ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

La missione dell’ASviS è di far crescere nella società, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e diffondere la cultura della sostenibilità a tutti i livelli orientando modelli di produzione e di consumo. L’Alleanza organizza periodicamente iniziative di sensibilizazzione, come il Festival dello Sviluppo Sostenibile, e analizza implicazioni e opportunità legate all’Agenda 2030 in rapporti e documenti che monitorano i progressi del Paese contribuendo a definire strategie e politiche volte a conseguire gli SDGs.


 

Rapporto ASviS 2019 “L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”

Stakeholder: comunità

Il Rapporto 2019 dell’ASviS analizza in modo integrato il percorso dell’Italia, dei suoi territori e dell’Europa nell’attuazione dell’Agenda 2030 dell’ONU, sottoscritta da 193 Paesi il 25 settembre 2015, e avanza proposte concrete per migliorare le performance economiche, sociali e ambientali del nostro Paese. Il Rapporto, presentato alla presenza del Presidente della Repubblica, evidenzia, sulla base di dati statistici, la distanza dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile e ai loro 169 Target, offrendo per la prima volta anche un approfondimento sui 21 Target in scadenza nel 2020, oltre ad analizzare i passi compiuti dall’Italia negli ultimi 12 mesi in termini legislativi e amministrativi. Il Rapporto illustra anche la straordinaria crescita, nella società italiana, dell’attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile, come testimoniato dal crescente numero di aderenti all’ASviS (oltre 240), da eventi e iniziative organizzati sul territorio nazionale, dal crescente numero di corsi universitari e di approfondimenti didattici nelle scuole e dal successo del terzo Festival italiano dello sviluppo sostenibile. L’ASviS, che rappresenta un unicum nel panorama internazionale, lavora a fianco di numerose istituzioni, imprese, università e centri di ricerca, enti locali, organizzazioni della società civile che hanno scelto l’Agenda 2030 come quadro di riferimento per la trasformazione dell’Italia, dell’Europa, del mondo. Il Rapporto ASviS costituisce un prodotto unico nel suo genere, anche a livello internazionale, frutto della professionalità degli oltre 600 esperti che lavorano nei gruppi di lavoro dell’Alleanza ed è un documento offerto alla politica e alla società italiana, che può essere una fonte d’ispirazione per la definizione di politiche innovative, che consentano all’Italia di essere tra i Paesi più virtuosi nell’adempiere l’impegno sancito dall’Agenda 2030. La traduzione in inglese del Rapporto è stata presentata alla comunità internazionale nel corso di un evento alla Farnesina, per ampliare la comunità di attori istituzionali e non che possono sfruttarne il lavoro di analisi.

Rapporto ASviS 2019
Rapporto ASviS 2019 (inglese)
I principali messaggi del Rapporto ASviS 2019
Video della presentazione del Rapporto ASviS 2019

 

Rise Against Hunger Italia

Rise Against Hunger Italia

Sconfiggere la fame nell’arco della nostra esistenza, un pasto dopo l’altro, è possibile. È questo l’obiettivo di Rise Against Hunger, organizzazione internazionale no profit, impegnata nella lotta contro la fame nel mondo attraverso la distribuzione di cibo ed altri aiuti umanitari in favore delle popolazioni gravemente affette da malnutrizione, mobilitando le risorse necessarie per porre fine alla fame entro il 2030.


Rise Against Hunger Experience

Stakeholder: comunità e dipendenti

Nel settembre 2015, 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto un programma di azione per uno Sviluppo Sostenibile che ha come obiettivo la lotta alla povertà e l’eliminazione della fame entro il 2030. Rise Against Hunger ha raccolto questa sfida, facendosi portavoce di questo carattere di urgenza attraverso una call to action ancora più incisiva. I 17 goal dell’Agenda 2030, che sintetizzano i bisogni attesi dalla società, rappresentano oggi una domanda forte, ancora ampiamente disattesa nel nostro paese rispetto alla quale l’Associazione è determinata ad offrire un contributo significativo proprio a partire dal cibo. Il Programma di Confezionamento “RAHzioni contro la fame” è, per le imprese e per i propri dipendenti, un momento di condivisione di alto valore etico capace di rafforzare la motivazione e l’impegno per il raggiungimento degli obiettivi attraverso il lavoro di squadra. Una formula di Team Building che produce fiducia e crea valore. Un progetto di solidarietà che da sostegno diventa esperienza diretta. La nostra iniziativa invita a dare un contributo attivo confezionando pasti destinati ai bambini delle scuole dei Paesi in cui non è garantita la sicurezza alimentare. L’obiettivo solidale è concreto, misurabile e raggiungibile in modo da restituire ai partecipanti un riscontro immediato alle proprie azioni rendendoli protagonisti di un’iniziativa di Sostenibilità che nasce da un’idea precisa: sconfiggere la fame nel mondo. Il programma di confezionamento coinvolge ogni anno decine di migliaia di volontari nelle comunità, tra le associazioni o le imprese, che vedono in RAH un partner ideale per le iniziative rafforzare ulteriormente il proprio impegno sociale attraverso un’iniziativa di CSR.

Documenti di bilancio
Guinness dei primati
Ricerca sul volontariato d’impresa presentata da Fondazione Sodalitas
Intervista evento lancio

CNH Industrial

CNH Industrial

CNH Industrial è un leader globale nel settore dei capital goods, quotato sulle Borse di Milano e New York. Attraverso i suoi vari business, progetta, produce e commercializza macchine per l’agricoltura (tra gli altri, con il marchio New Holland), mezzi movimento terra (CASE), veicoli commerciali e autobus (IVECO), mezzi speciali e un ampio portfolio di applicazioni motoristiche (FPT Industrial). È presente in 180 paesi con più di 63.000 dipendenti, 67 stabilimenti produttivi e 56 centri di R&S.


 

L’integrazione dei target di sostenibilità nello Strategic Business Plan di CNH Industrial

Stakeholder: ambiente, clienti, comunità, dipendenti, fornitori, investitori

La sostenibilità in CNH Industrial è integrata all’interno della strategia aziendale. Ciò è ulteriormente sottolineato dal nuovo purpose della Società: “Powering Sustainable Transformation” ovvero essere la forza motrice di un cambiamento sostenibile. Il purpose, presentato alla comunità finanziaria durante il Capital Markets Day a settembre 2019, rappresenta la “stella polare” che guida le attività nel breve e lungo termine, creando valore per tutti gli stakeholder. Per rendere il proprio impegno sempre più tangibile, la Società ha stabilito 4 priorità di sostenibilità, che derivano dal raggruppamento degli aspetti materiali per macro-tematica, a ulteriore testimonianza di come l’analisi di materialità sia uno strumento concreto di gestione del business. Le 4 priorità sono: carbon footprint, per ridurre le emissioni generate da siti produttivi, logistica e prodotti; sicurezza sul lavoro per minimizzare il rischio di infortuni sul posto di lavoro attraverso l’adozione di misure protettive e preventive; life cycle thinking per l’uso ottimale delle risorse grazie all’adozione di approcci di economia circolare e infine il coinvolgimento delle persone: dipendenti, fornitori e comunità locali. Le priorità di sostenibilità alimentano altrettanti aspirational goals, che guidano il modo di agire nel lungo periodo. Per concretizzarli sono stati formulati 10 target strategici di sostenibilità da raggiungere entro il 2024, che sono inclusi nello Strategic Business Plan. Riduzione delle emissioni di CO2 per i processi produttivi e per la logistica e per i prodotti, uso di elettricità da fonti rinnovabili, riduzione dell’indice di frequenza degli infortuni per i dipendenti, inclusione di criteri sostenibilità nella progettazione dei nuovi prodotti, recupero dei rifiuti negli stabilimenti e aumento del coinvolgimento di dipendenti, fornitori e comunità locali: questi sono gli obiettivi su cui si concentreranno maggiormente gli sforzi nei prossimi anni.

Il nostro approccio alla sostenibilità
2019 Sustainability Report

 

Ferrovie dello Stato Italiane

Ferrovie dello Stato Italiane

Il Gruppo FS Italiane – principale player del trasporto in Italia – è il primo Gruppo industriale nazionale per investimenti in Italia. Nel 2019 hanno superato gli 8 miliardi di euro: il 96% sul territorio nazionale, con oltre 6 miliardi in infrastrutture ferroviarie e autostradali. Il Piano industriale 2019-2023 prevede 58 miliardi di investimenti per promuovere un nuovo modello di sviluppo e incentivare la sostenibilità ambientale, favorendo lo shift modale dalla gomma al treno. I risultati del Piano si inseriscono nell’orizzonte del Green New Deal della Commissione europea per contribuire al raggiungimento di sei dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: migliorare la sostenibilità delle infrastrutture; promuovere l’innovazione e l’industrializzazione; rendere le città inclusive, sicure, durature; combattere il cambiamento climatico; incentivare la crescita economica e l’occupazione; rafforzare le partnership a livello mondiale per sostenere lo sviluppo sostenibile. Nel 2019 i ricavi operativi di FS Italiane hanno raggiunto i 12,4 miliardi di euro con un EBITDA di 2,6 miliardi, un EBIT di 829 milioni di euro e un risultato netto di 584 milioni. Tutto ciò con l’obiettivo delle persone sempre al centro delle scelte del Gruppo.


 

Women in Motion (WIM)

Stakeholder: dipendenti

WIM è la campagna FS di sensibilizzazione per promuovere la carriera delle donne nelle aree tecniche e in quei settori ancora ad appannaggio maschile. Il progetto nasce per promuovere le materie STEM presso le giovani studentesse, abbattendo gli stereotipi di genere. Le competenze di cui il Gruppo FS ha bisogno oggi sono possedute principalmente dagli uomini (solo il 20% delle laureate in discipline tecniche sono donne, solo il 10% delle diplomate in scuole tecniche sono donne). Questo genera dati sulla presenza femminile nel Gruppo insoddisfacenti: le donne sono solo il 17% overall, dato che scende al 2,8% nella manutenzione e all’1,2% tra i macchinisti. Il progetto è partito con una domanda: perché le ragazze non scelgono percorsi di studi tecnici? Oggi in Italia sono ancora forti stereotipi di genere che tengono le donne lontane da alcuni tipi di carriere; inoltre, il modello educativo Italiano è molto spostato sulla dimensione teorica più che pratica, e i giovani entrano in contatto con il mondo del lavoro troppo tardi, quando ormai le scelte “fondamentali” sono fatte. Il progetto “Women in Motion” lavora per invertire questo trend: l’obiettivo non è convincere ad abbandonare le proprie passioni ma solo essere certi che le ragazze scelgano con più consapevolezza. Il Gruppo FS, con il supporto di 100 Mentor, colleghe impiegate nelle aree tecniche, incontrare le studentesse di tutta Italia, dalle scuole elementari, medie e superiori fino alle Università, per raccontare i mestieri tecnici della Ferrovia, informare sulle relative prospettive lavorative e fornire loro, grazie al role modeling al femminile, gli strumenti necessari per fare scelte consapevoli ed esprimere al meglio il proprio talento. Ad oggi abbiamo incontrato 105 scuole in 53 comuni per un tot. di 15.000 studenti; 10 progetti PCTO (o ASL); un evento istituzionale con 350 pp; con il supporto di altre 10 aziende, abbiamo accompagnato 20 ragazze in viaggio per 8 siti dell’eccellenza tecnica italiana.

Sito WIM
Facebook WIM 
Video spot Youtube
Viaggio Girls in motion Youtube

 

SOS-LOGistica

SOS-LOGistica

SOS-LOGistica è un’associazione che si propone di promuovere e diffondere la cultura della sostenibilità. A tal fine, propone il marchio Sustainable Logistics per le aziende con programmi di sostenibilità verificati. I soci sono aziende, esperti di logistica, informatici, docenti universitari, tecnici dell’innovazione e dell’ambiente, imprenditori. Il Presidente è Daniele Testi, il Presidente del Comitato Scientifico il Prof. Jean Paul Fitoussi.


 

Protocollo e Marchio Sustainable Logistics

Stakeholder: fornitori e clienti

SOS-LOGistica possiede il primo marchio per la Logistica Sostenibile basato su uno specifico protocollo che richiede una validazione da parte di un ente di certificazione terzo e indipendente. L’obiettivo del progetto è far crescere una nuova consapevolezza nel consumatore finale, che potrà valorizzare la differenza di un prodotto o servizio, non solo in base a provenienza o modalità di produzione, ma anche considerando il processo logistico che ne ha determinato il ciclo di vita; dall’approvvigionamento alla distribuzione nel canale di vendita, fino al suo auspicabile riciclo o riuso finale. Il protocollo riguarda, in particolare, le principali sfide della Logistica Sostenibile e misura il livello di maturità raggiunto da ogni organizzazione coinvolta nell’esecuzione/coordinamento dei processi di logistica, su oltre 100 parametri allineati agli standard internazionali. È un processo di valutazione che deve essere intrapreso per un periodo minimo di tre anni, durante il quale sono valutate 20 sfide in quattro aree: ambientale, sociale, economica e visione di sistema. Si analizzano le buone pratiche, i piani decisionali e le mancanze di scelte aziendali: è come analizzare i “pieni” ed i “vuoti” di un piano completo di sostenibilità logistica. I principali benefici derivanti dall’adozione del marchio sono:
1. IMPATTO – Il protocollo misura ed oggettiva l’impatto delle attività aziendali sull’ambiente nel rispetto degli standard sociali condivisi, validando l’equilibrio finanziario delle scelte di sostenibilità, ossia il rientro economico secondo gli standard d’impresa.
2. PIANO ORGANICO DI SVILUPPO DELLA SOSTENIBILITÀ’ – Il protocollo ci dice dove siamo, quale sia la linea di “partenza” e quale possa essere il “viaggio” da intraprendere per raggiungere gli scopi di sostenibilità desiderati.
3. COMUNICAZIONE E BRANDING – Il marchio potrà essere utilizzato su prodotti, mezzi di trasporto, strutture di logistica e in tutte le comunicazioni e relazioni con i diversi attori fino al consumatore finale.

Aderisci al protocollo

 

PQE Group

PQE Group

PQE Group è un Complete Quality Solutions Provider, Global Partner per il settore Life Science dal 1998. Certificata ISO9001, conta più di 700 consulenti e 22 sedi operative in tutto il mondo. Soluzioni personalizzate per raggiungere e mantenere la Compliance FDA/EMA/Anvisa (ed altre autorità minori) nelle aree di Data Integrity, Digital Governance, Engineering & Qualification, Trainings, GxP Compliance, Clinical & Regulatory Affairs e Audits, su tutto il ciclo di vita del prodotto.


 

Moonlight School – Esperienza di volontariato in una scuola elementare di Kathmandu

Stakeholder: dipendenti

PQE Group ha invitato nel dicembre 2018 tutti i dipendenti a partecipare ad un contest: il premio sarebbe consistito in un viaggio di 10 giorni in Nepal, dove oltre al trekking, le risorse avrebbero avuto la possibilità di fare volontariato per una settimana all’interno della Moonlight School di Kathmandu. I vincitori, provenienti da varie filiali del mondo hanno svolto la loro attività di volontariato presso la scuola elementare che grazie al sostegno di PQE Group e dell’associazione parmense “Help for Friends” è riuscita a rinascere dopo il terribile danno sismico. La scuola, situata in una delle zone più povere della sua capitale, dal 2009 provvede ad un’educazione gratuita e di qualità a 160 bambini dall’età della scuola materna fino al completamento della scuola primaria. Al viaggio ha partecipato anche una regista che si è occupata di realizzare un documentario sull’esperienza e sulla vita dei nepalesi, che è stato poi presentato in occasione di eventi interni ai dipendenti e di festival culturali in Italia. “Da anni ho scelto di sostenere la Moonlight School – spiega Gilda D’Incerti, CEO e fondatrice di PQE Group – perché fin da subito ho creduto molto nel progetto del suo fondatore Santosh Koirala, che a differenza di altri, permetteva di istruire le bambine, in una società in cui l’accesso all’istruzione per le donne era perlopiù nullo. Pertanto l’idea che sento molto, che ci debbano essere pari opportunità per uomini e donne, è la cosa che mi ha spinto a seguire questa iniziativa. Credo inoltre moltissimo in attività di questo genere ed è per questo motivo che abbia ritenuto fondamentale dare la possibilità ad un gruppo di dipendenti di fare quest’esperienza, permettendo loro di toccare con mano una realtà molto diversa dalla nostra. Quando in PQE parlo di etica e di sociale sembrano discorsi fumosi, quasi una realtà virtuale; in realtà dietro a tutto questo c’è un qualcosa che può cambiare la vita delle persone, attraverso dei piccoli gesti”.

Documentario Flying Dreams
Moonlight – Diario di Bordo 
Pagina istituzionale CSR PQE Group

 

Impronta Etica

Impronta Etica

Impronta Etica è un’associazione senza scopo di lucro nata nel 2001 per la promozione della Sostenibilità e della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI). Obiettivo prioritario è mettere in rete i soci fra loro e con analoghe istituzioni, farli partecipare attivamente ai network internazionali che trattano di sostenibilità e RSI. L’associazione mira a favorire in Italia e in Europa processi orientati alla sostenibilità e a promuovere esperienze di leadership di competitività sostenibile.

La plastica in azienda: contesto e iniziative

Stakeholder: la comunità, l’ambiente, i clienti, i dipendenti e i fornitori

Impronta Etica organizza periodicamente dei momenti di confronto tra Soci con l’obiettivo di stimolare il dibattito e la riflessione su temi attuali e di interesse comune in ambito di sostenibilità. A seguito dell’interesse dimostrato dai Soci verso una discussione e un confronto interno all’Associazione sul tema della riduzione/eliminazione della plastica in azienda, Impronta Etica ha organizzato un primo momento di allineamento e discussione rispetto sia al contesto esterno che alle iniziative già intraprese o in fase di avvio all’interno delle aziende Socie. Ovviamente la declinazione del tema è risultata essere molto diversa a seconda del settore, della dimensione e delle priorità aziendali, ma tenuto conto di ciò, è emerso come ogni realtà organizzativa abbia la possibilità di agire secondo la propria specificità. Dal confronto con le imprese Socie è emerso come a fronte di difficoltà – quali il reperimento di materie alternative possibili, un contesto normativo poco chiaro e l’urgenza di un adattamento ai dettami delle normative europee quando spesso non si ha un pieno engagement dell’azienda sul tema – vi siano anche numerose opportunità. Indubbiamente, riuscire ad attuare iniziative volte alla riduzione della plastica in azienda permette all’organizzazione di essere preparata ai cambiamenti di contesto normativo e di migliorare la reputazione aziendale, riuscendo a dare una risposta a sollecitazioni dal basso, sia da parte dei consumatori (lato prodotti) che da parte dei dipendenti (in riferimento alla riduzione della plastica in ufficio), riuscendo inoltre a dare una risposta adeguata alla maggiore attenzione sociale e mediatica rispetto al fenomeno della plastica. Inoltre, ulteriori benefici e opportunità si riscontrano in un rafforzamento della cultura aziendale in chiave di sostenibilità e miglioramento del clima aziendale. Per realizzare queste iniziative è però necessario un maggiore coinvolgimento di tutti gli stakeholder, siano essi interni o esterni all’organizzazione, come ad esempio tutti i livelli aziendali, fornitori, competitors/peers, pubblica amministrazione, ecc. Solo in questo modo si potranno trovare soluzioni condivise attraverso, ma anche per, l’innovazione di prodotto e di processo.

 

A2A

A2A

Con circa 12 mila dipendenti, A2A è la più grande multiutility italiana, ai vertici nei settori energia, ambiente, calore, reti e smart city. Una realtà integrata nei territori e capace di generare e distribuire valore, da sempre orientata alla sostenibilità e all’ascolto delle persone. Portiamo luce, calore, acqua ed efficienza nelle case dei cittadini, siamo presenti con servizi essenziali e impegnati a disegnare il domani delle città con tecnologie innovative.


 

Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 di A2A approvati da Science Based Target initiative (SBTi)

Stakeholder: ambiente

Nel 2019, A2A ha rivisto il proprio target di riduzione della CO2 al 2030: il nuovo obiettivo, approvato dal Consiglio di Amministrazione di A2A il 26 settembre 2019, prevede, al 2030, una riduzione del 46% delle emissioni dirette di gas a effetto serra per kWh prodotto, rispetto al 2017 (emission factor al 2030 pari a 230 gCO2/kWh). L’incremento della nuova capacità installata rinnovabile, che costituisce la leva fondamentale per il contenimento del fattore emissivo, è previsto nel Piano Industriale (500 MW al 2024 e 1,6 GW al 2030). Negli impegni si annovera anche la riduzione del 100% delle emissioni Scope2 entro il 2024, ed una riduzione del 20% delle Scope3 entro il 2030 (categorie Use of sold products e Purchased goods). Il nuovo target è stato quindi sottoposto all’analisi della Science-Based Target initiative (SBTi) – un’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra il Carbon Disclosure Project (CDP), il Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC), il World Resources Institute (WRI) e il World Wide Fund for Nature (WWF) – per verificarne l’allineamento con le indicazioni dell’Accordo di Parigi (COP21). Il 2 marzo 2020, la SBTi ha dichiarato gli obiettivi di riduzione delle emissioni dirette ed indirette di CO2 (Scope 1-2) di A2A coerenti con le evidenze scientifiche sul clima e allineati alla riduzione richiesta per contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C rispetto all’era preindustriale. Inoltre, anche l’obiettivo di A2A sulla riduzione delle emissioni indirette, legate alla sua catena del valore (Scope 3), risulta in linea con i criteri della SBTI ed allineato alle migliori best practice internazionali. Ad oggi sono 343 le società nel mondo che hanno ottenuto la validazione dei propri target dalla SBTi, di cui solo tre in Italia, tra cui appunto A2A. Per il Gruppo questo rappresenta un grande risultato, poiché dimostra concretamente l’impegno nel percorso di sostenibilità intrapreso nel 2016 con la definizione della Politica e del Piano di Sostenibilità.

Comunicato stampa
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AIFO

AIFO

AIFO è una OnG che da 60 anni lavora nella cooperazione socio-sanitaria internazionale per l’inclusione sociale, con gli ultimi di questa Terra. Siamo attivi in 14 paesi con 46 progetti, e curiamo oltre 300.000 persone ogni anno.



 

RERSUS Cure intermedie: confronto e trasferimento di strumenti gestionali tra Italia e Brasile

Stakeholder: comunità

Il progetto RERSUS, che vede tra i partner AIFO l’Università Federale Fluminense, il Comune di Castelfranco Emilia, le AUSL di Modena e Parma, l’Università di Bologna e l’Università di Parma, nasce dalla cooperazione tra Brasile e Regione Emilia-Romagna, che lo finanzia. Il progetto avvia una sperimentazione concreta nel campo delle cure intermedie, all’interno del Sistema Unico di Salute brasiliano, a partire dal modello sperimentato e strutturato nelle AUSL della Regione Emilia- Romagna, promuovendo l’inclusione attiva delle fasce più vulnerabili della popolazione e iniziative di contrasto alle disuguaglianze. Il progetto, appena concluso, si è inserito nell’attuale panorama epidemiologico globale che vede la forte crescita delle patologie croniche e quindi un intervento del comparto delle cure intermedie in quanto luogo dell’integrazione tra ospedale, territorio e ambito socio-familiare. Il progetto ha favorito l’acquisizione di competenze per l’implementazione di una Unità pilota di Cure Intermedie all’interno dell’Ospedale Municipale di Niterói (Stato di Rio de Janeiro), promuovendo l’inclusione attiva delle fasce più vulnerabili di popolazione e iniziative di contrasto alle  disuguaglianze. Il carattere innovativo, l’impatto sui servizi, l’interesse di nuovi partner, ne favoriscono la continuità: per questo stiamo partecipando allo studio per preparare un nuovo progetto che coinvolga più Stati brasiliani e più servizi della Regione. Nello specifico, si propone un percorso che in Brasile possa portare ad una riconfigurazione dei piccoli ospedali municipali, utilizzando il modello italiano degli Ospedali di Comunità. Per l’Emilia Romagna il progetto permetterebbe di raccogliere nuove risposte per la crescente complessità dei servizi di cure intermedie e di migliorare l’articolazione tra servizi territoriali e assistenza in rete, il dialogo con la comunità e lo sviluppo della multi professionalità, rafforzando così l’assistenza integrale degli utenti e delle loro famiglie.

Progetto RERSUS 2019 (video)
#2GETHER: insieme per la salute di tutti
Progetti internazionali Regione Emilia-Romagna

 

Palm

Palm

 

 

 

 

Palm nata dalla passione e competenza per la lavorazione del legno e forte dei Valori in cui la famiglia Barzoni si riconosce, si è sempre distinta per il suo percorso pionieristico nella ecoprogettazione di pallet verso i temi della sostenibilità d’impresa sviluppando una visione sistemica di lungo periodo. Il fare impresa di Palm si svolge su tre fronti: il rispetto per l’ambiente, il dialogo trasparente con i propri stakeholder dentro e fuori l’azienda e l’impegno verso la comunità e il territorio. Da novembre 2017 Palm è certificata BCorp.

 


Dreams are Green made in Po: Biosegheria – Legno buono per cibo buono – Distretto Bio Casalasco Viadanese – Distretto Economia Circolare

Stakeholder: ambiente, clienti e comunità

Il movimento BCorp riflette la missione su cui è stata fondata la nostra azienda, e rispecchia i nostri attuali principi operativi e di interdipendenza. Attraverso il nostro business ci impegniamo a fare la differenza: avere cura del nostro impatto ambientale e sociale, salvaguardare le persone e il pianeta e a soddisfare standard più elevati di trasparenza, prestazioni e responsabilità. Fra i progetti:

  • Biosegheria integrata nel territorio a filiera corta sostenibile, basata sul concetto di eliminazione dei rifiuti e produzione di occupazione locale, in cui tutti gli attori della società sono coinvolti.
  • Legno buono per cibo buono, progetto di innovazione sistemica, congiunto con Panguaneta Spa, che riprende i temi della sostenibilità della filiera agroalimentare per accendere i riflettori sull’imballaggio in legno e in particolare su tutta la filiera del legno di pioppo. Il risultato atteso è quello di valorizzare un territorio a partire da un sistema di economia circolare basato sulla filiera del legno di pioppo – definito dalla FAO la materia prima del XXI secolo – di cui si vuole ampliare la produzione per far crescere l’occupazione e la creazione del valore condiviso, oltre il PIL locale, in armonia con l’ambiente e per uno sviluppo sociale.
  • Distretto Agricolo Biologico Casalasco Viadanese, di cui Palm è anche socio fondatore, è una rete d’imprese biologiche certificate che si sono unite per far fronte alle esigenze dell’ambiente e dell’economia per un cibo buono (sano), pulito (che rispetta l’ambiente) e giusto (prezzo equo).
  • Distretto di Economia Circolare, progetto che coinvolge le principali aziende produttive che operano nel territorio e che generano scarti derivanti dai processi di produzione. Tali sfridi vengono selezionati al fine di creare, attraverso l’eco design, nuovi oggetti composti anche dalle eccedenze di legno della Palm Spa.

Legno buono per cibo buono
Biosegheria
Distretto Bio Casalasco Viadanese