Misurare l’impatto della gestione di beni pubblici

L’incontro partirà dall’esperienza sviluppata dal Comune di Napoli e da Fondazione IFEL sulla valorizzazione del patrimonio pubblico attraverso la monetizzazione dell’impatto sociale, assumendola come caso concreto per discutere come integrare la valutazione nella programmazione e nell’attuazione degli investimenti. Per misurare l’impatto sociale non è sufficiente quantificare a posteriori i risultati, ma è necessario esplicitare il valore pubblico atteso, rendere verificabili gli obiettivi e costruire strumenti che aiutino le amministrazioni a orientare il rapporto con investitori, operatori privati, terzo settore e cittadini.

L’innovazione che muove lo sviluppo. Il modello UNDP tra ricerca, capitale e impresa

In un contesto globale complesso, la cooperazione allo sviluppo richiede modelli finanziari e operativi sempre più integrati. Come agenzia delle Nazioni Unite per lo sviluppo, UNDP si propone al settore privato e finanziario non come un interlocutore da finanziare, ma come una piattaforma globale multilaterale in grado di abbinare terzietà, presenza sul campo e rigore metodologico. Il confronto mira a capovolgere la narrativa tradizionale: non “cosa il Sistema Italia può dare alle Nazioni Unite”, ma “come la piattaforma UNDP unisce ricerca, capitale filantropico/promozionale e impresa per mitigare il rischio e scalare l’innovazione nei Paesi partner”. Attraverso la lente di ricerca, finanza e industria, il panel illustrerà come il settore privato possa sfruttare la rete e il patrimonio di credibilità delle Nazioni Unite per creare valore condiviso, accedere a nuovi mercati ad alto impatto e superare la logica della filantropia difensiva

Premio Aretè 2026 alla Comunicazione responsabile

L’incontro è l’occasione per approfondire il tema centrale “AI Responsabile?”, con una riflessione sui rischi e le opportunità dell’intelligenza artificiale per l’informazione e la salute mentale delle nuove generazioni. L’apertura vede la presenza di un rappresentante della Presidenza della Repubblica per la campagna “I Volti della Repubblica”, poi i Maestri della Responsabilità 2026 (Amalia Ercoli Finzi per l’aereospazio italiano e Francesca Lavazza per l’arte inclusiva), oltre ai consueti Premi Areté della Giuria della Stampa nelle categorie Comunicazione d’Impresa, Pubblica, Finanziaria, Sociale, Interna e Media.

Dalla CSR al welfare di comunità: quando l’impresa costruisce infrastrutture sociali

In collaborazione con Gruppo FS

Quale contributo strutturale possono offrire le grandi imprese alla costruzione del welfare di comunità? E, soprattutto, sono pronte a investire in modelli di sostenibilità sociale che non producono un ritorno o effetti nell’immediato?

Il settore privato non può sostituirsi alle istituzioni, ma può mettere a disposizione asset, competenze, reti relazionali e capacità organizzative per generare modelli di collaborazione stabili. La rete degli Help Center di stazione rappresenta un esempio concreto di questo approccio: uno spazio ferroviario diventa un’infrastruttura sociale per l’accesso ai servizi, l’orientamento e il reinserimento delle persone in condizioni di vulnerabilità. Partendo da questo esempio di collaborazione tra impresa, enti locali e Terzo Settore, si aprirà una riflessione su come costruire alleanze capaci di andare oltre la logica dell’intervento episodico in cui le aziende diventano attori del welfare territoriale.

Ispirare, educare, ingaggiare: imprese e mondo della scuola

Cresce la collaborazione tra imprese e istituzioni scolastiche: dagli interventi educativi per sensibilizzare e ispirare le nuove generazioni ai programmi di formazione per rispondere alle richieste del mondo del lavoro. Un contributo all’offerta educativa che genera valore anche per la comunità.

Non più solo dare: la filantropia ed il volontariato che progettano il futuro

In una fase di evoluzione antropologica dei concetti di solidarietà e dono in Italia, la vivacità della comunità filantropica italiana, caratterizzata da un forte dinamismo di tutte le filiere – fondazioni di famiglie, di impresa, di comunità e di origine bancaria – accende il dibattito sulla variabilità dei modelli filantropici ed il fiorire di approcci innovativi. Al contempo, si registra una evoluzione significativa anche nel mondo del volontariato, in tutte le sue principali componenti: giovanile, delle competenze professionali ed aziendali collegate alle imprese, e la componente caratterizzata dagli approcci che più affondano le radici nella tradizione.
In entrambi i casi, la contaminazione con il mondo del mercato e delle imprese è sempre più pervasiva e sincretica. Un incontro per capire a che punto siamo, e quale il ruolo di Assifero e CSVnet nell’economia sociale del futuro. Per l’occasione sarà presentato il numero di ottobre di VITA Magazine dedicato alla filantropia.

Promuovere la pace: il ruolo delle imprese

Come le attività imprenditoriali possono contribuire attivamente alla promozione della pace? Alcune aziende sono considerate “imprese di pace” perché integrano questi valori nelle loro strategie, diventando strumenti per costruire armonia e sostenibilità. La pace è la cornice invisibile ma indispensabile della sostenibilità: senza di essa, anche i progetti più ambiziosi rischiano di fallire. La pace non è solo un obiettivo astratto, ma la strada per uno sviluppo sostenibile, giusto e duraturo. La pace non è assenza di conflitto, ma presenza di giustizia: una pace fondata sul rispetto reciproco, sull’equità sociale e sulla cura dell’ambiente.

Fondazioni d’impresa, narrazione e relazioni che generano fiducia

Andare oltre non significa solo fare di più, ma anche raccontarsi meglio e creare relazioni di valore. In un tempo di permacrisi, profit ed Enti del Terzo settore dispongono davvero degli stessi strumenti per restare rilevanti? Le Fondazioni d’impresa, ponte naturale tra logiche corporate e bisogni sociali, condividono con le aziende la scelta di usare narrazione e relazioni come leve strategiche. L’incontro esplora come heritage, leadership diffusa, multigenerazionalità e innovazione diventino infrastrutture di fiducia, capaci di andare oltre la semplice visibilità delle iniziative e di generare un impatto realmente condiviso.

La valutazione dell’impatto sociale nelle realtà museali

Presentazione di una ricerca promossa da Intesa Sanpaolo per rendere visibile e misurabile il valore che i musei generano al di là della loro funzione culturale. Gli enti museali sono intesi come attori sociali, culturali ed economici capaci di contribuire allo sviluppo dei territori e al benessere delle comunità, favorendo apprendimento, inclusione sociale, partecipazione, coesione territoriale e sviluppo economico locale.