CNS – Consorzio Nazionale Servizi

CNS – Consorzio Nazionale Servizi

I territori della sostenibilità

Le nostre radici cooperative sono quelle da cui traiamo la forza, l’Emilia Romagna il territorio in cui nasciamo e sviluppiamo perseguendo l’integrazione del “pensiero strategico” con obiettivi di sostenibilità, per una crescita sostenibile che genera e restituisce valori. Miriamo al coinvolgimento attivo di tutti coloro che possono e devono contribuire alla sostenibilità dello sviluppo economico e sociale, siano essi soggetti pubblici o privati, orientanti o non orientati al profitto, con funzioni di stimolo, controllo e intervento. Di questa assunzione di responsabilità il Consorzio Nazionale Servizi si è reso interprete, sia come soggetto operante sul mercato sia in relazione al ruolo mutualistico dei suoi soci.

 

CNS è un Consorzio di imprese cooperative che opera nel mercato dei servizi rivolti a grandi complessi immobiliari pubblici e privati, aree urbane e collettività. Grazie alla compagine di imprese socie, dislocate su tutto il territorio nazionale e portatrici di esperienze e competenze diversificate, è in grado di erogare servizi di Facility Management, Ecologia, Energia e Manutenzioni, Pulizie, Ristorazione, Logistica, Servizi Museali anche secondo la formula contrattuale del Global Service.





 

ICARO, verso una nuova imprenditorialità cooperativa. Ricerca, Formazione, Innovazione con gli studenti dell’Università di Bologna

Il Progetto ICARO, ideato e promosso da Fondazione Golinelli in collaborazione con Università di Bologna e AlmaVicoo propone un percorso formativo d’eccellenza per avvicinare gli studenti universitari alla cultura d’impresa. Una vera e propria palestra di imprenditorialità che ha coinvolto 30 studenti universitari, dal 2° al 6° anno, che hanno attivamente lavorato insieme a importanti aziende del territorio, guidati attraverso un percorso formativo completamente gratuito, basato sulla metodologia del Design Thinking e su un approccio multidisciplinare, con lo scopo di dare risposte innovative a temi e sfide proposte dalle aziende coinvolte. L’edizione 2018 del Progetto ICARO ha visto il coinvolgimento diretto del movimento cooperativo bolognese attraverso una call che nel caso del CNS ha riguardato un tema che ha un’importante valenza sociale: l’Italia è il primo paese in Europa per percentuale di popolazione anziana. Gli studenti sono stati impegnati nell’offrire spunti di riflessione nuovi e punti di vista diversi focalizzandosi su soluzioni alternative a quelle esistenti, darne sviluppo e vigore seguendo i principi che CNS promuove: la centralità dei bisogni dell’individuo e la dignità del singolo. Le attività sono state supportate da docenti universitari e imprenditori nel ruolo di mentori, tante sono state le visite alle cooperative sociali coinvolte nell’approfondimento delle tematiche funzionali allo sviluppo del progetto finale degli studenti.

ICARO: i giovani progettano gli spazi del futuro
Innovazione, ricerca ed imprenditorialità
La CSR in CNS

 

RadiciGroup

RadiciGroup

I territori della sostenibilità

RadiciGroup interpreta come uno dei propri territori della sostenibilità la rendicontazione e, in particolare, il Bilancio di Sostenibilità, territorio nel quale la sostenibilità si racconta da un lato, cresce, si sviluppa e conquista nuovi spazi dall’altro. Per RadiciGroup il modello di rendicontazione non è solo linea guida per il racconto di un progetto, ma si fa modello di ispirazione per nuove strategie, idee e soluzioni.

 

Con 3.100 dipendenti, un fatturato di 1.209 milioni di euro nel 2018 e un network di 30 unità produttive e sedi commerciali, RadiciGroup è leader mondiale nella produzione di una vasta gamma di intermedi chimici, polimeri di poliammide, tecnopolimeri, fibre sintetiche e non tessuti. Grazie a una conoscenza del processo produttivo, dalla polimerizzazione alla filatura, alla realizzazione di compound a valle, e grazie alla padronanza di tecnologie all’avanguardia, RadiciGroup è in grado di proporre sempre soluzioni ad alto valore aggiunto.





 

Materialità e Sostenibilità

Nel 2018, dopo circa 15 anni di rendicontazione in ottica di sostenibilità, RadiciGroup ha intrapreso una estesa analisi del proprio contesto, gestita in collaborazione tra i sistemi di gestione ed il team di sostenibilità, che ha portato le aziende a vagliare in maniera approfondita tutti i fattori, esterni ed interni, che possono influenzarne strategia ed operatività o sui quali le aziende stesse possono avere influenza. L’approccio risk-based applicato all’analisi ha fatto emergere l’importanza strategica di ciascun fattore in riferimento all’azienda stessa e agli stakeholder, la cui mappatura è stata aggiornata. Successivamente, ad un selezionato numero di stakeholder, è stato sottoposto il questionario di materialità, frutto dell’analisi del contesto, utilizzato anche dal team di sostenibilità di RadiciGroup per la propria valutazione interna. Dall’unione dei risultati dell’analisi interna e dell’analisi esterna multi-stakeholder è emersa la nuova matrice di materialità di RadiciGroup, alla base del Bilancio di Sostenibilità 2018. Questo processo ha enfatizzato la sinergia tra diverse funzioni aziendali e ha condotto ad una maggiore chiarezza di obiettivi, ad una maggiore trasversalità dell’approccio e ad un coinvolgimento reale di alcune categorie di Stakeholder.

Bilanci di Sostenibilità di RadiciGroup
Video del Presidente di RadiciGroup sul tema della sostenibilità

 

 

Refe

Refe

I territori della sostenibilità

La Polis. Pubblico, privato, non profit, associazioni di rappresentanza. Il territorio dove Refe lavora con progetti, formazione, ricerca e impegno civico è la comunità nella quale vivono e operano istituzioni, imprese, cittadini in forma singola e associata. 

 

Aumentare la fiducia degli stakeholder e l’efficacia delle organizzazioni – pubbliche, private e non profit – è la missione di Refe. Tra i primi in Italia su responsabilità sociale e accountability, ci occupiamo di sostenibilità, trasparenza e partecipazione. Attenti all’innovazione, sviluppiamo progetti che aprono spazi di democrazia e coinvolgimento, favorendo azioni di sistema tra i soggetti della polis, in una logica di corresponsabilità, per il raggiungimento degli SDGs e del bene comune.

Sostenibili, digitali, aperti. Innovazione come leva per far crescere la cultura della responsabilità

Le nuove tecnologie consentono di rendere smart la comunicazione della sostenibilità e di aumentare il coinvolgimento di cittadini e stakeholder, nei percorsi di trasparenza e partecipazione intrapresi da soggetti pubblici, privati e non profit. Questa la sfida di Refe per rendere più efficaci e inclusivi percorsi e strumenti di accountability e community engagement nell’era della trasformazione digitale. OpenReportTM – il portale ideato da Refe che comunica in modo innovativo, dinamico e interattivo le performance sociali, ambientali ed economiche – risponde a queste esigenze, rendendo meno burocratiche e più fruibili e appealing le operazioni di trasparenza e accountability. Consente, inoltre, il passaggio da una logica ex post a cadenza annuale a una logica di aggiornamento in itinere capace di produrre un aumento esponenziale della significatività dei dati e delle informazioni pubblicate. Questo offre opportunità – impensabili fino a pochi anni fa – di aprire nuovi spazi di dialogo dove non solo l’azienda comunica le proprie strategie e azioni tese alla CSR e alla sostenibilità, ma gli stakeholder possono divenire parte attiva nella valutazione degli effetti e nella definizione delle strategie per il futuro. OpenReportTM, infine, è la nuova frontiera che consente a tutti gli attori della polis di sviluppare azioni di sistema – in linea con l’Obiettivo 17 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite – per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e di bene comune. Nell’evento “Sostenibili, digitali, aperti. Trasformazione digitale e sostenibilità: come coinvolgere cittadini e stakeholder” durante la Milano Digital Week, protagonisti e osservatori si sono confrontati sulle modalità più efficaci di utilizzo delle nuove tecnologie digitali come leva per favorire la transizione verso forme più avanzate di informazione, condivisione e coinvolgimento di tutti i soggetti della polis nelle scelte, pubbliche e private.

Sostenibili, digitali, aperti. Belvedere, Palazzo Lombardia
OpenReportTM LGH – Gruppo a2a
Video racconto di Pubblica!
OpenReportTM sul Sole24Ore

 

FS Italiane

FS Italiane

I territori della sostenibilità

FS Italiane lavora per rendere in Italia la mobilità collettiva e condivisa sempre più integrata e sostenibile. Il Piano industriale 2019-2023 prevede 90mln di passeggeri in più all’anno sui treni. Presenza che consentirà di ridurre le emissioni di CO2 (-600 mln di kg) in seguito alla diminuzione di auto private sulla strada (-400mila). Nel settore merci e logistica, il servizio Fast del Polo Mercitalia permetterà di ridurre fino all’80% le emissioni di CO2 rispetto al trasporto su gomma.

 

FS Italiane è il principale player del trasporto in Italia. Il Piano industriale 2019-2023 prevede 58 mld di investimenti per contribuire al rafforzamento del Paese sostenendo lo sviluppo e il rinnovo dei settori trasporto, infrastruttura, logistica e turismo. Il Gruppo ha circa 83mila dipendenti che gestiscono, in Italia e nei Paesi europei in cui è presente, oltre 10mila treni e circa 200 mln bus/chilometro ogni giorno.





Più qualità della vita, più sostenibilità per il paese

FS Italiane lavora per rendere la mobilità collettiva in Italia sempre più integrata e sostenibile. L’introduzione e lo sviluppo dell’alta velocità ferroviaria, di cui quest’anno ricorrono i 10 anni di attività, ha già contribuito a ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Il Piano industriale 2019-2023 prevede, a fronte di una crescita di 90 milioni di passeggeri in più all’anno sui treni, meno 600 milioni di chilogrammi di CO2 e meno 400mila auto sulle strade. Inoltre, il Frecciarossa 1000 è il primo treno alta velocità ad aver ottenuto la certificazione di impatto ambientale ed è costruito con materiali la cui percentuale di riciclabilità è vicina al 100%. Sul fronte del trasporto regionale, i nuovi treni Rock e Pop sono riciclabili fino al 97%, con una riduzione del 30% dei consumi energetici rispetto ai convogli precedenti. FS Italiane è impegnata nello sviluppo green anche dal punto di vista finanziario. Il Gruppo, infatti, è stato il primo operatore ferroviario mondiale a sottoscrivere green bond per l’acquisto dei nuovi treni sia regionali Rock e Pop sia per l’alta velocità. Dal punto di vista della sostenibilità sociale, FS Italiane lavora per rendere le stazioni hub della mobilità integrata in grado di rispondere sempre di più alle esigenze quotidiane delle persone. Veri e propri spazi di condivisione per favorire la promozione del territorio, contribuire allo sviluppo di progetti per la tutela dell’ambiente, valorizzare le opportunità turistiche e diffondere le buone pratiche sulla mobilità sostenibile Per favorire la mobilità e la fruizione dei servizi, il Gruppo è anche impegnato nella progressiva eliminazione delle barriere architettoniche e nell’offerta di servizi di assistenza alle persone a ridotta mobilità.

Piano industriale 2019-2023
Sostenibilità
Rapporto di sostenibilità

Rete del Dono

Rete del Dono

I territori della sostenibilità

Rete del Dono opera per promuovere la cultura del dono e della cittadinanza attiva, avvicinando aziende e individui a vivere la solidarietà e la tutela dei beni comuni in modo attivo e diretto. Sempre più aziende abbracciano la strada della CSR. Il nostro ruolo è quello di proporre programmi di coinvolgimento dipendenti che stimolino la loro attiva partecipazione, diventando parte attiva in progetti virtuosi di valorizzazione dei beni comuni e di sostegno alle fasce più deboli della società.

 

Rete del dono è una piattaforma di crowdfunding e personal fundraising che raccoglie donazioni a favore di progetti d’utilità sociale ideati e gestiti da organizzazioni non profit. La piattaforma offre alle organizzazioni di fare crowdfunding e a individui e aziende di donare o raccogliere fondi per una causa solidale. Rete del Dono ha raccolto oltre 8 mln di fondi e sostenuto più di 2.000 progetti. Le aziende solidali hanno contribuito per circa il 30% della raccolta fondi totale.




 

Cultura & solidarietà: il crowdfunding a sostegno dei beni comuni

L’incontro di Rete del Dono con il mondo della cultura nasce per caso e in modo assolutamente spontaneo. Dalla prima esperienza con il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, per l’allestimento dello Spazio Luna ove ospitare il frammento lunare della missione Apollo 17, tante organizzazioni si sono avvicinate a noi sperimentando il crowdfunding. I tagli dei finanziamenti al mondo della cultura italiana hanno sicuramente influito. Da allora la non più scontata presenza del sostegno pubblico ha portato inevitabilmente a un totale cambiamento di paradigma a cui organizzazioni ed enti culturali italiani non erano preparati. Ma si sa, spesso la crisi è anche un’opportunità. Osservando da vicino le esperienze nate su Rete del Dono, abbiamo imparato che, per molte istituzioni e organizzazioni culturali, il crowdfunding è un modo per avvicinarsi al fundraising in una forma strutturata e sistematica. La grande peculiarità del crowdfunding è infatti l’elemento progettuale. Se ho un progetto con un determinato fabbisogno economico, posso decidere di intraprendere una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi per la sua realizzazione. In questi anni abbiamo assistito a una graduale e progressiva evoluzione del crowdfunding che è arrivato a coinvolgere anche aziende ed istituzioni in qualità di co-finanziatori del progetto. Questo approccio si inserisce in uno scenario più ampio e articolato che sconfina nella collaborazione e coprogettazione per far vivere e crescere i beni comuni. È una filosofia estremamente sinergica con il tema della cittadinanza attiva e della valorizzazione del nostro territorio. Anche le aziende possono diventare degli importanti player. Il premio Rete del Dono per la Cultura si inserisce in questa logica. È un’iniziativa riservata a tutte le organizzazioni non profit che desiderano attivare una campagna di crowdfunding per finanziare un progetto di valorizzazione o tutela in ambito artistico, creativo e culturale. Grazie al coinvolgimento di UBI Banca si vuole contribuire a fare capacity building – formando le organizzazioni non profit – e dare un sostegno concreto per la realizzazione di un progetto in ambito artistico e culturale. L’iniziativa premia le 3 organizzazioni candidate che hanno raccolto più fondi (min. 6.000€) con un premio in donazione di 3.000 € a progetto.

Premio Rete del Dono per la cultura
Digital Fundraising Award
Le aziende protagoniste su Rete del Dono
Il blog di Rete del Dono

 

Enka Italia

Enka Italia

I territori della sostenibilità

With the growing global demand for textiles, it will be key for our industry to minimize its environmental impact in the future. Wood-based products from a sustainable supply chain will be an indispensable part of this solution. 

 

ENKA is a European manufacturer of viscose filament yarn for the fashion industry, a 100% wood-based product, which is fully bio-degradable and which is gained from sustainable and FSC® certified forestation in Scandinavia. ENKA is FSC® certified and audited by CanopyStyle (Forests into Fashion). ENKA’s products are certified according to Standard 100 by OEKO-TEX® Class I & Appendix 6 (Z1.0.0541), listed as a “responsible fiber” according to the Fairtrade Textile Standard and carry a “Gold” Material Health Certificate from the Cradle to Cradle Products Innovation Institute.

How to create a sustainable supply chain for wood-based products for the fashion industry

Modern supply chains have to be thought through and assessed from a holistic point of view. In this sense, it is vital to organize supply chains from the very beginning up to the final consumer product with a lot of care and consistency. For fashion products and garments this means: Where does the supply chain start? Where does the raw material originate? How is the environmental impact of the different production steps? Are all the related processes organized in a sustainable and responsible way, i.e. how about our environmental and social responsibilities? Is it possible for the final consumer to buy our products with a clear conscience? In these days, the complex textile supply chain is confronted with a lot of criticism: poor working standards in developing countries and emerging markets, negligence of environmental standards, high consumption rates of raw materials, energy, water and land… So, the industry has to take a stand and proactively offer more sustainable solutions. Starting with our own FSC certification in 2016, ENKA was able to establish over the past 3 years a sustainable cellulosic supply chain and to roll out this story further down to the fashion industry. Key elements of this project are: certified sustainable forestry, responsible and certified industrial chemical processes within our European environment and legislation as well as certified textile manufacturers, all of them being organized in a transparent and environmentally-conscious supply chain, which is ready to deal with the fashion industry’s requests for sustainable solutions. In this context, external auditing bodies and NGOs play an important role in providing the necessary transparency to all parties involved.

ENKA’s Wood Pulp Procurement Policy

ENKA’s CanopyStyle Audit

Canopy – The Hot Botton Report – 2018 Ranking of Viscose Producer Performance

Canopy – Hot Button Report ENKA

Cradle to Cradle Products Innovation Institute – ENKA

 

 

 

PeopleCare

PeopleCare

I territori della sostenibilità

Il desiderio di portare il benessere reale di lavoratrici e lavoratori all’interno dell’azienda, per spostare l’attenzione dal sistema ai singoli. Un modello di welfare innovativo ed etico, fatto non tanto di benefit tangibili quanto di servizi in grado di aiutare donne e uomini a sostenere il carico psicologico che ogni giorno ci si trova a gestire, tra vita personale e vita professionale che non sempre sono in sereno equilibrio. Il progetto nasce con la collaborazione di due partner del settore: la Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia, che da 20 anni supporta le famiglie di bambini malati, ed Esa, Educazione alla salute attiva, associazione che si occupa di diagnosi precoce del tumore al seno.

 

PeopleCare nasce dalla volontà di alcune donne professioniste della Psicologia Clinica, del Diritto del Lavoro e del mondo HR che decidono di unire le proprie forze e competenze nel delicato equilibrio che ogni persona si trova ad affrontare nelle varie fasi di vita. Il progetto è rivolto a tutte le imprese piccole, medie, grandi, associazioni di categoria e dedicato alle donne e uomini che vi lavorano e che hanno poco tempo per informarsi o confrontarsi con un esperto.



 

Welfare delle donne e del benessere

PeopleCare è una suite di progetti Welfare assolutamente unici nel loro genere, dedicati alle aziende per dare sostegno ed aiuto alle lavoratrici e lavoratori che le popolano. Il progetto è rivolto a tutte le imprese piccole, medie, grandi, associazioni di categoria e dedicato alle donne e uomini che vi lavorano e che hanno poco tempo per informarsi o confrontarsi con un esperto. La proposta è strutturata nei percorsi Donna, Mamma, Carriera, Benessere e Sportello di ascolto psicologico, progettato per fornire un sostegno alla persona che sta affrontando un disagio personale lavorativo o extralavorativo.

Tam Tam

Tam Tam

I territori della sostenibilità

Nei territori della sostenibilità di TAM-TAM operano artisti e designer che conducono corsi gratuiti per studenti. Ma ci sono anche progettisti che prestano la loro opera gratuitamente per iniziative a favore di ONP che hanno bisogno di aiuto.

 

TamTam_logoTAM-TAM, Associazione Culturale di promozione sociale senza fini di lucro, è una scuola di arti visive gratuita. L’attività si sviluppa attraverso workshop orientati al social design e alla coesione sociale, nati dal desiderio dei vari progettisti, che regalano tempo e idee, di percorrere nuove strade e di lasciarsi ispirare dagli “allievi” che gratuitamente li frequentano. TAM-TAM nasce nel 2012 da un’idea di A. Guerriero, A. Mendini, R. Dalisi e G.D. Ghidelli.


Tam-Tam: Architetture in scatola

Quest’anno CAF Onlus, Associazione che accoglie nelle proprie strutture bambini e adolescenti allontanati dalla famiglia d’origine perché vittime di abusi e gravi maltrattamenti (www.caf-onlus.org), compie 40 anni. Per festeggiare questa ricorrenza abbiamo pensato a un progetto di fund raising che coinvolge artisti, progettisti, un’altra associazione, altre strutture e una serie di donor. Prendendo spunto dalla “Scatola di Architettura” di Bruno Munari (www.youtube.com/watch?v=_e3HPEzFS8M), Tam-Tam ha coinvolto una serie di progettisti e di artisti, proponendo loro di realizzare una micro-architettura molto particolare. Ciascuna di queste opere sarà forse un gioiello ingrandito, forse un piccolissimo monumento in massello, forse una geometria tridimensionale. Forse saranno tutte coperte di pitture policrome; qualcuno sarà decorata dal singolo progettista: la libertà progettuale è assoluta. Ci sono però alcune caratteristiche che dovranno accumunarle: tutte queste “architetture” dovranno esprimere miraggi, sogni, energie, ma anche paure, perdite di tempo e memorie mancate. Insieme potranno sembrare pensieri raggelati, ritmici, ossessivi e ripetitivi. E questo perché tutte, in sintesi, dovranno riflettere il disagio ma anche la bellezza, vale a dire le due caratteristiche che identificano ciò che accade in CAF Onlus e il suo lavoro. L’altro vincolo è dettato dalla forma: ciascuna di queste architetture dovrà essere composta da 4 a 16 pezzi i quali, assemblati, daranno vita alle architetture finite. Questi pezzi potranno avere la venatura di legno a vista oppure essere policromi, o essere decorati direttamente dall’artista. Una volta finiti, i pezzi saranno contenuti in una scatola di legno che dovrà misurare cm 40x40x4. La realizzazione fisica dei vari componenti sarà affidata ai laboratori della Fondazione Sacra Famiglia (www.sacrafamiglia.org), dove gli ospiti di questa struttura taglieranno e coloreranno i vari pezzi. Il 12 dicembre, all’interno degli spazi del Palazzo della Borsa di Milano, ci sarà una mostra finale, che sarà conclusa dalla vendita all’asta di queste opere. Il ricavato contribuirà a festeggiare il Quarantesimo anniversario dell’Associazione CAF-Onlus.

“Tam Tam: Buoni come il pane” iniziativa di Tam-Tam per l’Associazione “Pane Quotidiano”
“Tam-Tam: Specie Protette” iniziativa di Tam-Tam per l’Associazione “Pane Quotidiano”
“Tam-tam: Normali meraviglie, I Neg-Ozi”, iniziativa di Tam-Tam a favore dei “Laboratori di Sacra Famiglia”
“Tam-Tam: Parole, Punto e virgola”, iniziativa di Tam-Tam a favore di “Itaca”

MIDO

MIDO

I territori della sostenibilità

Il territorio della sostenibilità di MIDO è uno spazio importante che valica i confini della manifestazione fieristica e ha l’ambizione di raggiungere tutti i suoi espositori nel mondo per contribuire a disegnare un futuro migliore. Un’ambizione e un impegno che MIDO assume per gli anni a venire.

 

MIDO è la fiera leader al mondo del settore dell’ottica-occhialeria, con oltre 1300 espositori, una superficie espositiva di circa 50mila metri quadrati netti e 60.000 visitatori. MIDO, che si svolge a Milano dal 1971, è il punto privilegiato d’incontro per concludere affari, creare contatti di business e divulgare trend di mercato con la presentazione delle collezioni in anteprima a operatori e stampa internazionale. La 50esima edizione di MIDO è in calendario dal 29 febbraio al 2 marzo 2020.





Un percorso verso la sostenibilità

MIDO inizia oggi il suo percorso verso la sostenibilità: prima tappa, l’edizione 2020 della manifestazione. Un percorso importante con l’obiettivo di coinvolgere anche l’intero universo di riferimento, dall’associazione agli espositori ai visitatori, attraverso un ampio progetto di sensibilizzazione, informazione e formazione.

 

Maire Tecnimont

Maire Tecnimont

I territori della sostenibilità

Per Maire Tecnimont il primo territorio della sostenibilità è lo sviluppo locale. Come gruppo internazionale di ingegneria industriale abbiamo un coinvolgimento diretto nelle aree in cui operiamo e con le comunità locali. Non vogliamo solo essere leader di settore ma anche partner per lo sviluppo.

 

Maire Tecnimont è un gruppo industriale multinazionale leader in ambito internazionale nell’ingegneria impiantistica, principalmente nel settore degli idrocarburi (petrolchimico, fertilizzanti, oil & gas refining). Il nostro contributo è fondamentale alla trasformazione delle risorse naturali in prodotti innovativi. Lavoriamo per prepararci gradualmente a un nuovo paradigma di crescita fatto di energie rinnovabili e green chemistry.



Un ponte sul Wadi Hala’el Bani Ghaith

Il nostro Gruppo opera in una grande varietà di territori, dalle caratteristiche geografiche e socio-economiche sempre diverse. Restituire opportunità di occupazione locale, rafforzare la supply chain, creare occasioni di formazione e trasferimento di know-how e tecnologie ponendo al primo piano le esigenze delle comunità locali, rispondendo al tempo stesso a bisogni specifici di contesto sono aspetti fondamentali per garantire una buona riuscita del nostro lavoro e generare impatti locali positivi. Tutto ciò è possibile solo grazie alla stretta collaborazione e interazione con i principali attori dei territori in cui ci inseriamo e alla professionalità e passione che guida il nostro lavoro. In Oman, il buon rapporto commerciale con il cliente ORPIC ha prodotto dei risultati non solo in termini di performance del progetto ma anche nella creazione di ricadute positive per i territori e le comunità locali. Dopo il recupero della spiaggia di Carawan nel 2017 e la riqualificazione di un tratto di costa che ha consentito ai residenti di riappropriarsi del Carawan Sea Shore, ad aprile 2018 il nostro Gruppo ha deciso di soddisfare le esigenze della comunità costruendo un ponte che collegasse le due parti del villaggio attraversato dal Wadi Hala’El Bani Ghaith (“wadi” in arabo significa fiume) e che sono di fatto isolate tra loro durante la stagione delle piogge. Dopo un’indagine tecnica svolta dal Site Engineering team per procedere alla progettazione preliminare del ponte, numerose revisioni e incontri con i capi della comunità locale e il rappresentante In Country Value di ORPIC, e grazie al sostegno e al contributo dei sub-appaltatori del Gruppo coinvolti nel progetto Liwa Plastics (package EPC-2), a settembre 2018 il ponte è stato finalmente inaugurato alla presenza delle autorità locali e dei rappresentanti di ORPIC. Ancora una volta l’impegno produttivo e il lavoro di squadra con i nostri Clienti e partner hanno generato vantaggi per le comunità locali.

Creating Value – 2018 Sustainability Report
Oman – In-country value e bonifica ambientale