Spazio al desiderio. La risorsa decisiva per un futuro di sostenibilità e giustizia sociale (Egea Editore)

Presentazione libro di Paolo Venturi e Flaviano Zandonai

La spinta all’innovazione e al progresso è oggi al centro di due diverse tensioni. Da una parte limiti sempre più evidenti ci interrogano sulla sopravvivenza stessa della specie umana e del pianeta; dall’altra le opportunità derivanti da modelli alternativi di governo dell’innovazione e della crescita restano prigioniere del dilemma tra crescita all’interno di nicchie che scalano a livello di sistema e capacità di influenzare i sistemi dominanti introducendo mutamenti profondi e non semplici modifiche incrementali che mantengono lo status quo. In mezzo, l’innovazione sociale ha cercato di operare elaborando sul fronte istituzionale nuovi modelli di organizzazione e di governance e dotandosi di strumenti e infrastrutture gestionali con cui accelerare i progetti di aggregazione sociale che danno consistenza alle istituzioni di nuova generazione: è nato così quel «terzo pilastro» (la comunità) che però oggi richiede una nuova fase di mobilitazione per sollecitare e rafforzare soluzioni nuove. Per attivare questo sovvertimento generativo non mancano strumenti, risorse, competenze, infrastrutture o metriche: la risorsa da mobilitare è piuttosto il desiderio. Una risorsa da maneggiare con cura, perché rappresenta.

Passi di pace per uno sviluppo sostenibile

Quale può essere il ruolo dei diversi attori sociali per uno sviluppo sostenibile capace di promuovere anche società pacifiche e sempre più inclusive? Nell’incontro si confrontano persone che credono nell’economia di pace costruita sul dialogo e la partecipazione in particolare dei giovani. 

Sostenibilità inclusiva: rispetto, accoglienza, sostegno

Come possono le organizzazioni profit e non profit migliorare l’inclusione delle persone nella società? Dalla formazione al lavoro dall’abitazione al tempo libero: essere sostenibili significa soddisfare i bisogni della comunità valorizzando ogni persona senza lasciare indietro nessuno. Alcune esperienze dimostrano come prodotti e servizi accessibili e fruibili migliorano la coesione sociale e generano valore per tutti.

Sostenibilità nelle categorie merceologiche

Integrare la sostenibilità nella strategia aziendale e affrontare le sfide connesse con determinazione, consapevolezza e in collaborazione con i partner commerciali, è possibile grazie alla disponibilità di una base comune di conoscenze scientifiche che possa contribuire alla creazione di valore nella gestione delle categorie dei prodotti di largo consumo. GS1 Italy ha sviluppato il progetto “Sostenibilità nelle categorie” che ha l’obiettivo di supportare l’integrazione della sostenibilità in tutti i processi aziendali e nelle relazioni tra distributori, produttori e consumatori finali. Saranno presentati i risultati del progetto che ha analizzato, attraverso la metodologia Life Cycle Assessment (LCA), 29 categorie merceologiche, alimentari e non alimentari rappresentative del largo consumo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Carolina Gomez, GS1 Italy

Sustainability Manager ieri, oggi e domani

A cura di Sustainability Makers – the professional network

Come è cambiata in questi anni la professione del Sustainability Manager? Nell’incontro verrà presentato uno studio che definisce l’attuale identikit di questa figura professionale e avviato un confronto tra esperti sull’evoluzione del ruolo e delle competenze richieste a chi opera in questo ambito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Matteo Pedrini, ALTIS – Università Cattolica e Sustainability Makers 

Biodiversità, un delicato equilibrio tra business e ambiente

Secondo il World Economic Forum più della metà del PIL globale è generato da attività che dipendono dalla natura e dai suoi servizi: la vita stessa dell’uomo sulla Terra dipende dai servizi offerti gratuitamente dalla natura. La perdita di biodiversità rappresenta dunque un fattore di crisi potenziale di enorme portata, ancora molto sottovalutato. Negli ultimi cento anni abbiamo perso biodiversità a ritmi inimmaginabili e le imprese sono tra i principali responsabili di questi impatti devastanti delle attività umane sulla natura. È necessario un cambio di paradigma, promuovere nuovi modelli di business – come quello della “reintegration economy” – che rendano evidente l’impegno delle imprese per restituire alla natura spazio fisico e rilevanza nella presa di decisione individuale e collettiva.

Agrifood: innovazione, educazione, cambiamento

Ottimizzare le risorse, ridurre il consumo di suolo e acqua, contenere gli sprechi, migliorare i processi: le nuove frontiere dell’agricoltura vedono crescere il numero di operatori qualificati e la ricerca di tecnologie innovative. Con l’obiettivo di mantenere alti livelli produttivi e favorire la rigenerazione della natura. Un ritorno al passato con uno sguardo al futuro che investe tutta la filiera agroalimentare in un’ottica di sostenibilità dalla produzione alla distribuzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Tommaso Dami, Ager Oliva
Gioia Gibelli, Casa dell’Agricoltura

La sostenibilità degli investitori: quanto ne sappiamo?

Fino a oggi la conoscenza della sostenibilità dei soggetti ha viaggiato in un’unica direzione: la finanza si interroga sulla identità Esg delle aziende. In prospettiva, questa conoscenza viaggerà in due direzioni: anche le aziende dovranno interessarsi di quanto i propri interlocutori (investitori o banche) siano effettivamente sostenibili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Elena Bonanni, ET.Group

Dizionario di economia civile – Nuovi sviluppi (Città Nuova)

Presentazione libro Stefano Zamagni e Luigino Bruni

L’economia civile è un albero antico. Non è l’ennesima proposta creata per rispondere alle esigenze o mode del momento, né un nome nuovo del non-profit. È invece l’ultima fioritura di una pianta millenaria, quella dell’economia italiana, latina e meridiana, del suo ‘spirito’ diverso da quello nordico. Il “Dizionario di economia civile. Nuovi sviluppi” è una sorta di seconda parte di un’unica opera. Esce infatti a distanza di quindici anni dal Dizionario di economia civile (2009) a cura di L. Bruni e S. Zamagni. Le voci non si ripetono ma si aggiungono a quelle precedenti, e in alcuni casi le completano e le aggiornano. Nei quindici anni trascorsi dalla prima edizione del 2009 infatti il mondo è cambiato radicalmente sotto molti aspetti, che si è cercato di porre al centro di questa edizione, composta da 50 voci – da Economia circolare a Finanza etica, da Lavoro nel XXI secolo a Laudato si – scritte dai maggiori specialisti di diverse discipline, non solo economiche. Alle nuove sfide dell’ambiente e del lavoro è riservato un posto centrale, perché, dalla prospettiva dell’Economia Civile, sono davvero decisive.

Sostenibilità sociale d’impresa: leva di attrazione e sviluppo competitivo

A cura di Fondazione Sodalitas

La sostenibilità sociale è un valore chiave nelle scelte lavorative dei giovani. Le aziende che investono in politiche sostenibili, benessere dei dipendenti e inclusione, attraggono i migliori talenti e migliorano competitività e reputazione. In un contesto ricco di sfide demografiche e digitali, la sostenibilità sociale d’impresa è una leva strategica per rispondere alle aspettative delle nuove generazioni, valorizzando il capitale umano, creando un ambiente di lavoro inclusivo e attento al benessere, come leva per uno sviluppo competitivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le slide dei relatori

Alessandro Beda, Fondazione Sodalitas