centre University of Florence

Yunus Social Business Centre University of Florence

I territori della sostenibilità

Crediamo che uno dei maggiori obiettivi della ricerca sia produrre un effetto positivo sul benessere della società incidendo in maniera diretta sulle politiche e le azioni delle organizzazioni. L’azione-ricerca di ARCO e dello YSBCUF è basata sull’approccio delle capability di Amartya Sen che rappresenta il fondamento teorico dello sviluppo umano sostenibile.

 

 

Yunus Social Business Centre dell’Università di Firenze (YSBCUF) è il primo centro italiano accreditato dallo Yunus Centre di Dhaka. Il centro YSBCUF è nato dalla collaborazione tra il Centro di Ricerca ARCO – Action Research for Co-Development, l’Università di Firenze e il PIN S.c.r.l, in cui entrambi i centri hanno sede. Lo YSBCUF offre sostegno strategico alle imprese per diffondere e mettere in pratica le teorie del social business.



Il Centro di Ricerca ARCO offre servizi di ricerca, consulenza qualificata e formazione negli ambiti dell’economia sociale, sviluppo locale, sviluppo inclusivo, monitoraggio, valutazione e valutazione  impatto, economia circolare e certificazione delle filiere agroalimentare.




Sostegno alla riorganizzazione produttiva, manageriale e commerciale delle cooperative di produttori di datteri palestinesi e egiziani – implementato dalla Fondazione Giovani Paolo II e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

La palma da dattero è una delle più antiche coltivazioni umane diffusa in tutti i continenti e in particolare nell’area mediorientale. Il microclima secco, la salinità del terreno e la depressione della regione (250 m sotto il livello del mare) rendono la Valle del Giordano, in particolare la regione di Gerico in Palestina, ottima per far crescere il gustoso dattero della varietà Medjool.

Nonostante il consumo di datteri sia in crescita a livello globale, i produttori palestinesi affrontano diverse difficoltà tra cui la scarsità di risorse naturali in particolare idriche, la mancanza di strutture adeguate per lo stoccaggio dei datteri, assenza di certificazioni necessarie per la vendita in mercati internazionali.

La coltivazione del Medjool rappresenta uno dei potenziali motori per il rilancio economico della regione e a questo scopo la Fondazione Giovanni Paolo II – e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo come ente finanziatore – sono intervenuti nella regione con il progetto Sostegno alla riorganizzazione produttiva, manageriale e commerciale delle cooperative di produttori di datteri Palestinesi.

In questo contesto, i ricercatori dello YSBCUF e di ARCO sono intervenuti nell’introduzione di buone pratiche agricole e nell’elaborazione di procedure standardizzate per la gestione delle fasi di raccolta, post-raccolta, stoccaggio. L’adozione di queste procedure da parte dei membri della cooperativa punta al raggiungimento della qualità per la vendita a livello nazionale e internazionale. È stato inoltre rilasciato un Manuale Qualità integrato per la gestione della cooperativa.

Nel suo complesso, il progetto ha permesso di rilanciare in modo sostenibile le attività nella regione di Gerico, offrendo agli agricoltori nuove opportunità per migliorare il proprio benessere economico e sociale. Il progetto ha offerto ai piccoli produttori nuove opportunità di mercato e di riconoscere la speciale peculiarità del Medjool e il suo valore culturale.

Consulenza qualificata per il miglioramento della qualità della produzione di datteri in Palestina

Quality assessment and producer’s need analysis for the sustainable development of sustainble date palm cultivation in Jericho

Conclusione del progetto per migliorare la qualità dei datteri Medjool in Palestina

 

 

 

Sammontana Italia

Sammontana Italia

I territori della sostenibilità

I giovani manager della famiglia Bagnoli che ha la proprietà di Sammontana hanno raccolto un’eredità importante dal nonno che l’ha fondata 70 anni fa. La prospettiva di questi manager è la stessa del fondatore: creare qualcosa di bello e di importante per le generazioni future. Questo è il territorio della sostenibilità per Sammontana: un futuro migliore per coloro che verranno.

 

Sammontana è la prima azienda italiana del gelato e leader nel settore della pasticceria surgelata. L’impresa ha quattro stabilimenti produttivi in Italia e nel 2018 ha raggiunto 380 milioni di euro di fatturato. Attraverso il proprio impegno a favore della sostenibilità ambientale, Sammontana Italia esprime oggi un pieno allineamento con alcuni degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile indicati dalle Nazioni Unite.




L’impegno di Sammontana per la compensazione delle proprie linee di prodotto

Sammontana nel 2016 è stata la prima azienda italiana del settore a siglare con il Ministero dell’Ambiente un accordo volontario finalizzato a perseguire un approccio volontario integrato. Il percorso nello specifico è iniziato con la valutazione e la compensazione della Carbon Footprint del prodotto principale e più rappresentativo dell’azienda, Barattolino Sammontana. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Consorzio C.U.R.A. dell’Università di Padova, è poi proseguito includendo la linea di sorbetti Fruttiamo e i prodotti dairy-free Amando. Di recente questo accordo è stato rinnovato e ampliato includendo oltre alla compensazione dell’impronta di carbonio e la riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi, anche lo sviluppo di un modello di economia circolare. Il programma di compensazione prevede che ciò che non può essere evitato, viene appunto compensato: Sammontana ha previsto l’acquisto ed il ritiro di Carbon Credit verificati per ogni tonnellata di CO2 equivalente derivante dalle linee di prodotto Barattolino e Fruttiamo, per un totale di 21.975 tonnellate di CO2 equivalenti nel 2018. L’impresa ha investito in particolare nella realizzazione e gestione di un parco eolico in Rajasthan, in India, e nel progetto “Guanaré forest plantation” per la riforestazione di un’area di 21.291 ettari in Uruguay. Infine, Sammontana si è fortemente impegnata nell’educazione e sensibilizzazione delle nuove generazioni sulle tematiche ambientali: dal 2017 è attivo il progetto “Barattolino Scuola Missione Green – Un sogno per domani”, che promuove nelle scuole primarie di tutta Italia stili di vita e consumo sostenibili, coinvolgendo studenti, insegnanti e famiglie.

Progetti Green Sammontana
I progetti di Sammontana Italia per l’ambiente
Suono Positivo – la plastica diventa musica con Sammontana e Jova Beach Party

Palm

Palm

 

 

 

 

Palm nata dalla passione e competenza per la lavorazione del legno e forte dei Valori in cui la famiglia Barzoni si riconosce, si è sempre distinta per il suo percorso pionieristico nella ecoprogettazione di pallet verso i temi della sostenibilità d’impresa sviluppando una visione sistemica di lungo periodo. Il fare impresa di Palm si svolge su tre fronti: il rispetto per l’ambiente, il dialogo trasparente con i propri stakeholder dentro e fuori l’azienda e l’impegno verso la comunità e il territorio. Da novembre 2017 Palm è certificata BCorp.

 


Dreams are Green made in Po: Biosegheria – Legno buono per cibo buono – Distretto Bio Casalasco Viadanese – Distretto Economia Circolare

Stakeholder: ambiente, clienti e comunità

Il movimento BCorp riflette la missione su cui è stata fondata la nostra azienda, e rispecchia i nostri attuali principi operativi e di interdipendenza. Attraverso il nostro business ci impegniamo a fare la differenza: avere cura del nostro impatto ambientale e sociale, salvaguardare le persone e il pianeta e a soddisfare standard più elevati di trasparenza, prestazioni e responsabilità. Fra i progetti:

  • Biosegheria integrata nel territorio a filiera corta sostenibile, basata sul concetto di eliminazione dei rifiuti e produzione di occupazione locale, in cui tutti gli attori della società sono coinvolti.
  • Legno buono per cibo buono, progetto di innovazione sistemica, congiunto con Panguaneta Spa, che riprende i temi della sostenibilità della filiera agroalimentare per accendere i riflettori sull’imballaggio in legno e in particolare su tutta la filiera del legno di pioppo. Il risultato atteso è quello di valorizzare un territorio a partire da un sistema di economia circolare basato sulla filiera del legno di pioppo – definito dalla FAO la materia prima del XXI secolo – di cui si vuole ampliare la produzione per far crescere l’occupazione e la creazione del valore condiviso, oltre il PIL locale, in armonia con l’ambiente e per uno sviluppo sociale.
  • Distretto Agricolo Biologico Casalasco Viadanese, di cui Palm è anche socio fondatore, è una rete d’imprese biologiche certificate che si sono unite per far fronte alle esigenze dell’ambiente e dell’economia per un cibo buono (sano), pulito (che rispetta l’ambiente) e giusto (prezzo equo).
  • Distretto di Economia Circolare, progetto che coinvolge le principali aziende produttive che operano nel territorio e che generano scarti derivanti dai processi di produzione. Tali sfridi vengono selezionati al fine di creare, attraverso l’eco design, nuovi oggetti composti anche dalle eccedenze di legno della Palm Spa.

Legno buono per cibo buono
Biosegheria
Distretto Bio Casalasco Viadanese

 

HRIC – Human Rights International Corner

HRIC – Human Rights International Corner

I territori della sostenibilità

HRIC vuole rafforzare l’anima sociale più autentica della sostenibilità, ponendo l’attenzione degli esperti del settore anche sull’impatto che le attività di business possono avere sui diritti umani. Si tratta di un terreno transnzionale, che mira alla contaminazione di buone pratiche ed esperienze, e al dialogo tra il lato più ambientale della sostenibilità e quello sociale al fine di raggiunger gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. 

 

Human Rights International Corner (HRIC) è la storia di tre giovani professionisti uniti dalla passione comune per i diritti umani. In controtendenza rispetto ai cervelli in fuga, due avvocati e una ricercatrice decidono di rimanere in Italia e tramite il coinvolgimento di altrettanti colleghi di costruire il primo network dedicato interamente al tema imprese e diritti umani. Fin dal principio HRIC ha contribuito infatti ad accrescere la sensibilità delle istituzioni e della società civile rispetto alla tematica Imprese e Diritti Umani attraverso la pubblicazione di studi e rapporti, l’organizzazione di conferenze, workshop, corsi e l’attività di advocacy e lobbying. La sinergia e l’interazione di competenze diverse consente ad HRIC di intervenire in tutti i settori correlati alla protezione dei diritti umani: dall’accesso alla giustizia alla non discriminazione, dal diritto a un ambiente sano alla responsabilità sociale di impresa, dal diritto ad un lavoro dignitoso al diritto dell’immigrazione. Nel maggio 2018, al fine di rendere più efficace la propria azione in qualità di interlocutore delle istituzioni, HRIC è diventata un’associazione, con la qualifica di ente del terzo settore.




“Business and Human Rights” Summer School

La “Business and Human Rights” Summer School, giunta nel 2019 alla sua seconda edizione, è il 1°corso di formazione in Italia sulla tematica “Imprese e Diritti Umani” organizzato da Human Rights International Corner, dal Dipartimento di Diritto Pubblico Italiano e Transnazionale dell’Università Statale di Milano, dall’Istituto DIRPOLIS della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dall’Istituto IRISS del CNR (Napoli). Il corso, che è strutturato su base itinerante tra i quattro organizzatori, si rivolge a laureandi, dottorandi, rappresentanti della società civile, avvocati, sindacalisti, giornalisti, dipendenti e manager delle imprese, esperti di CSR e sostenibilità, con l’obiettivo di affrontare la tematica del coinvolgimento delle imprese nelle violazioni dei diritti umani nella prospettiva della globalizzazione economica. La faculty, selezionata dai quattro Co-Direttori Scientifici (prof.ssa Angelica Bonfanti, dott.ssa Marta Bordignon, dott. Marco Fasciglione, dott.ssa Chiara Macchi), è composta dai maggiori esperti ed accademici dell’ambito di Imprese e Diritti Umani, come il prof. Michael Addo, già membro del Gruppo di Lavoro ONU su Imprese e Diritti Umani, il prof. Robert McCorquodale dell’Università di Nottingham e l’avv. Daniel Leader dello Studio Legale londinese Leigh Day. Tra gli argomenti affrontati durante la settimana di lezioni emergono il ruolo degli Stati e della Comunità Internazionale, l’adozione di leggi nazionali sulla responsabilità delle imprese in materia di diritti umani e sulla obbligatorietà della Human Rights Due Diligence e l’accesso alla giustizia per le vittime delle violazioni. Una terza edizione è prevista nel giugno 2020 a Napoli.

2^ edizione #BizHRSummerSchool19
#BizHRSummerSchool19 in un minuto

 

eAmbiente

eAmbiente

I territori della sostenibilità

Ex aree industriali, siti contaminati, terre da bonificare, laguna fragile: sono i territori a cui dare nuova vita quelli in cui opera eAmbiente Group. E la sede è, non a caso, al Vega di Porto Marghera, cuore pulsante delle attività produttive veneziane e nuovo polo per start up e innovazione. Un luogo un tempo sfinito, oggi segno di sostenibilità e… speranza.

 

eAmbiente è una società di ingegneria e consulenza ambientale fondata da Gabriella Chiellino, ormai quasi 20 anni fa, al Parco Scientifico e Tecnologico Vega di Venezia e attiva oggi in Italia e in Europa. Tra i suoi obiettivi principali c’è la volontà di ridurre e gestire l’impatto ambientale: per raggiungerlo affianca enti, imprese e territorio per trovare soluzioni tecniche e gestionali sostenibili sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Si occupa di valutazione e riqualificazione ambientale, di sistemi di gestione, di bonifiche, monitoraggi e modellistica, di gestione delle risorse energetiche, di certificazioni, economia circolare e governance d’impresa.
Per eAmbiente Group la sfida è trovare sempre la soluzione più adatta per minimizzare gli impatti e massimizzare il risparmio: con il suo team – giovane, dinamico, professionale e in continuo aggiornamento – individua risposte e modelli finanziari che permettono ai propri clienti di realizzare progetti di efficientamento energetico ed aziendale.



Green Lido: per un turismo sostenibile e responsabile

Rilanciare una delle mete balneari più ambite, almeno fino al secolo scorso. Mettere a sistema le offerte green del settore per sviluppare un turismo locale responsabile e di qualità. Ma anche promuovere il patrimonio del territorio, evidenziarne le eccellenze e diffondere una sensibilità green. Sono tanti gli obiettivi del progetto Green Lido che il Consorzio Venezia e il Suo Lido sta realizzando grazie alla collaborazione con eAmbiente Group, suo partner operativo.
Un progetto partito ormai più di un anno e mezzo fa con la firma della “Carta del Green Lido”, un protocollo per l’attribuzione del marchio ambientale – sottoscritto il 26 gennaio 2018 dal Ministero dell’Ambiente, dal Comune di Venezia, da Confindustria Venezia-Rovigo e dal Consorzio stesso – che impegna tutte le aziende aderenti a intraprendere, su base volontaria, un percorso virtuoso di sviluppo economico e sociale. Un marchio che certifica l’ecosostenibilità delle strutture ricettive e turistiche e che applica target misurabili di riduzione degli impatti.
Tanti i fronti su cui stanno lavorando Consorzio ed eAmbiente: la gestione dei rifiuti (riduzione, riciclo e riutilizzo), la produzione energetica da fonti rinnovabili, la riqualificazione energetica delle strutture ricettive, la mobilità green (mezzi elettrici, bike sharing e cicloturismo), le attività sportive all’aria aperta e la ristorazione a chilometro zero.
Un progetto che procede spedito: a maggio 2019 il 35% degli aderenti era già operativo. Facendo propri i goals dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, il progetto Green Lido, partito dal proprio patrimonio territoriale, ha saputo far sistema e sviluppare un piano d’azione per coinvolgere tutti: cittadini, imprese, associazioni e turisti. Solo così si garantisce uno sviluppo locale – economico e turistico – sostenibile e responsabile.

Progetto Green Lido
Progetto Mondiali di Sci Cortina 2021
Il contatore ambientale