Impronta Etica

Impronta Etica

Impronta Etica è un’Associazione non profit nata nel 2001 per la promozione della sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa. L’Associazione supporta le sue imprese socie attraverso servizi per accompagnarle nel percorso di miglioramento verso la sostenibilità, favorisce lo scambio di idee e pratiche innovative, genera l’azione concreta promuovendo partnership collaborative e diffonde la propria voce attraverso il posizionamento per promuovere una cultura sostenibile e trasformativa.


Acqua – Impegni delle imprese socie verso la gestione sostenibile della risorsa idrica

Riconoscendo l’acqua come una risorsa indispensabile al benessere delle comunità e come elemento fondamentale negli ecosistemi e nella regolazione climatica, è oggi necessario riflettere sull’urgenza di preservare la sua disponibilità e garantirne la qualità per le generazioni presenti e future. Come evidenziato dal “UN World Water Development Report 2023” il consumo globale di acqua è cresciuto costantemente negli ultimi 40 anni, tendenza destinata a persistere fino al 2050. Impronta Etica come Associazione che si impegna per integrare la sostenibilità nella strategia azienda è consapevole di queste criticità rispetto alla risorsa idrica. A partire da questa presa di coscienza, Impronta Etica ha deciso di investire le proprie risorse e competenze coinvolgendo le imprese socie in un progetto volto all’impegno e alla collaborazione comune su questa tematica che risulterà sempre più cruciale nei prossimi anni. Nasce così, con il supporto metodologico di SCS Consulting, il “Patto per l’acqua”: un percorso pluriennale che ha portato il 22 marzo 2024, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, alla sua sottoscrizione da parte di quindici imprese socie. Il Patto segna un impegno concreto nella gestione responsabile dell’acqua, impegnandosi in maniera collaborativa per creare un impatto positivo e duraturo sulle risorse idriche sull’intera comunità che da essa dipende. L’adesione a questa iniziativa comporta l’implementazione di azioni concrete in vari ambiti, tra cui l’ottimizzazione dei consumi idrici, la gestione dei rischi e la sensibilizzazione sul tema. Le imprese partner si impegnano inoltre a sviluppare strategie per ridurre gli sprechi e a collaborare con altre realtà del territorio per iniziative comuni, coinvolgendo anche le scuole. La firma rappresenta una prima tappa di un percorso che dopo aver attraversato tutto il 2023 proseguirà nel 2024 con la pubblicazione di un primo report di monitoraggio per poi avviare una seconda fase nel corso del 2025.

Il progetto del patto “Acqua – impegni delle imprese socie verso la gestione sostenibile della risorsa idrica” cerca attraverso il suo modello di gestione di evidenziare come la gestione dell’acqua non possa più essere considerata come una questione isolata. La scarsità della risorsa idrica deve essere considerata come una sfida sistemica che coinvolge più attori e settori economici. È necessario quindi adottare un approccio integrato che garantisca una riflessione e pianificazione che devono avvenire attraverso un processo inclusivo finalizzato a conciliare anche posizioni e interessi che possono apparire come contrapposti. Data la natura diversificata dei settori economici di appartenenza delle imprese di Impronta Etica coinvolte all’interno del progetto, che spaziano dall’agroalimentare alle aziende di servizi passando anche per imprese che hanno la risorsa idrica come proprio core business, l’Associazione ha costruito un percorso di confronto aperto nel corso del 2023 che ha condotto alla versione finale firmato il 22 marzo 2024. Grazie a questa modalità di coinvolgimento delle imprese interessate è stato possibile cogliere diversi spunti e prospettive rispetto a un tema così complesso. Il confronto aperto volto alla collaborazione e costruzione di nuove partnership strategiche ha permesso così di giungere alla definizione di un percorso sinergico che metta insieme diversi attori per raggiungere lo scopo finale di promuovere nuove pratiche e modelli sostenibili che possano rappresentare una soluzione per la gestione dell’acqua. Il percorso pluriennale ora proseguirà con numerose attività, workshop e momenti dedicati, volti a diffondere e condividere buone pratiche, con il continuo supporto di Impronta Etica nel raggiungimento degli obiettivi comuni posti.

News dell’Associazione sulla sottoscrizione dell’impegno
Comunicato stampa
Intervista TV sull’impegno
Documento sottoscritto dalle imprese

 

Var Group

Var Group

Var Group è l’operatore leader nel settore dei servizi e delle soluzioni digitali, con un fatturato di 702,6 milioni di euro al 30 aprile 2023. Grazie alla professionalità di 3700 persone affianca le imprese nel loro percorso di evoluzione digitale e sostenibile, esaltandone l’eccellenza in Italia e nel mondo.


Sostenibilità DI e CON l’IT: nuovi modelli di business responsabili

Trasformazione sostenibile e digitale sono due percorsi di cambiamento che in Var Group convergono in un approccio integrato che rivoluziona il modo di lavorare e semplifica i processi, sviluppando l’automazione e creando nuove connessioni tra aziende e fornitori. Una prosperità condivisa con tutti gli stakeholder che punta a mitigare i propri impatti negativi e potenziare quelli positivi: essere sostenibili infatti significa anche instaurare collaborazioni con partner che abbracciano i nostri stessi valori e grazie ai quali possiamo arricchire la nostra offerta sia in termini di soluzioni e servizi che in termini di consulenza specializzata. La prosperità infine è condivisa anche con le imprese di cui Var Group conosce i processi e per cui modella l’innovazione, aiutandole a raggiungere i loro obiettivi di business e sostenibilità. Sostenibilità DI e CON l’IT è il claim che sintetizza il nostro approccio: crediamo che un piano strategico di sostenibilità debba includere interventi mirati a ridurre l’impatto ambientale di tecnologie, piattaforme e processi, realizzando così una sostenibilità dell’IT misurabile e condivisa. Infrastrutture hardware a basso impatto energetico e soluzioni di ottimizzazione del loro utilizzo, data center alimentati ad energie green, piattaforme e servizi per la sicurezza dei dati, sono solo alcuni degli strumenti che mettiamo a disposizione delle aziende per rendere le infrastrutture IT più sostenibili. Ma l’IT può diventare uno strumento indispensabile e rivoluzionario con cui l’impresa dimostra di essere sostenibile con dati e informazioni certe generati da strumenti digitali come tool di asset, building e facility  management, IOT, supply chain management, energy management per la sfera ambientale, HR management e ERP per la sfera sociale.  Per questo supportiamo le imprese attraverso un ecosistema di soluzioni e servizi che vanno dalla digitalizzazione dei processi, alla gestione della compliance, fino alla rendicontazione dei KPI di sostenibilità e che mirano a migliorarne la governance e ad abilitarne la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Pagina Sustainability sito Var Group
Pagina Servizi Sostenibilità sito Var Group 

 

Aeroporti di Roma (ADR)

Aeroporti di Roma (ADR)

Aeroporti di Roma, Società del Gruppo Mundys, sviluppa e gestisce il sistema aeroportuale di Fiumicino e Ciampino garantendo l’eccellenza nella qualità e nella sicurezza dei servizi erogati. La mission di ADR è guidare lo sviluppo dell'”aeroporto del futuro” sulla base di un nuovo modello inclusivo sulle tre direttrici Sviluppo Sostenibile, Qualità e Innovazione, impegnandosi costantemente a offrire valore aggiunto a passeggeri, partner e comunità.


Come l’arte trasforma l’aeroporto in uno spazio culturale dinamico

La concezione di aeroporto per ADR è quella di un luogo dove il viaggio ha già avuto inizio. L’obiettivo è quello di rendere il “Leonardo da Vinci” – porta di accesso per Roma e l’Italia – un luogo sempre più vibrante, accogliente e di approfondimento per i passeggeri, oltre che un palcoscenico per la valorizzazione del nostro immenso patrimonio culturale e artistico in tutte le sue declinazioni, dando vita, in un aeroporto di 1.600 ettari e 459.000 mq di aerostazioni, ad un vero e proprio “museo diffuso” per la promozione dei talenti. Consapevole dell’importante ruolo di connessione tra persone e culture, negli ultimi anni ADR ha stretto fruttuose collaborazioni con Istituzioni, Enti e Associazioni culturali del Paese e lavora ad una programmazione culturale, artistica e divulgativa che punti a coniugare sostenibilità sociale e innovazione a beneficio dei passeggeri.  Tra le opere esposte, ad esempio, quella realizzata dall’artista Daniele Sigalot, “Master of Mistakes”, un invito a fermarsi e a ripensare agli errori commessi nella propria vita, con la consapevolezza che questi rappresentino ingredienti preziosi di ogni esperienza, ma anche le tre vetrate trecentesche attribuite a Giotto di proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, provenienti dalla Basilica di Santa Croce a Firenze, subentrate all’esposizione del Salvador Mundi del 1679 di Lorenzo Bernini. Diverse poi le installazioni di età contemporanea che hanno trovato spazio in aeroporto come “Vertigine” di Manuel Felisi, “Natural Reaction” e “Grande Anima” di Marcoantonio, opere che sensibilizzano su temi ambientali e sulla necessità di preservare la natura. Diversi poi gli eventi musicali e teatrali ospitati presso lo scalo di Fiumicino con performance eseguite nelle aree di passaggio e transito che portano con sé importanti messaggi sociali.

L’idea di realizzare un museo diffuso in un aeroporto rappresenta una sfida affascinante e allo stesso tempo complessa: se da un lato può sembrare un’opportunità per arricchire l’esperienza dei passeggeri in transito, dall’altro presenta diverse criticità che vanno attentamente valutate. Innanzitutto, bisogna considerare che la pianificazione delle iniziative culturali deve adattarsi alle esigenze di un contesto come quello aeroportuale, in particolare quelle realizzate in area sterile, uno spazio in cui i controlli e le misure di sicurezza sono al massimo livello.  Inoltre, un aeroporto è un luogo di passaggio, caratterizzato da un flusso costante di persone provenienti da diverse parti del mondo, con background culturali e interessi distinti, in cui le persone trascorrono solitamente poco tempo e ciò implica che qualsiasi iniziativa culturale debba poter catturare l’attenzione del visitatore in tempi brevi, offrendo al contempo un’esperienza significativa e di qualità. Gli aeroporti sono infrastrutture progettate per accogliere un gran numero di persone e garantire la massima efficienza nei servizi di trasporto e, di conseguenza, gli spazi dedicati devono essere utilizzati con intelligenza, sfruttandoli in maniera creativa ed efficiente. Un altro punto di attenzione è quello relativo alla gestione e alla manutenzione delle opere esposte; i manufatti, specialmente se di valore storico o artistico, richiedono cure particolari per garantirne la conservazione nel tempo. Con passione e organizzazione ADR cerca le soluzioni più adatte per poter trasformare il “Leonardo da Vinci” in un luogo di valorizzazione dell’arte, andando oltre al tradizionale concetto di esposizione di opere in contesto museale, offrendo ai visitatori un’esperienza unica pienamente integrata nell’ambiente aeroportuale.

Cultura – ADR
Arte – ADR
Spettacoli – ADR
Relazione Integrata Annuale – ADR

 

Humana People to People Italia

Humana People to People Italia

Humana People to People Italia è un’organizzazione non profit che genera valore sociale e ambientale anche attraverso un processo virtuoso di raccolta, selezione e vendita di abiti usati. Avviando una partnership con Humana che promuova uno sviluppo sostenibile, affidando all’organizzazione i propri indumenti usati o acquistando capi preloved nei negozi Humana Vintage e Humana People è possibile contribuire a un cambiamento consapevole sostenendo i progetti di Humana attivi in Italia e nel mondo.


Volontariato aziendale: l’attivismo che entra nel quotidiano

Per contrastare il cambiamento climatico e ridurre le disuguaglianze bisogna agire collettivamente, per questo Humana People to People Italia si impegna a creare partnership virtuose con aziende che vogliano fare la differenza. Un esempio di partnership riguarda il volontariato aziendale che Humana co-progetta con le aziende per coinvolgere i collaboratori in attività che possano supportare l’organizzazione e al contempo rafforzare le soft skill dei partecipanti e i legami all’interno del team. È possibile realizzare attività di volontariato aziendale ad esempio all’interno degli orti di comunità del progetto “3C – Coltiviamo il Clima e la Comunità”, alle porte di Milano, in cui i volontari affiancano le persone a rischio emarginazione sociale beneficiarie del progetto, che ha come obiettivo quello di promuovere tecniche di coltivazione sostenibile e rafforzare i legami all’interno della comunità. I dipendenti volontari possono prendere parte anche alla delicata fase di selezione degli abiti usati, nella sede centrale di Pregnana Milanese, per comprenderne l’importanza e la complessità. Le aziende possono inoltre attivare campagne di raccolta abiti interne, finalizzate alla valorizzazione dei capi tramite la filiera di Humana, che li seleziona e commercializza per finanziare i propri progetti attivi in Italia e nel mondo. È possibile inoltre organizzare con Humana uno swap party, evento in cui portare abiti, scarpe, borse e accessori per scambiarli con gli altri partecipanti. In tale attività i collaboratori dell’azienda hanno un ruolo attivo nel raccogliere gli abiti durante la settimana antecedente lo swap party e farsi promotori dell’attività e degli obiettivi. Per una giornata all’insegna della creatività i volontari possono inoltre prendere parte a workshop nel laboratorio sartoriale di Belt Bag, brand di upcycling parte del network di Humana. Ogni attività di volontariato aziendale, per generare maggior consapevolezza tra le persone coinvolte, è caratterizzata da momenti formativi su tematiche quali ad esempio l’economica circolare nel settore tessile e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Le complessità legate ai progetti di volontariato aziendale hanno riguardato principalmente il riuscire ad essere flessibili (rispetto al numero dei partecipanti, alle condizioni metereologiche, alle esigenze dell’azienda) e inclusivi. Abbiamo dovuto quindi progettare le attività affinché fossero facilmente adattabili sia a gruppi più contenuti che a gruppi più estesi, inizialmente infatti le attività potevano coinvolgere massimo 20 partecipanti mentre attualmente possiamo accogliere gruppi di oltre 100 persone. Questo è stato possibile sicuramente grazie all’apertura del secondo orto di comunità, di dimensioni più ampie rispetto al primo, ma anche grazie ad una maggiore diversificazione delle attività. È stata inoltre fondamentale la collaborazione con realtà del territorio, che hanno messo a nostra disposizione strutture che potessero facilitare la realizzazione delle attività. La diversificazione delle attività e l’estrema disponibilità degli attivisti (nonché beneficiari del progetto “3C – Coltiviamo il Clima e la Comunità”) nel cambiare repentinamente i programmi delle giornate di volontariato, ci ha permesso di essere più flessibili anche rispetto alle condizioni metereologiche. Al fine di rendere inclusivo il programma di volontariato aziendale, è stato sostenuto da Patagonia il progetto “A garden without walls” per la creazione di una zona di lavoro comune, con strutture rialzate accessibili anche a persone con mobilità ridotta. Nel reparto smistamento sono state invece predisposte postazioni progettate per accogliere anche persone con disabilità. Il fare rete con realtà del territorio, partner e attivisti ha quindi permesso di affrontare e risolvere le complessità connesse alle attività di volontariato aziendale.

Volontariato aziendale
Orti di comunità
Partnership e CSR
Video istituzionale

 

Bureau Veritas Italia

Bureau Veritas Italia

logo bureau veritas

Bureau Veritas è leader a livello mondiale nei servizi di ispezione, verifica di conformità e certificazione. Nata nel 1828, supporta i Clienti nel miglioramento delle performance attraverso soluzioni e servizi innovativi, finalizzati ad attestare che prodotti, asset e processi rispondano a standard cogenti e volontari in ambito qualità, salute e sicurezza, ambiente e responsabilità sociale (QHSE-SA). Bureau Veritas Italia è Società Benefit.


Sfidiamo gli stereotipi con il Role Modeling

Gli stereotipi rischiano di allontanare le persone dalle proprie inclinazioni naturali, condizionandole nella scelta degli studi e della professione; questo vale non solo per le donne, ma anche per gli uomini che ambiscono a ruoli tradizionalmente percepiti come femminili (ad esempio, educatori). Come Società Benefit, ci impegniamo a contrastare ogni condizionamento che limiti il pieno dispiegamento del potenziale di una persona.  Il settore Testing, Inspection & Certification offre interessanti opportunità di occupazione e crescita professionale a migliaia di persone, ma è ancora percepito come un settore “maschile”. Consapevoli delle opportunità che una carriera nel settore TIC può offrire, stiamo avvicinando le nuove generazioni con interventi mirati presso Università e Scuole, sottolineando come ragazze e ragazzi indistintamente possano qualificarsi come ispettore, auditor, surveyor, project manager. Inoltre, affianchiamo le nostre colleghe con iniziative di empowerment, convinti che il role modeling sia un canale potente per ispirare e generare fiducia in se stesse. A tal fine, abbiamo attivato collaborazioni con Associazioni quali: Young Women Network e AIDIA, Associazione delle donne ingegnere e architetto. Abbiamo inaugurato la serie di appuntamenti “Open Your Mind”, con la straordinaria presenza della professoressa Amalia Ercoli Finzi, che ha condiviso la sua storia di successo nell’astronomia. Alcune nostre manager hanno aderito al progetto “Mentorship Milano” del Comune di Milano, accompagnando cinque studentesse in un percorso di mentoring.  Portiamo la testimonianza delle nostre donne ingegnere negli incontri con le scuole: ad aprile abbiamo partecipato all’evento “Generazione STEM”, organizzato da Civicamente. Abbiamo organizzato il convegno “Il futuro è digitale: ostacoli, pregiudizi o autoesclusione delle donne dal settore ICT?” insieme al Comitato Pari Opportunità dell’Università di Genova, identificando i bias che agiscono sin dall’infanzia.

Il mondo del lavoro è tuttora fortemente connotato da pregiudizi e discriminazioni legati al genere: basti pensare al gender pay gap e alla esigua presenza di donne dirigenti nella maggior parte dei settori. Come Società Benefit, lavoriamo per aumentare la presenza femminile in ruoli tecnici e manageriali, testimoniando e divulgando una cultura basata sulle pari opportunità. Esistono inoltre pericolose ed inconsapevoli forme di autoesclusione da parte delle donne, che non si ritengono adatte a determinati ruoli nonostante ne abbiano tutte le capacità. Basti pensare che nel settore ICT – in forte crescita per numero di occupati e prospettive – la presenza femminile è ferma al 16% da oltre 10 anni. Osservando il numero di studentesse iscritte ad Informatica, la percentuale non cambia. È attraverso la cultura e il confronto che possiamo decostruire gli stereotipi e abbattere i confini di professioni percepite come maschili, permettendo a nuove risorse qualificate e motivate di candidarsi. Il dibattito sulla questione di genere in Italia ha acquistato un nuovo slancio ed una maggior consapevolezza dal 2022: con la certificazione della parità di genere, ai sensi della UNI/PdR 125:2022, sono entrati in funzione nel nostro sistema preziosi “anticorpi” rispetto agli stereotipi e ai pregiudizi: misurandoci, con la lente degli indicatori quantitativi e quantitativi indicati dalla best practice, acquistiamo consapevolezza dei nostri punti critici e possiamo agire per il cambiamento. La certificazione per la parità di genere offre strumenti di analisi e un metodo per implementare gradualmente il miglioramento, creando un contesto più equo, inclusivo e innovativo, pertanto capace di migliori performance.

IL NOSTRO IMPEGNO COME SOCIETÀ BENEFIT
IL NOSTRO IMPEGNO PER I GIOVANI: BV4STUDENTS

 

 

TCO Development

TCO Development

TCO Certified è la certificazione di sostenibilità leader a livello mondiale per prodotti IT come desktop, notebook, monitor, per un totale di 12 categorie IT. Un marchio ecologico di tipo I (norma ISO 14024) che comprende un sistema completo di criteri ambientali e sociali, la verifica indipendente e un sistema per il miglioramento continuo. L’organizzazione che sviluppa TCO Certified è TCO Development, la cui visione è che tutti i prodotti IT abbiano un ciclo di vita sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale.


Il Report Generator di TCO Certified permette di generare un rapporto di sostenibilità sulla base delle performance dei dispositivi certificati presenti in azienda

Dopo un lungo periodo di sviluppo, TCO Development ha lanciato il nuovo Report Generator, uno strumento che complementa TCO Certified, rendendo ancor più prezioso il suo utilizzo per gli acquisti sostenibili di prodotti IT.
Il Report Generator, infatti, consente di creare rapporti di sostenibilità customizzati per i prodotti IT certificati di un’organizzazione.
In modo aggregato, permette di rendicontare attraverso dati e affermazioni verificate da enti indipendenti, sulle performance dei prodotti IT nelle aree: clima, sostanze, circolarità e catena di fornitura.
Tra i dati aggregabili nelle diverse aree, qui di seguito alcuni dettagli:

  • Clima: impronta del carbonio dei prodotti (emissioni Scope 2 e 3), calcoli delle emissioni annuali e riduzioni ottenibili utilizzando i prodotti più a lungo.
  • Sostanze: riduzione delle sostanze pericolose e sostituzione dei ritardanti di fiamma, plastificanti e prodotti chimici di processo con alternative più sicure per l’ambiente ed i lavoratori.
  • Circolarità: contenuto di materiali riciclati e potenziale riduzione dei rifiuti elettronici grazie all’estensione della vita utile dei prodotti.
  • Catena di fornitura: responsabilità sociale e ambientale nella catena di fornitura. Per esempio, informazioni sul numero di lavoratori nelle fabbriche di assemblaggio finale che producono i tuoi prodotti IT certificati e le dichiarazioni che puoi utilizzare relative alla conformità di tali fabbriche con le convenzioni internazionali, gli standard e i criteri per una produzione socialmente responsabile.

Il Report Generator, oltre a supportare le attività di reporting e comunicazione sulla sostenibilità, aiuta anche a fare scelte più consapevoli per una pianificazione e un utilizzo più sostenibile dei prodotti IT. Per usare il Report Generator, prima di tutto bisogna creare un portfolio di prodotti nel Product Finder di TCO Certified, sulla base del quale poi puoi personalizzare il tuo report scegliendo i modelli certificati da includere e il numero di unità per modello.
Una volta creato il tuo portfolio, dal Report Generator puoi generare il report per quel gruppo di prodotti della tua organizzazione.
Per ulteriori informazioni utili, puoi scaricare la Guida per il procurement circolare dell’IT (in inglese).
Per un’introduzione ancor più dettagliata al Report Generator, puoi visionare il webinar on-demand.

Nonostante il fatto che TCO Development, da 30 anni raccogliesse dati verificati sulle performance di sostenibilità dei dispositivi IT certificati secondo TCO Certified, quando nacque il progetto del Report Generator si aprirono nuove sfide, soprattutto per l’impronta di Carbonio dei prodotti, che a tutt’oggi è molto complessa e tuttavia non fornisce valori comparabili tra tutte le marche e i modelli.
Un altro principio che abbiamo voluto evidenziare con Il Report Generator è che il maggior impatto positivo in termini di riduzioni di emissioni di carbonio, si può ottenere solo estendendo la vita utile dei dispositivi.
Per saperne di più sulle soluzioni che abbiamo adottato, in questa pagina tutti i dettagli sulle informazioni incluse nei report.

Cos’è TCO Certified?
Vai al Report Generator per generare un report di sostenibilità per i prodotti IT del portfolio della tua organizzazione
Come pianificare acquisti più circolari? Scarica qui la Guida per il procurement circolare dell’IT (in inglese) 

Rise Against Hunger Italia

Rise Against Hunger Italia

Rise Against Hunger è un’associazione impegnata nella costruzione di un movimento globale il cui scopo è sconfiggere fame e povertà attraverso l’empowerment delle comunità, il nutrimento delle loro aspirazioni e la risposta alle crisi umanitarie. Agiamo attraverso azioni concrete e con le nostre attività di confezionamento di aiuti alimentari coinvolgiamo chiunque voglia vivere un’esperienza di volontariato, nella convinzione che ciascuno possa essere artefice e protagonista di un cambiamento.


Io comincio da un pasto

“Io comincio da un pasto” nasce dalla proposta di volontariato che Rise Against Hunger offre quotidianamente al proprio pubblico, rielaborata in collaborazione con l’associazione Labautismo allo scopo di poter coinvolgere ragazzi e ragazze con disturbo dello spettro autistico, ovvero persone le cui caratteristiche, il vissuto o potenziali condizioni di discriminazione, pongono automaticamente al di fuori dei percorsi, proposte e attività di coinvolgimento. Attraverso l’iniziativa, sviluppata in collaborazione con psicologi ed educatori, i ragazzi e le ragazze sono posti al centro di un’attività il cui obiettivo è capovolgere i ruoli, trasformando chi è generalmente considerato il beneficiario passivo di interventi socio-assistenziali nel protagonista di un’attività di preparazione di aiuti alimentari che vanno a non solo a sostegno di individui e nuclei familiari economicamente fragili o in situazioni di emergenze umanitarie, ma anche a supporto di programmi di scolarizzazione nell’Africa subsahariana. Si tratta delle stesse attività che Rise Against Hunger propone abitualmente, ma con il valore aggiunto di coinvolgere nell’esperienza ragazzi e ragazze che nel proprio quotidiano vivono in una condizione tale da rendere difficoltose le interazioni sociali. L’inversione di tendenza che si viene così a generare, è potenzialmente in grado di migliorare le condizioni di vita di chiunque sia coinvolto nell’iniziativa. Dall’inizio di questo progetto, i ragazzi e le ragazze hanno confezionato 17.064 pasti e 952 kit destinati a persone e comunità bisognose; in questo modo, hanno sperimentato un lavoro di gruppo con la consapevolezza che le loro azioni avrebbero determinato il miglioramento della vita di qualcun altro, diventando protagonisti attivi di un cambiamento.

L’iniziativa “Io comincio da un pasto” nasce da una fase di progettazione preliminare e di supervisione ad opera di esperti professionisti, quali psicologi e analisti del comportamento BCBA ed educatori e tecnici del comportamento RBT. Ciò è risultato di fondamentale importanza poiché ha consentito di strutturare al meglio l’ambiente nel quale i ragazzi e le ragazze lavorano, affinché l’esperienza di volontariato possa essere quanto più naturale ed inclusiva possibile. Tra le principali sfide e criticità vi è il fatto che nel caso di eventi ed attività altamente partecipative, come quelle portate avanti Rise Against Hunger, le persone con disabilità possano essere escluse o limitate allo svolgimento di ruoli marginali. Grazie a questa iniziativa, invece, i ragazzi e le ragazze vengono posti al centro di un’attività di responsabilità sociale, diventandone a tutti gli effetti i protagonisti attivi. Sulla stessa linea, anche la motivazione risulta essere un tema critico in quanto spesso, nelle persone con disturbo dello spettro autistico, viene a mancare proprio lo stimolo a concentrarsi nelle attività proposte. Dando uno scopo ben definito a queste ultime, ovvero quello di aiutare delle persone in difficoltà, si conferisce dignità all’azione, che non risulta essere fine a se stessa. Ciò permette ai ragazzi e alle ragazze coinvolti di sentirsi parte di un movimento significativo e artefici del cambiamento, e per questo motivo attivarsi con maggiore energia ed entusiasmo, con una rinnovata consapevolezza del loro ruolo nella società.

Video: “Io Comincio da un Pasto” Rise Against Hunger Italia e Lab@
Annual Report 2023
Rise Against Hunger Italia 

 

Forum per la Finanza Sostenibile

Forum per la Finanza Sostenibile

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Il Forum per la Finanza Sostenibile è un’associazione non profit nata nel 2001. La base associativa è multi-stakeholder: ne fanno parte operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti. La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’inclusione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari.


Settimane dell’Investimento Sostenibile e Responsabile (Settimane SRI), 13° edizione

Giunte alla 13° edizione, le Settimane dell’Investimento Sostenibile e Responsabile sono il principale appuntamento in Italia sulla finanza sostenibile. Le Settimane SRI, promosse e organizzate dal Forum per la Finanza Sostenibile, si svolgeranno dal 24 ottobre al 7 novembre 2024. In programma ci sono eventi in presenza (a Milano e a Roma) e webinar. Convegni e seminari si focalizzeranno sui temi di primo piano della finanza sostenibile, anche con la presentazione di ricerche e pubblicazioni.

Settimane SRI Edizione 2024

Fondazione Asilo Mariuccia

Fondazione Asilo Mariuccia

Fondazione Asilo Mariuccia nasce nel 1902 dall’idea di Ersilia Bronzini Majno e di un gruppo di dirigenti dell’Unione Femminile. L’idea era quella di recuperare bambine e ragazze vittime di abusi e a rischio di esclusione sociale. Oggi FAM si prende cura di donne con bambini vittime di violenza e di minori non accompagnati. La Fondazione ha accolto nelle sue strutture oltre 5.600 persone. Attraverso un attento lavoro di osservazione e sostegno, le équipes educative offrono orizzonti di rielaborazione dei gravi traumi subiti, di recupero/acquisizione delle competenze personali e dell’autostima per un rientro in autonomia nel territorio.


Integr-AZIONE: educazione al lavoro per minori stranieri non accompagnati

Il progetto Integr-AZIONE realizzato da Fondazione Asilo Mariuccia in collaborazione con Fondazione Officine dell’Acqua, fornisce a 30 minori non accompagnati, ospiti delle strutture di accoglienza dell’Alto Verbano, gli strumenti necessari per imparare a conoscere l’arte del lavoro artigianale e le basi della carpenteria navale, disciplina antica e profondamente radicata nel territorio lacustre del Verbano. Il laboratorio di educazione al lavoro rappresenta per i ragazzi un percorso di crescita e d’inserimento lavorativo ed un’occasione d’incontro con le eccellenze del territorio, che arricchisce i ragazzi ben oltre il semplice apprendimento delle competenze lavorative. I ragazzi hanno avuto l’opportunità di comprendere le regole di un cantiere e capire quali sono le competenze trasversali utilizzabili all’interno di ciascuna professione lavorativa. Inoltre è stata svolta una formazione sulla sicurezza sul lavoro e un bilancio di competenze con l’obiettivo di favorire l’orientamento al mondo del lavoro. L’intento è di gettare le basi per favorire l’integrazione sociale e il raggiungimento di un’autonomia lavorativa per il loro futuro. Ogni ragazzo ha fruito di 70 ore di corso, nessuna assenza è stata registrata durante il primo ciclo di formazione a dimostrazione dell’entusiasmo con cui i minori non accompagnati si sono avvicinati a questa formazione. Alcuni artigiani della zona hanno individuato dei potenziali talenti a cui poter offrire dei tirocini, questo a dimostrazione che la strada è quella giusta. Il progetto prosegue nella seconda metà del 2024 con altri cicli di formazione.

In termini cronologici sono tre le principali aree di complessità del progetto.
1) Il progetto è stato proposto all’interno dei finanziamenti di 8 x 1000 dell’IRPEF a diretta gestione dello Stato. Questo genere di progetti richiede una predisposizione molto accurata della documentazione e tempi di risposta e validazione medio/lunghi per l’erogazione del finanziamento. Il progetto è stato accolto proprio per l’accuratezza delle procedure seguite e la qualità della documentazione fornita.
2) La narrazione che vede i minori stranieri non accompagnati come portatori di problemi o come poco coinvolti dal tema lavoro, è stata una barriera superata attraverso un percorso di progressivo avvicinamento e di accompagnamento dei ragazzi da parte del personale educativo qualificato, che svolge quotidianamente un lavoro di mediazione con le comunità locali. Inoltre l’entusiasmo e l’impegno dei ragazzi è stato tale da abbattere progressivamente qualsiasi resistenza.
3) Un’altra difficoltà è legata al territorio frammentato tra tanti comuni nella zona di Varese e dell’Alto Verbano, quindi i tempi di trasferimento interni si prospettavano lunghi e complessi anche per l’assenza di collegamenti diretti. La criticità è stata superata grazie al coinvolgimento di educatori per l’accompagnamento dei ragazzi al laboratorio, attraverso i mezzi propri delle comunità e anche grazie alla disponibilità della Fondazione Officine dell’acqua, la quale ha messo a disposizione la propria sede per la totalità delle attività laboratoriali semplificando i tragitti dalle comunità alla sede della formazione.

Integr-AZIONE
Fondazione Asilo Mariuccia sito
Fondazione Asilo Mariuccia video istituzionale

Fairtrade Italia

Fairtrade Italia

Fairtrade Italia è l’impresa sociale che dal 1994 promuove il Marchio FAIRTRADE e i valori della giustizia sociale e ambientale nel nostro paese. Concede alle aziende in sub-licenza il Marchio di certificazione, le supporta nell’approvvigionamento di materie prime certificate e nel consolidamento delle filiere. Svolge attività di promozione dei valori della giustizia sociale e ambientale, e di educazione per uno sviluppo sostenibile e rispettoso dei diritti umani.


Standard Fairtrade: uno strumento per EUDR e CSDDD

Due nuovi regolamenti europei chiedono alle imprese sempre più impegno e attenzione per le tematiche di sostenibilità ambientale e sociale: sono l’EUDR – European Union Deforestation Regulation sulla deforestazione e la CSDDD – Corporate Sustainability Due Diligence Directive sull’HREDD. Fairtrade International sta revisionando tutti i propri Standard per la certificazione, in modo da recepire in essi i nuovi regolamenti e facilitarne la conformità. Il Regolamento EUDR mira a diminuire il consumo di prodotti provenienti da filiere associate alla deforestazione, per ridurre il contributo dell’Unione Europa alle emissioni di gas a effetto serra e alla perdita di biodiversità a livello mondiale. A tal fine, impone obblighi di dovuta diligenza e vieta la commercializzazione di cacao, caffè, olio di palma, soia, legno, gomma e bovini e prodotti derivati, salvo che essi siano dichiarati esenti dai rischi associati alla deforestazione dal 31 dicembre 2020. Questo regolamento è stato già recepito a dicembre 2022 nel nuovo Standard Fairtrade per il cacao e nel febbraio 2024 in quello per il caffè. L’HREDD (Human RIghts and Environmental Due Diligence) è il processo con cui le aziende identificano, gestiscono, monitorano e pongono rimedio agli impatti negativi che le loro attività possono generare a livello sociale e ambientale lungo tutta la catena del valore. Non solo la CSDDD, ma numerose leggi e regolamenti in tutto il mondo la stanno rendendo obbligatoria per diverse categorie di aziende e filiere. Anche questo aspetto è stato già previsto nell’ultima versione dello Standard del cacao, e più recentemente anche nel Trader Standard e nell’Hired Labour Standard, che si applica alle organizzazioni dei produttori agricoli che si affidano principalmente al lavoro salariato. Questi aggiornamenti richiedono alle aziende già certificate di implementare un processo HREDD completo, a partire dall’impegno a rispettare i diritti umani e la sostenibilità ambientale.

Due degli aspetti più critici individuati durante i processi di consultazione multistakeholder che hanno portato agli aggiornamenti degli Standard Fairtrade citati sopra (e che sono ancora in corso anche per gli altri Standard) riguardano un’equa condivisione dei costi con gli agricoltori, la collaborazione tra tutti gli attori della filiera per un dialogo costante e la condivisione delle informazioni. Per fare un esempio riguardante il recepimento dell’EUDR: lo Standard Fairtrade richiede alle cooperative, tra le altre cose, di monitorare la deforestazione. Per facilitare alle organizzazioni agricole questo compito, Fairtrade metterà a disposizione una piattaforma satellitare grazie a una partnership con Satelligence. Inoltre, chiede ai trader di riportare a Fairtrade e condividere con le cooperative eventuali dati raccolti con altri sistemi. In riferimento all’implementazione dell’HREDD, i nuovi requisiti per i trader sono significativi, ma l’applicabilità dei passaggi sarà incrementale. Inoltre sono previste delle semplificazioni per le imprese più piccole (con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuale inferiore ai 10 milioni di euro).

Lo standard del caffè ora include la normativa sulla deforestazione