L’innovazione che muove lo sviluppo. Il modello UNDP tra ricerca, capitale e impresa

In un contesto globale complesso, la cooperazione allo sviluppo richiede modelli finanziari e operativi sempre più integrati. Come agenzia delle Nazioni Unite per lo sviluppo, UNDP si propone al settore privato e finanziario non come un interlocutore da finanziare, ma come una piattaforma globale multilaterale in grado di abbinare terzietà, presenza sul campo e rigore metodologico. Il confronto mira a capovolgere la narrativa tradizionale: non “cosa il Sistema Italia può dare alle Nazioni Unite”, ma “come la piattaforma UNDP unisce ricerca, capitale filantropico/promozionale e impresa per mitigare il rischio e scalare l’innovazione nei Paesi partner”. Attraverso la lente di ricerca, finanza e industria, il panel illustrerà come il settore privato possa sfruttare la rete e il patrimonio di credibilità delle Nazioni Unite per creare valore condiviso, accedere a nuovi mercati ad alto impatto e superare la logica della filantropia difensiva

Dalla CSR al welfare di comunità: quando l’impresa costruisce infrastrutture sociali

In collaborazione con Gruppo FS

Quale contributo strutturale possono offrire le grandi imprese alla costruzione del welfare di comunità? E, soprattutto, sono pronte a investire in modelli di sostenibilità sociale che non producono un ritorno o effetti nell’immediato?

Il settore privato non può sostituirsi alle istituzioni, ma può mettere a disposizione asset, competenze, reti relazionali e capacità organizzative per generare modelli di collaborazione stabili. La rete degli Help Center di stazione rappresenta un esempio concreto di questo approccio: uno spazio ferroviario diventa un’infrastruttura sociale per l’accesso ai servizi, l’orientamento e il reinserimento delle persone in condizioni di vulnerabilità. Partendo da questo esempio di collaborazione tra impresa, enti locali e Terzo Settore, si aprirà una riflessione su come costruire alleanze capaci di andare oltre la logica dell’intervento episodico in cui le aziende diventano attori del welfare territoriale.

La “S” dentro il punto di vendita

La sostenibilità del retail non si misura solo attraverso ambiente, filiere, packaging ed energia. Sempre più passa anche dalla capacità delle insegne di creare lavoro di qualità, formare competenze, includere persone e presidiare i territori. In un settore che continua a essere uno dei principali luoghi di accesso al mondo del lavoro, il punto di vendita diventa una vera infrastruttura sociale: spazio di relazione, formazione, occupabilità e crescita professionale.

Da Welfare a Wellbeing: cosa cambia nelle organizzazioni?

Si assottiglia nel mondo del lavoro il confine tra welfare aziendale e strategie finalizzate al wellbeing, due approcci che hanno sempre l’obiettivo di migliorare il benessere dei collaboratori e la cultura dell’organizzazione. Ma il wellbeing è un concetto più ampio e strategico, che va oltre i benefit economici e riguarda il benessere complessivo della persona sul lavoro. Una scelta che nasce anche dalla necessità di creare un ambiente dove i dipendenti si possono sentire motivati grazie a un maggior equilibrio tra vita professionale e privata.

A che lavoro giochiamo?

Un confronto senza filtri tra chi si prepara a entrare nel mondo del lavoro e chi lo vive ogni giorno: un laboratorio partecipato per mettere in relazione studenti e professionisti in modo diretto, orizzontale e autentico. Non un contesto frontale, ma uno spazio per condividere domande, aspettative e visioni sul futuro del lavoro. Attraverso piccoli gruppi misti il laboratorio aiuta a far emergere stereotipi, desideri, paure e punti di distanza tra nuove generazioni e aziende. Ogni gruppo costruisce una propria mappa del confronto, portando in plenarie aspettative reciproche, bisogni emergenti e temi ancora irrisolti.

Oltre il team building: attivare (davvero) i dipendenti nel volontariato

Non basta organizzare una singola giornata di volontariato per creare vero coinvolgimento. Una riflessione su come superare le iniziative occasionali e costruire percorsi continuativi capaci di generare valore per persone e comunità. Attraverso casi concreti il workshop esplora modelli efficaci per rendere il volontariato aziendale una leva strutturale di partecipazione.

Workshop con posti limitati, iscriviti qui.

Verso la neutralità carbonica: dalle fonti rinnovabili al monitoraggio degli impatti

Quanto conteranno l’innovazione tecnologica e la sperimentazione di nuove forme di energia nel percorso verso la decarbonizzazione? L’idrogeno avrà un ruolo significativo per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dall’Agenda 2030? Dall’ottimizzazione dei processi produttivi alle nuove tecnologie per la mobilità sostenibile, dalla riqualificazione energetica alle pratiche di economia circolare, sarà sempre più importante utilizzare strumenti per gestire la sostenibilità climatica lungo l’intera filiera, una priorità considerata strategica per molte imprese.

Transizione energetica: innovazione, efficienza, risparmio

Dalla raccolta dei dati alla gestione operativa: uno degli obiettivi principali del nostro paese è migliorare l’efficienza energetica per ridurre gli sprechi e rendere più competitive le imprese. Gli investimenti sulla transizione energetica offrono una via sostenibile ed economica per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, garantendo un minor impatto sull’ambiente ma anche un risparmio economico a lungo termine.