La sostenibilità dell’intelligenza artificiale

È ormai evidente come l’intelligenza artificiale sia un valido supporto nell’affrontare e auspicabilmente risolvere molti dei problemi ambientali e sociali legati alla sostenibilità. Meno evidente è come affrontare la sfida, anche culturale, che l’adozione e l’uso dell’intelligenza artificiale pone sul piano ambientale, in termini del consumo di risorse necessarie per alimentare la stessa A.I.; sul piano sociale, nella misura in cui molte mansioni dovranno essere ridisegnate, ridefinite, rimpiazzate; sul piano economico, considerando le asimmetrie che l’uso più o meno intenso della A.I. può generare tra le imprese.

Comunità energetiche e policentrismo democratico

Con l’introduzione del nuovo quadro normativo relativo alla gestione delle comunità energetiche diventano più evidenti le criticità e le opportunità esistenti. Si amplia la platea degli attori interessati: oltre che i privati, anche le imprese, la PA, gli Enti del Terzo Settore.
L’Unione Europea sottolinea da tempo che nel percorso verso la decarbonizzazione occorrono più cooperazione interdisciplinare e più inclusione sociale. Le comunità energetiche rinnovabili rappresentano un’occasione di protagonismo per i diversi attori sociali.

Riduzione delle emissioni verso la neutralità carbonica

Per ottimizzare il calcolo e lo scambio delle informazioni sulle emissioni di CO2 di Scope 3 sono state create soluzioni che aiutano a gestire la sostenibilità climatica lungo l’intera filiera produttiva: software e interfacce semplificate che consentono di avere dati affidabili in grado di rispondere, e a volte anticipare, le evoluzioni normative garantendo una contabilità delle emissioni in ottica responsabile e trasparente.

 

Conservazione, protezione, ripristino: invertire la rotta si può

Non solo conservazione e protezione ma anche ripristino: l’approvazione in Europa della “Nature restoration law” prevede entro il 2030 il ripristino di almeno il 20% di aree terrestri e marine e di tutti gli ecosistemi degradati al 2050. L’obiettivo è assicurare alle generazioni future un patrimonio naturalistico e di biodiversità in buone condizioni. In questo percorso quale ruolo possono avere istituzioni, associazioni, imprese?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Noemi Canevarolo, Fondazione Cariplo
Alessandro Leonardi, Etifor

Un turismo più sostenibile è possibile?

Negli ultimi anni il turismo è un settore che continua a crescere: un’opportunità di sviluppo ma anche un rischio per ambiente e comunità locali. Anche per questo è necessaria una nuova consapevolezza sulla necessità di adottare un modello più sostenibile in grado di rispondere alle esigenze del sistema turistico ma anche di rispettare il territorio, preservare l’identità delle comunità, diventare motore di cambiamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Video intervento Andrea Zanzini, VORREI Impresa Sociale 

Da rifiuti a risorse: i passi avanti dell’economia circolare

Grazie a tecnologie sempre più efficienti il rifiuto sta diventando sempre più un valore. In particolare, quando i prodotti vengono progettati non solo per richiedere meno materiali ed energia ma per essere riciclati in maniera soddisfacente. La gestione intelligente dei rifiuti grazie alla creazione di piattaforme che trasformano gli scarti in materie prime secondarie offre molte opportunità per un business anche economicamente sostenibile.

Innovare in nome della gentilezza

In uno scenario complesso dove sono presenti molte tensioni la gentilezza può diventare una scelta strategica che governa in modo nuovo la relazione tra persone e organizzazioni. Una scelta che richiede un cambiamento nelle azioni, nei comportamenti, nella comunicazione: un approccio gentile migliora anche la capacità di ascolto e crea un rapporto più equilibrato tra i diversi attori sociali.

Combattere lo spreco alimentare, un dovere per tutti

Come modificare gli stili di vita e di consumo per ridurre lo spreco alimentare? Ogni anno in Europa vengono buttate in discarica tonnellate di prodotti e oltre la metà di questo spreco avviene nelle famiglie anche se una parte importante è legata alle fasi di produzione e trasformazione. Per migliorare la situazione è necessaria la collaborazione di tutti gli attori sociali: dalle attività di formazione nelle scuole all’impegno delle imprese, delle insegne della GDO, dei cittadini.

Responsabilità sociale dei musei al tempo dell’Antropocene

Qual è la responsabilità sociale degli enti museali rispetto alla crisi eco-sociale in corso? Queste organizzazioni possono avere un ruolo importante nell’affrontare le sfide della contemporaneità, evolvendo un nuovo rapporto con le necessità informative, formative, partecipative e di svago partendo dall’assunto che le urgenze, reali o percepite, influiscono sulla gestione del tempo delle persone e sulle modalità di frequentazione dei musei nell’Antropocene.